Perché i repubblicani odiano le lampadine a basso consumo?

10 Luglio 2011, 16:00

Tutti contro le lampadine fluorescenti a basso consumo. L'ultima battaglia del partito repubblicano contro quelli che definisce gli eccessi del governo federale ha un obiettivo insolito: appunto le lampadine che in Europa stanno sostituendo per legge comunitaria quelle a incandescenza, ma che in America sono diventate oggetto di uno scontro politico. Come molte delle crociate contro il governo di Washington anche questa è partita dal Texas, dove i repubblicani al parlamento statale hanno lanciato un'iniziativa per aggirare la legge federale che vieta progressivamente la produzione delle vecchie lampadine a partire dal 2011.

 

"Noi texani ne abbiamo abbastanza del governo federale che ficca il naso nei minimi particolari delle nostre vite", ha riassunto il deputato George Lavender, repubblicano del parlamento statale, firmatario di una legge curiosa. Secondo la quale le lampade a incandescenza prodotte e vendute esclusivamente in Texas non prevedono il commercio tra stati dell'unione e quindi non possono essere regolate dal governo federale. Posizione giuridicamente dubbia oltre che tecnicamente impossibile, perché in Texas non esistono giacimenti del tungsteno indispensabile alla fabbricazione delle lampadine, ma popolare tra i repubblicani che cavalcano l'ondata antigovernativa espressa dal Tea Party. Così popolare che adesso anche il Congresso di Washington se ne sta occupando. Lunedì arriva infatti alla discussione in aula della Camera una legge che rigetterebbe la normativa federale sulle lampadine: primo firmatario, guarda caso, un repubblicano del Texas, Joe Barton (nella foto). "Si parla di ben altro che consumo energetico, qui si parla di libertà personale", ha detto Barton, aggiungendo in un'intervista a Fox News: "Grazie a Dio vivo in Texas!" La storia non manca comunque di ironia: la legge del 2007 che vietava le lampadine a incandescenza aveva avuto molti voti repubblicani, ma in un clima politico ben diverso, e l'aveva promulgata il presidente George W. Bush. Repubblicano anche lui, e soprattutto texano.

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