L’enogastronomia pugliese sbarca a New York

21 Giugno 2011, 14:08

Dalle orecchiette con cime di rapa alla burrata sorseggiando un bicchiere di Primitivo di Manduria: l’enogastronomia pugliese sbarca a New York. E' stata inaugurata ieri a Eataly “Puglia: Crossroads of culture and discovery”: fino a fine giugno, le eccellenze di questa regione italiana saranno le protagoniste dell'emporio fondato dall’imprenditore italiano Oscar Farinetti. Verranno organizzati laboratori del gusto per presentare al pubblico i prodotti alimentari accompagnati dalle degustazioni di vini pugliesi, come il Negroamaro, il Primitivo di Manduria e l'Aleatico, e i ristoranti all'interno di Eataly proporranno ogni giorno un piatto pugliese con olio di oliva della regione.

 

Il progetto è stato realizzato dall’Assessorato alle risorse agroalimentari della regione Puglia in collaborazione con Slow Food Puglia. E all'inaugurazione erano presenti anche Nichi Vendola, presidente della regione dall'aprile 2005 e presidente nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, l’assessore alle risorse agroalimentari Dario Stefano e Antonello Del Vecchio, governatore internazionale di Slow Food.

 

A dare il via all'inaugurazione è stato Farinetti che ha voluto delineare uno degli obiettivi fondamentali di Eataly: promuovere la diversità enogastronomica. "L’Italia non è solo Roma, Venezia e Firenze ma è gastronomia, cucina e tradizione, una tradizione che è diversa in ogni regione. Oggi Nichi Vendola palerà proprio di questo. E come dico sempre io un buon politico deve essere anche in grado di trasmettere al resto del mondo la tradizione culinaria della propria regione" ha detto l'imprenditore.

 

Durante l'evento gli ospiti hanno pranzato al ristorante "Manzo" di Eataly con alcuni piatti: polpo in salsa di pomodoro, orecchiette con cime di rapa, agnello con verdure e un tortino di mandorle. E il tutto è stato accompagnato da una piccola degustazione di vini pugliesi, come lo Chardonnay Tormaresca.

 

“Il mio intervento non è uno spot pubblicitario sulla Puglia – ha affermato Nichi Vendola – ma il racconto di un pezzo di vita domestica. Quando torno a casa da mia madre e salgo le scale comincio a sentire i profumi della sua cucina. E allora inizio ad interrogarmi su un tema cruciale: l'identità. Nel periodo pasquale sento i profumi balcanici, nel periodo natalizio solo i profumi della Grecia e la domenica profumi arabi. Per me questa regione italiana è ‘strabica’: con un occhio vede i Balcani e con l’altro il Nord Africa. E sono molto felice perchè la mia identità, che per questi motivi è incerta e ambigua, parla di una Puglia che ha conosciuto tante narrazioni grazie a personaggi che per secoli hanno transitato per questa terra".

 

L’agricoltura, come ha precisato Dario Stefano, è una chiave di volta della Puglia. In questa regione si produce il 44 per cento delle olive da olio di tutto il prodotto nazionale ci sono 350.000 imprese agricole, ovvero il 25 per cento delle aziende presenti nel Mezzogiorno d’Italia. Inoltre, la Puglia vanta 26 Doc di vini, spesso legati a vitigni autoctoni, e negli ultimi tre anni ha registrato un incremento del 38,8 per cento delle esportazioni di prodotti freschi e del 24 per cento delle esportazioni di vino.

 

"C'è anche un rapporto tra la politica e la cucina: quest'ultima è un modo molto intelligente di fare politica perchè è sinonimo di educazione alimentare ed è quel ponte che ci permette di avvicinarci alla cultura degli altri Paesi" ha concluso Vendola precisando che "la Puglia non è migliore di altre regioni ma è soltanto diversa e noi pugliesi siamo felici di offrire al resto del mondo questa nostra diversità come un dono".

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