Massimo Bottura è il miglior chef del mondo

L’Osteria Francescana del cuoco modenese vince la ’50 Best Restaurant in The World 2016’. In classifica anche gli italiani Enrico Crippa, Massimiliano Alajmo e Davide Scabin

L’Osteria Francescana di Massimo Bottura è il miglior ristorante al mondo. Il nome dello chef italiano raggiunge per la prima volta la vetta della ’50 Best Restaurant in The World 2016’, la classifica dei 50 migliori ristorati al mondo stilata annualmente dalla rivista inglese ‘Restaurant’ e sponsorizzata, fra gli altri, dalla bergamasca S. Pellegrino. La premiazione è avvenuta a New York - con una serata di gala al ristorante Cipriani di Wall Street - ed è stata la prima edizione americana del contest, che dalla sua fondazione nel 2002 si è sempre svolto a Londra. Sul podio anche lo spagnolo El Celler de Can Roca dei fratelli Roca, vincitore della passata edizione, e l’Eleven Madison Park di New York, gestito da Daniel Humm e Will Guidara. Oltre a Bottura nelle prime 50 posizioni ci sono altri tre italiani: Massimiliano Alajmo, Enrico Crippa e Davide Scabin.

Alla soddisfazione dell’Osteria Francescana di Modena si unisce quella di Enrico Crippa, chef del ristorante Piazza Duomo di Alba, nelle Langhe Piemontesi. Crippa entra nella top 20 con il 17esimo posto, migliorando sensibilmente la posizione numero 27 conquistata nel 2015. La ‘new entry’ dell’edizione 2016 è il Combal.Zero di Davide Scabin, che ha conquistato per la prima volta un posto nelle 50 posizioni che contano, salendo dal 65esimo gradino al 46esimo. Un velo di amarezza per Massimiliano Alajmo, che scende di cinque posizioni e si classifica 39esimo. A stilare la classifica è stata un giuria di 1.000 critici culinari, chef e gourmet, selezionati in forma anonima dalla rivista ‘Restaurant’.

Il bilancio è positivo anche per la cucina del paese ospite. Oltre al terzo posto di Humm e Guidara entrano i classifica anche due nuovi ristoranti, l’Estela (44) e il Saison (27), mentre l’ Alinea di Grant Achatz raggiunge il gradino numero 15. Buoni risultati anche per il Messico - in graduatoria con Biko, Pujol e Quintonil - mentre l’Inghilterra mastica amaro, con il nome simbolo di Dinner scivolato nelle ultime posizioni. Inglese è però la ‘new entry’ più alta della classifica, con l’esordio di The Clove Club direttamente alla posizione 26. Perdono posizioni anche alcuni nomi eccellenti di Svezia (Faviken), Perù (Astrid y Gaston) e Spagna (Tickets ), mentre la Germania porta in classifica il berlinese Tim Raue, in posizione 34. Il prossimo appuntamento sarà a settembre, a Città del Messico, per la cerimonia della 'Latin America’s 50 Best Restaurants'; l’edizione 2017 del contest si svolgerà invece in Australia, a Melbourne.