Aumentano non solo le critiche sulla strategia dell'amministrazione Obama ma anche l'impressione che la lotta contro lo Stato islamico possa durare più di tre anni
La Casa Bianca lo ha ammesso: lo Stato islamico sarà un problema che verrà ereditato dal prossimo presidente americano. Dopo i colpi subiti in Iraq e Siria nell'ultima settimana - con la caduta nelle mani dei miliziani della città irachena di Ramadi e poi di quella siriana di Palmira - aumentano non solo le critiche sulla strategia dell'amministrazione Obama ma anche l'impressione che la lotta contro l'Isis possa durare più di tre anni. Se la tempistica è corretta, il successore di Barack Obama dovrà gestire il conflitto che ha portato gli Usa a ridurre le ambizioni di breve termine tra cui l'offensiva prevista originariamente in estate per riprendere il controllo di Mosul (nel nord dell'Iraq). Intanto aumenta l'invio di attrezzature militari all'esercito iracheno e si intensifica il training di chi, in arrivo dalle tribù sunnite, è disposto a lottare stando dalla parte di Baghdad.