A Washington il gala della Niaf, Obama ospite d'onore

Eventi durante tutta la giornata, eccellenze italiane in mostra

E’ in corso a Washington D.C. la convention di due giorni organizzata dalla National Italian American Foundation, l’associazione fondata nel 1975 e che rappresenta gli oltre 25 milioni di italoamericani negli Stati Uniti (secondo i dati del Census Bureau). L’evento, giunto alla sua 36esima edizione, culminerà con la cena di gala di questa sera, durante la quale il presidente americano Barack Obama pronuncerà il discorso principale. Ad ascoltarlo, ci sarà una platea di 2.500 persone, in rappresentanza degli italoamericani che lavorano nel settore industriale, diplomatico e politico.

La Niaf si occupa di mantenere viva la cultura e le tradizioni italiane anche attraverso una stretta collaborazione con la Casa Bianca e il Congresso. In passato l’associazione ha premiato alcuni italoamericani che si sono imposti sulla scena americana fino ai massimi livelli nei rispettivi settore. Tra questi, solo per fare alcuni nomi, Antonin Scalia, primo giudice italo-americano della Corte Suprema degli Stati Uniti, Frank Sinatra, Joe Di Maggio e Liza Minnelli.

In attesa della cena di gala di questa sera, l’evento organizzato dalla National Italian American Foundation a Washington scalda i motori. Molte persone sono già al Washington Hilton Hotel, dove si tiene l’edizione numero 36 della manifestazione, per partecipare alle attività organizzate per la giornata.

Attorno alle 11 (le 17 in Italia) è cominciata anche un’asta silenziosa durante la quale sono state vendute, tra le altre cose, foto d’epoca di personaggi sportivi (non manca naturalmente Joe Di Maggio, con uno scatto autografato), bottiglie d’annata, gioielli e viaggi. Anche se è presto per sapere il riscontro ottenuto, passeggiando tra gli oggetti in vendita è facile vedere che le offerte non sono mancate. Nel pomeriggio, prima della cena, si terrà una dimostrazione culinaria: alcuni chef faranno provare alcune delle ricette della tradizione italiana, accompagnate dal vino più adeguato.

La giornata entrerà nel vivo attorno alle 18 (la mezzanotte italiana), quando gli ospiti potranno cominciare a entrare nella International Ballroom, prima i numerosissimi giornalisti, poi tutti gli altri. Nell’attesa, l’appuntamento è nella Columbia Hall dell’hotel: in mostra ci sono alcuni dei nomi più rappresentativi dell’industria e del settore enogastronomico italiano (Vespa, Maserati, Ferrari, Lamborghini tanto per citarne alcuni). Tra le auto fiammanti c’è anche una Chrysler 300, forse l’esempio più recente della partnership tra Italia e Stati Uniti (il colosso di Detroit Chrysler Group è parte di Fiat).

La cena inizierà invece attorno alle 19 (l’una di notte in Italia), mentre l’intervento di Obama, come si legge nel programma diffuso dalla Casa Bianca, è previsto attorno alle 20.20 (le 2.20 in Italia). Il presidente, come aveva già fatto in occasione del Columbus Day, dovrebbe ribadire lo stretto legame tra gli Stati Uniti, gli emigranti italiani che da decenni scelgono di vivere nel Paese e la cultura italiana.

Durante la serata di gala, che avrà come madrina Maria Bartiromo, giornalista televisiva di Cnbc e uno dei volti più famosi della comunità italoamericana, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia riceverà il premio Niaf Special Achievement Award in Women's Leadership, assegnato a donne che si sono distinte per la loro capacità di leadership (negli anni scorsi il riconoscimento era andato anche all’attuale leader democratica alla Camera Nancy Pelosi).

Altri riconoscimenti saranno assegnati a Claudio Bozzo, capo di Mediterranean Shipping Company negli Stati Uniti, all'amministratore delegato di Adler Plastic, Paolo Scudieri, e allo stilista italiano Santo Versace.

Marcegaglia aveva già ricevuto giovedì a New York il Gei Award 2011, il premio assegnato ogni anno dal Gruppo Esponenti Italiani. Durante la cerimonia, Marcegaglia aveva avuto modo di sottolineare che “l’Italia è un buon Paese e ancora molto forte”, nonostante le difficoltà che si trova ad affrontare. La presidente di Confindustria, durante il pranzo organizzato dal Gei al Plaza Hotel di New York, aveva detto: “sono italiana e amo il mio Paese, sono vicina agli Stati Uniti, li considero la mia seconda casa”, in questo modo sintetizzando il messaggio che la Niaf cerca di trasmettere nel sottolineare il forte legame fra i due Paesi.

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