Il giovane Murdoch difende le dimensioni di Fox. No comment su negoziati con Disney

Il gruppo ha chiuso un trimestre con ricavi migliori delle stime; conta di completare la scalata nella britannica Sky entro il giugno 2018
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Nel giorno in cui ha pubblicato una trimestrale con ricavi superiori alle stime degli analisti, 21st Century Fox si è rifiutato di commentare indiscrezioni secondo cui avrebbe trattato con Walt Disney la cessione di gran parte dei suoi asset. Tra di essi ci sarebbe stata anche la quota nella britannica Sky, la cui presa di controllo totale è stimata entro il 30 giugno 2018. Mentre gli investitori si domandano se colossi come Verizon e Charter Communications stiano valutando potenziali takeover del colosso dell'intrattenimento, il suo co-presidente ha detto che l'azienda "ha le dimensioni per continuare a portare avanti la sua strategia di crescita e a garantire rendimenti ai soci".

Nella call a commento dei conti, Lachlan Murdoch - che con il padre Rupert condivide lo stesso incarico - non poteva essere più categorico: "Lasciatemi essere chiaro sin dall'inizio: abbiamo la tradizione di non commentare su attività aziendali o transazioni. Non risponderemo a nessuna domanda o richiesta di commento sulle ultime voci". Il riferimento era a quelle di Cnbc dei giorni precedenti, secondo cui 21st Century Fox ha appunto negoziato con Walt Disney; le trattative non sarebbero più in corso ma la sola idea che il magnate dei media Murdoch, arrivato a 86 anni di vita, abbia considerato un break-up del suo impero non è certo passato innosservato in un settore messo in difficoltà dall'avanzata di servizi online come Netflix e dal calo degli introiti da pubblicità.

Quanto ai conti, nel suo primo trimestre fiscale il gruppo nato nel 2013 dallo split in due della vecchia News Corp (a quella nuova fanno capo soltanto le attività editoriali con prodotti come il Wall Street Journal) ha registrato utili per 855 milioni di dollari, in rialzo del 4% sullo stesso periodo dell'esercizio precedente. Nei tre mesi chiusi il 30 settembre scorso, 21st Century Fox ha messo a segno profitti per azione al netto di voci straordinarie di 49 centesimi, meno dei 51 centesimi per azione dell'anno precedente ma in linea al consenso. Le vendite sono salite dell'8% a 7 miliardi di dollari, oltre le attese per 6,81 miliardi. Come spiegato dall'azienda in una nota, l'incremento è stato sostenuto da maggiori vendite nel segmento tv e in quello cinematografico. Nel dettaglio, la divisione di tv via cavo che comprende Fox News ha registrato vendite in rialzo a 4,196 miliardi da 3,81 miliardi e quella delle tv tradizionali ha messo a segno un fatturato poco mosso a 1,065 miliardi. La divisione cinematografica ha registrato vendite per 1,963 miliardi contro quelle da 1,907 miliardi nel periodo luglio-settembre del 2016

Lachlan Murdoch e il padre Rupert in una nota diffusa prima della call avevano posto l'accento sulla forza del gruppo "in un mercato globale dinamico per marchi di video e contenuti che si distinguono". Secondo i due "la performance solida del primo trimestre ci mette sulla strada giusta per raggiungere i nostri obiettivi finanziari e operativi per questo anno fiscale".

Il gruppo che lo scorso dicembre ha annunciato l'offerta di acquisto per circa 14,6 miliardi di dollari della quota del 61% che ancora non possiede nella britannica Sky, conta che la transazione verrà chiusa entro il 30 giugno del 2018 (manca l'ok delle autorità del Regno Unito). La controllata d'Oltremanica aveva minacciato il giorno precedente ai conti di chiudere Sky News se quella divisione rappresenta un ostacolo regolatorio per ottenere l'approvazione al merger con il gruppo Usa. 

Il titolo di classe A di 21st Century Fox, che non ha potere di voti, ha terminato la seduta in rialzo dell'1,2% a 28,09 dollari; nel dopo mercato ha guadagnato l'1% circa sulla scia dei conti. Da inizio anno il titolo non si è mosso; negli ultimi 12 mesi ha guadagnato quasi il 4%.

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