Google Plus, perché molti lo preferiscono a Facebook

15 Luglio 2011, 16:40

Erich Schimdt, potente amministratore delegato di Google, in un’intervista tempo fa confessava la sua mancanza più grave: aver sottovalutato Facebook, il social network nato nel 2004, che anno dopo anno ha scalato tutte le classifiche, fino a insidiare il primato di Google come sito più visitato al mondo. Il sito creato sette anni fa da un ragazzino poco più che ventenne, Mark Zuckerberg, è riuscito a dare del filo da torcere al gigante di Mountain View, a una velocità incredibile. Ora però non è più tempo di rimpianti e Schmidt ha lanciato la nuova sfida: il social network si chiama Google plus, e questa volta è Facebook tremare.

 


Il nuovo progetto, lanciato il 28 giugno 2011, è stato presentato come una nuova piattaforma per creare un network di contatti utilizzando il proprio account Gmail (necessario per accedere), ma sulla stampa questa nuova creatura informatica è stata subito ribattezzata come l’anti-Facebook. Cerchiamo di capirci qualcosa. Google Plus funziona per invito (come anche Gmail, inizialmente), e nelle 36 ore successive all’attivazione è riuscito a superare i due milioni di utenti. Ora dopo un paio di settimane ha fatto registrare il record di 10 milioni. Come si dice in gergo, è diventata una novità “virale”, che ha sorpreso gli stessi sviluppatori. Dieci milioni sono ancora pochi se consideriamo che Facebook ne ha 750 milioni, e se fosse un paese rappresenterebbe il terzo per popolazione, dopo India e Cina. Ma almeno l’inizio promette bene, e le recensioni pure. Ma in cosa differisce Google Plus da Facebook? In molte cose sono simili, d’altronde è pur sempre una piattaforma interattiva. Ma la vera rivoluzione è sintetizzabile in queste due parole: “Ordine e pulizia”.

 

Per capire su cosa puntare, è bastato ascoltare le lamentele degli utenti di Facebook. Ognuno di loro ha decine di aneddoti sui “drammi” in rete: dipendenti licenziati dopo un commento poco carino, fidanzamenti in frantumi per la comparsa di una ex, genitori che controllano i figli. Man mano che la comunità cresce, su Facebook diventa difficile prevedere le conseguenze dell’inserimento di una nuova foto o di un nuovo commento. Non è un mistero che le impostazioni di privacy sono complesse, e differenziare i contatti è un’impresa. Alla lunga il problema ha snervato molti, e così Facebook ha registrato quest’anno un fenomeno nuovo: molti iscritti si sono cancellati. Da qui è partito Google Plus, per proporre il suo innovativo sistema di cerchie, “circles”.

 

Spiegarlo è facilissimo. Ogni contatto deve essere inserito in cerchie diverse: i familiari da una parte, i colleghi da un’altra, e così via. Con ognuno si può interagire in maniera differente, come succede davvero nella realtà: non ci comportiamo alla stessa maniera a una festa di famiglia o a una cena di lavoro. Ma non solo: si possono creare gruppi monotematici su argomenti particolari, il calcio, i locali notturni, i ristoranti, e condividere le proprie idee con altri appassionati, senza infastidire gli altri. Per azzardare un paragone, se Facebook è una piazza aperta e chiassosa, Google Plus è un condominio in cui potete passare da un appartamento all’altro senza disturbare nessuno.

 

I motivi per preferirlo a Facebook sarebbero diversi, almeno a sentire la rete che è apparsa subito molto entusiasta, e unanime nel decantare le lodi del nuovo social network. Innanzitutto c’è una maggiore integrazione con i servizi di Google (Gmail, Google Docs, Google Search, YouTube, Picasa). Per gli appassionati di grafica, oltre ai normale file fotografici (Jpeg) possono essere inserite le Gif animate con cui dare sfogo alla propria creatività, ma la vera novità è rappresentata dalla videochat Hangout. Volete fare una festa a sorpresa, oppure organizzare una riunione di lavoro? Fino a dieci persone possono interagire contemporaneamente. Il microfono individua automaticamente chi sta parlando, e apparirà a tutti nella schermata principale. Skype offre lo stesso servizio, ma è a pagamento. Un’altra novità è rappresentata dalla possibilità di condividere “spunti” col vostro network, cioè condividere le novità su un argomento attraverso l’aggregatore Sparks, mettendoli a disposizione della vostra cerchia.


Ma come hanno notato molti utenti, c’è anche qualche pecca: esiste l’app per Android ma manca ancora quella per iPhone e iPad. E per ora c’è l’assoluta predominanza maschile, una triste “no woman's land” con l’89,6% di uomini, forse conseguenza del fatto che il progetto è ancora a inviti e che Google è un'azienda dove domina la cultura degli ingegneri informatici, che in maggioranza sono appunto uomini. Ma il progetto è solo agli albori, e con ogni probabilità crescerà velocemente costringendo, è facile prevedere, anche Facebook a migliorarsi, per non perdere il primato. Se intanto volete provarli entrambi, senza perdere tempo a ricostruire il vostro network, potete importare i contatti da Facebook. Farlo è facilissimo, ma dovete passare attraverso Yahoo. Prima bisogna “Importare i contatti” da Facebook sulla vostra e-mail Yahoo, e successivamente fare la stessa operazione da Yahoo verso Gmail, e il gioco è fatto.

 

© Copyright 2011 Tutti i diritti riservati