Dalla Bocconi al Tiramisù nel West Village. E' il percorso di Nadia Tadè e Alessandro Radice che hanno aperto a New York Dolce Vizio, metà business, metà peccato di gola, una pasticceria tutta dedicata all'amatissimo dolce al mascarpone che gli americani tradurrebbero in "Pick me up".
Il locale tutto Tiramisù è aperto da appena un mese, al 131 di Christopher Street, e già ha avuto recensioni entusiastiche anche dal New York Times. Un successo per una giovane coppia dallo spirito imprenditoriale. "Siamo entrambi di Bergamo, ci conoscevamo da bambini e poi ci siamo ritrovati quando eravamo entrambi alla Bocconi", racconta Alessandro. Il percorso è stato parallelo/ Entrambi hanno fatto il triennio e poi il biennio universitario all'istituto milanese, poi si sono avviati alla carriera di consulenza. Nadia, 25 anni, in Deloitte, Alessandro, 27 i McKinsey.
"Dopo due anni di lavoro, McKinsey sponsorizza un MBA e io sono stato ammesso a quello della Columbia University", racconta Alessandro. Alla prospettiva di lui per un anno e mezzo a New York, la coppia ha iniziato a pensare come potersi trasferire insieme. "Avevamo sempre avuto nella testa l'idea di fare qualcosa di nostro. All'inizio abbiamo iniziato a parlare con un collega di questa idea di un locale tutto specializzato in Tiramisù. Pensavamo di aprirne due, uno a Londra e uno New York". Poi il progetto è andato avanti solo su New York.
Da Bocconiani doc, Alessandro e Nadia sono partiti con business plan e analisi di mercato. La ricerca sul campo è stata effettuata in prima persona da Alessandro che nell'ottobre dell'anno scorso ha passato una settimana a New York ad assaggiare ogni Tiramisù sulla piazza. "Ne avrò provati 30 - racconta-. E devo dire che nei ristoranti italiani se ne trovano di molto buoni, mentre si fa più fatica nelle pasticcerie". E' stata una prima conferma che l'idea era nuova e poteva funzionare.
Per imparare le ricette giuse Alessandro e Nadia sono andati a scuola dallo chef, stellato Michelin, Fabrizio Ferrari, che ha insegnato le migliori tecniche per creare la creme perfetta. A gennaio sono patiti per gli States, lui in aspettativa, ha inziato il master e si dedice fifty-fifty allo studio e al Tiramisù. Nadia si è licenziata e si è immersa in cioccolato mascarpone e caffè. Ad agosto Dolce Vizio è stato inaugurato. Una fetta di dolce medio costa 7 dollari e si trova in versione classica, al Limoncello, Orange Espresso, Caffè Sport Borghetti (con liquore), Nutella, lampone e mango. "Il mio preferito? Orange Espresso, ma il best seller è quello alla Nutella", dice Alessandro.
Il futuro, almeno a medio termine dicono, sembra promettente in America. Anche se allargare il business in Italia non è escluso. "Forse ce l'avremmo fatta anche in Italia, anche se qui di sicuro aprire un'attività è molto più semplice, la burocrazia è minore e c'è maggiore supporto delle autorità, in questo gli Stati Uniti sono una mecca". E poi qui due imprenditori ventenni valgono come tutti gli altri. "Nessuno è stato sorpreso vedendoci aprire un business a 25 e 27 anni, qui è normale".














