“Dialogue of cultures”, il primo festival del cinema sull’impatto della globalizzazione

Ha preso il via ieri al Sva Theatre di Manhattan e durerà fino al 27 ottobre

Sedici film e documentari proiettati in sette giorni per descrivere la ricerca della propria identità e, al contempo, il sapersi confrontare con altre culture. Ha preso il via ieri sera, al Sva Theater di Manhattan, la prima edizione di “Dialogue of cultures: International film festival”, un evento che intende affrontare l’impatto della globalizzazione attraverso un linguaggio universale, il cinema.

Il festival si sposterà ogni anno in un paese diverso: il prossimo anno è previsto a Parigi. Perché iniziare proprio da New York? “E’ semplice – ha detto Boris Cherdabayev, produttore cinematografico del Kazakistan, fondatore e presidente del festival – perché è proprio in questa città che si può vedere la più grande diversità di culture che vivono fianco a fianco”.

In ogni film proiettato verranno presentati personaggi diversi, che provengono da tutto il mondo e che hanno a che fare con culture diverse dalla loro in vari modi, talvolta anche drammatici. “Sono cresciuto in una ex repubblica dell’Unione Sovietica, conosco bene che cosa significa il termine nazione e penso che oggi il concetto di globalizzazione sia molto positivo”, ha affermato Cherdabayev precisando: “Nella mia vita ho viaggiato molto per lavoro, ho conosciuto paesi che non avevo mai visto prima e ho imparato a confrontarmi con nuove culture. Vedere come si integrano varie culture è bellissimo. Ed è proprio per questo motivo che ho deciso di dare il via a questo progetto”.

Durante la serata, che ha visto la partecipazione dell'attore olandese Rutger Hauer("Bride Flight"), è stato proiettato il film “Cirkus Columbia”, diretto dal regista bosniaco Danis Tanovic noto per “No man’s land”, vincitore nel 2002 del premio Oscar come migliore film straniero.

Il film "Cirkus Columbia" racconta la storia di Divko Buntic che, dopo 20 anni d’esilio in Germania, torna nella sua città della Erzegovina meridionale, alla vigilia della guerra nei Balcani. Torna in patria con una grossa somma di denaro, un gatto nero portafortuna, un'auto nuova e una fidanzata molto più giovane di lui. E decide di cacciare da quella che era la sua abitazione l’ex moglie e il figlio. Ma ben presto le cose cominciano ad andare per il verso sbagliato. La guerra è alle porte, e anche nella vita personale del protagonista si mette male: il gatto scompare e il figlio e la sua fidanzata si innamorano e decidono di partire per la Germania. Lui rimane nel suo Paese d'origine. Ma quando tutto sembra oramai perduto, l’ex moglie decide di tornare a vivere con lui.

Tra gli altri film che verranno presentati al pubblico ci sono "Back to Africa", del regista tedesco Othmar Schmiderer, "Bollywood Dream", di Beatryz Seigner, e "Bride Flight" del regista olandese Ben Sombogaart.

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