Il governatore della Bce da Washington chiede di andare avanti con il dialogo: "tutti vogliamo successo Grecia" ma soluzione è nelle mani di Atene
Mario Draghi da un lato rassicura e dall'altro avverte: l'Area euro è "meglio equipaggiata" di quanto non lo sia stata in passato per gestire una nuova crisi della Grecia ma se la situazione peggiora notevolmente si rischia di entrare in "acque inesplorate". Da Washington, dove si stanno per concludere i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, il governatore della Banca centrale europea chiede la ripresa di un "dialogo politico funzionante" e dettagliato per risolvere la crisi ad Atene. Si tratta di quei dettagli di cui giovedì aveva parlato anche Christine Lagarde, il numero uno del Fondo monetario internazionale, quando chiedeva da parte delle autorità greche un lavoro "tedioso a cui sono soliti i ministri delle Finanze e i creditori internazionali nel definire le riforme da adottare e implementare". Per Draghi quelle riforme devono avere quattro obiettivi: "crescita, equità, sostenibilità fiscale e sostenibilità finanziaria". "Tutti vogliamo che la Grecia abbia successo", dice Draghi, ma "la risposta sta nel governo greco". E' quello che pensa anche il ministro italiano dell'Economia Pier Carlo Padoan: "La mia valutazione e quella dei colleghi dell'Eurogruppo è che a questo punto sta al governo greco farsi avanti con delle proposte concrete ed efficaci".