15 anni dagli attentati dell'11 settembre 2001. Obama: bisogna restare uniti

Gli attacchi alle Torri Gemelle del World Trade Center e al Pentagono hanno cambiato per sempre la storia americana e globale e sono un ricordo ancora più che vive. E oggi le minacce terroristiche non sono finite.

In ufficio per una normale giornata di lavoro, al mercato a fare la spesa, ancora a casa preparandosi per uscire, sprofondati nel sonno. Tutti, a qualunque latitudine, ricordano esattamente dove fossero l'11 settembre 2001, il giorno degli attacchi alle Torri Gemelle del World Trade Center di New York, il giorno che ha cambiato per sempre la storia dell'umanità, il giorno in cui è iniziata la "guerra al terrore", che ha cambiato volto, protagonisti e minacce, ma che ancora oggi non si è conclusa.

Quindici anni dopo, il ricordo è ancora vivo. L'immagine degli aerei che si schiantano sulle Twin Towers, i crolli, la polvere, le persone che scappano. O ancora lo sguardo attonito dell'allora presidente George W. Bush, che in quel momento leggeva storie ai bambini di una scuola elementare della Florida, quando Andrew Card si avvicina per comunicargli la drammatica notizia degli attacchi. "Ho pensato alle parole da usare, mi sono piegato e gli ho sussurrato all'orecchio 'un secondo aereo ha colpito la seconda torre, l'America è sotto attacco", ha raccontato l'allora capo dello staff presidenziale.

Parole che si sono impresse a fuoco sulle pagine di storia, che hanno segnato la vita di quella generazione e di quelle a venire, degli americani e di tutte le persone nel mondo. "Quel giorno ci ha cambiati tutti", ha detto Card, e ha ragione. Le ricadute degli attentati - quello alle Torre Gemelle, quello quasi simultaneo al Pentagono e il terzo, sventato dall'eroismo dei passeggeri dell'aereo poi precipitato in Pennsylvania - sono state immediate e sono durate anni, non sono ancora finite, con l'inizio della guerra in Iraq, poi in Afghanistan, quindi all'Isis.

"Abbiamo dato un colpo devastante alla leadership di al Qaida" e ora "distruggeremo l'Isis e faremo di tutto per proteggere il nostro Paese", ha detto il presidente Barack Obama, ricordando i valori americani e richiamando all'unità del Paese. Parole ovvie forse, ma necessarie, soprattutto perché le conseguenze dell'11 settembre si sentono ancora oggi, nella vita quotidiana delle persone. Si pensi alle interminabili code per i controlli di sicurezza negli aeroporti, le attese per entrare nei grandi luoghi pubblici e il generale senso di ansia latente per il timore di quello che potrebbe essere il prossimo nuovo attacco. Gli americani si sono abituati a tenere gli occhi aperti, "if you see something, say something" (se vedi qualcosa, dillo) è la frase che viene ripetuta costantemente in tutte le stazioni della metropolitana, nelle stazioni, negli aeroporti.

Oggi, 15 anni dopo, gli Stati Uniti sono una nazione diversa e si trovano in posizione differente. Osama bin Laden, il numero uno di al Qaida e la mente degli attentati dell'11 settembre, è morto, per mano delle forze speciali americane che lo hanno catturato e ucciso nel 2011, e l'organizzazione terroristica sembra una minaccia minore, seppur ancora presente. Ma il pericolo si è trasformato, forse in peggio, con l'avvento dello Stato islamico, autore di drammatici attentati, negli Stati Uniti e nel resto del mondo. E poi c'è il dibatto sulla privacy, su quanto in là il Congresso americano e le agenzie di intelligence possono spingersi nel limitare le libertà civili in nome della sicurezza nazionale. La guerra in Afghanistan, fortemente impopolare, ha strascichi ancora visibili.

Le parole di Barack Obama

Al ricordo dell'11 settembre il presidente americano ha dedicato il consueto discorso del sabato. La paura del terrorismo "non deve stravolgere i nostri valori" e "non possiamo seguire chi vorrebbe dividerci o reagire in una maniera che intacchi il tessuto della nostra società", ha detto, con un messaggio con cui indirettamente ha invitato gli americani a diffidare delle ricette proposte in campagna elettorale dal candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump.

"Solo salvaguardando i nostri valori rispetteremo l'eredità di coloro che abbiamo perso", ha aggiunto Obama, sottolineando che "la nostra forza e la nostra grandezza è proprio la nostra diversità, il nostro spirito di accoglienza verso tutti i talenti, il nostro trattare tutti in maniera equa, senza guardare alla razza, al sesso o alla religione".

Le celebrazioni

Come ogni anno, l'11 settembre, quest'anno domenica, è la giornata dedicata alle commemorazioni. Alle 8.46 ora locale (le 14.46 in Italia), momento in cui il volo 11 dell'American Airlines si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center, Barack Obama osserverà un minuto di silenzio alla Casa Bianca. Quindi, il presidente americano si trasferirà al Pentagono per ricordare le 184 vittime dello schianto del volo 77 di American Airlines contro la sede del ministero della Difesa a Washington. Alla cerimonia saranno presenti anche il segretario alla Difesa Ashton Carter ed il capo degli Stati maggiori riuniti Joseph Dunford.

In tutte le maggiori città americane, prima fra tutte New York, ci saranno eventi e marce commemorative, come quella del New York Police Department a Manhattan. I candidati alla Casa Bianca, Hillary Clinton e Donald Trump, sospenderanno per un giorno la campagna elettorale, in segno di rispetto per le famiglie delle vittime e per rendere omaggio a chi ha perso la vita. L'ex first lady, che era senatrice dello stato di New York all'epoca degli attentati, sarà a Ground Zero, per visitare il National September 11 Memorial.

Le minacce di al Qaida

A ricordare che la minaccia terroristica è ancora più che presente, alla vigilia dell'anniversario il numero uno di al Qaida, Ayman al-Zawahiri, ha diffuso un video in cui invita tutti i musulmani a combattere. Da sempre ai vertici dell'organizzazione terroristica, ne ha preso la guida il 16 giugno 2011, dopo la morte di Osama Bin Laden, ucciso nel suo rifugio segreto ad Abbottabad, in Pakistan, in un blitz delle Forze Speciali americane.

Nel video, Zawahiri sostiene che con l'11 Settembre si è ristabilito "l'equilibrio tra l'Islam e il suo nemico crociato, laico e materialista" e che gli attacchi al World Trade Center ricordano ai musulmani "le loro capacità e il loro potenziale di deterrenza", da esprimere imbracciando le armi e combattendo. Guardando poi alla minoranza afro-americana negli Stati Uniti e alle violente manifestazioni di piazza seguite a una serie di uccisioni di neri da parte della polizia, Zawahiri ha gettato benzina sul fuoco sostenendo che è la "maggioranza bianca" che controlla le leggi. Solo l'Islam, ha aggiunto, può "salvare" gli afro-americani.

Altri Servizi

Email Clinton, accusate 38 persone ma non ci fu uso volontario di informazioni classificate

Lo ha stabilito un'indagine del Dipartimento di Stato che ha messo sotto accusa i funzionari. L'ex first Lady attacca una delle candidate dem alle presidenziali, accusandola di essere "un asset dei russi"
Ap

Hillary Clinton torna a occupare prepotentemente le prime pagine dei quotidiani americani e i dibattiti dei talk politici d'oltreoceano. Da un lato, l’ex segretario di Stato è stata coinvolta nella chiusura delle indagini sull'emailgate, dall’altro, ha invece denunciato una possibile nuova interferenza dei russi nel voto delle prossime Presidenziali nel 2020.

Siria, Pence: Turchia ha accettato un cessate il fuoco di 5 giorni

Il vicepresidente statunitense ha incontrato il presidente turco Erdogan

Il vicepresidente statunitense Mike Pence, in visita ad Ankara, dove ha incontrato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che la Turchia ha accettato un cessate il fuoco di 120 ore nel Nord-est della Siria, per permettere ai curdi di ritirarsi verso aree sicure.

Wall Street, attenzione rivolta a trimestrali e tensioni commerciali

Tra le grandi banche, oggi è il turno di Bank of America
AP

Siria, McConnell contro Trump: "Il ritiro delle truppe è un errore strategico"

Duro attacco del leader dei repubblicani al Senato dalle pagine del Washington Post
AP

Duro attacco di Mitch McConnell a Donald Trump per la linea militare scelta dal Tycoon in Medio Oriente. "Ritirare le forze americane dalla Siria è un grave errore strategico", ha scritto sulle pagine del Washington Post il senatore del Kentucky, leader della maggioranza repubblicana al Senato nonché uno dei più stretti alleati del presidente americano.

Wall Street, svanisce l'ottimismo sui negoziati Usa-Cina

Pechino vuole approfondire alcune questioni prima di firmare la 'fase uno' dell'accordo
AP

Wall Street, attenzione rivolta alle trimestrali

Oggi, i conti di Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase e Wells Fargo
AP

Warren: "Basta premiare i donatori con incarichi diplomatici"

La senatrice, candidata alle primarie democratiche per le presidenziali, lancia una nuova battaglia contro l'influenza dei soldi nella politica statunitense
AP

Basta ricchi donatori come ambasciatori. La senatrice statunitense Elizabeth Warren, candidata alle primarie democratiche per le presidenziali del prossimo anno, ha annunciato che, se eletta presidente, metterà fine alla consuetudine decennale di scegliere, per molti incarichi diplomatici, generosi donatori della campagna elettorale del presidente di turno. "Per decenni, le amministrazioni di entrambi i partiti hanno scelto come ambasciatori i grandi donatori. Solitamente non sono esperti del Paese, di politica estera o di qualsiasi cosa rilevante per l'incarico" ha scritto Warren. 

Le Maire: "Libra non benvenuta in Europa, la vieteremo"

Il ministro dell'Economia francese contro la valuta virtuale di Facebook: "Stiamo lavorando con Italia e Germania a una serie di misure, in gioco c'è la nostra sovranità"

Francia, Italia e Germania stanno lavorando a una serie di misure per vietare in Europa l'uso di Libra, la moneta virtuale di Facebook. Lo ha detto il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire, sottolineando che "Libra non è benvenuta in Europa. Vareremo misure con Italia e Germania perché è in gioco la nostra sovranità'" ha detto durante una conferenza stampa a margine delle riunioni del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale a Washington.

Wall Street, occhi su Cina e Brexit

La crescita economica rallenta a Pechino, mentre a Londra si discute dell'accordo con l'Unione europea
AP