Accanto a Romney i conservatori vogliono Paul Ryan

Pressioni dal mondo conservatore perché sia il deputato del Wisconsin grande nemico del debito pubblico il candidato alla vicepresidenza

 Nello scegliersi un candidato alla vicepresidenza, Mitt Romney non sta solo selezionando una persona: sta anche - o soprattutto - tentando di concludere un negoziato con l'ala conservatrice del Partito Repubblicano, che durante le primarie ha lungamente contrastato la sua candidatura e sulla quale egli sa bene di essere riuscito ad avere la meglio solo perche' essa non e' riuscita a compattarsi su una candidatura alternativa da contrapporgli.

 Ebbene: negli ultimi giorni l'ala conservatrice del partito ha reso pubblica la propria preferenza, in modo alquanto esplicito. Il Wall Street Journal, di gran lunga il principale quotidiano conservatore degli Stati Uniti, è uscito con un editoriale (non firmato, quindi ancora più autorevole) dal titolo: "Perché non Paul Ryan?", nel quale si depreca la tendenza dell'establishment ad osteggiare come "troppo rischiosa" la candidatura vicepresidenziale del carismatico 42enne deputato del Wisconsin, presidente della Commissione Bilancio della Camera e paladino dei tagli alla spesa pubblica. Il rischio che pare spaventare tanto "i piscia-a-letto di Washington", si legge nell'editoriale del WSJ, è che Ryan sia uno troppo radicale, portatore di idee troppo estreme (da anni propone una sorta di privatizzazione di parte del welfare). In realtà, prosegue l'editoriale, proprio questo è il suo grande pregio: Ryan è uno che crede veramente nelle sue idee, e che pone con genuina convinzione il problema di ridefinire il ruolo dello Stato prima che sia troppo tardi, prima che ci si riduca come in Grecia; e per di più sa farlo col il sorriso, un po' come faceva Reagan.

 Per caricarlo del maggior calibro possibile, l'editoriale del WSJ è stato seguito ieri da un pezzo di rincalzo firmato da intitolato "The Ryan Express" nel quale si spiega quanto e quale entusiasmo stia montando nel mondo conservatore attorno all'ipotesi di un ticket Romney-Ryan, accompagnato da un altro in cui si racconta di una spaccatura dei repubblicani tra il partito degli "audaci", ovviamente schierati per l'opzione Ryan, e il partito dei "prudenti", che, per non prestare il fianco a polemiche da parte del Team Obama, preferirebbero una scelta più asettica come l'ex governatore del Minnesota Tim Pawlenty o il senatore dell'Ohio Rob Portman.

 La presa di posizione del WSJ è tutt'altro che isolata, anzi: anche il settimanale Weekly Standard, testata di riferimento del mondo neoconservatore, e' uscito con un editoriale che sponsorizza il ticket Romney-Ryan; e sempre ieri Rich Lowry, direttore della prestigiosa rivista conservatrice National Review, ha firmato - non sulla sua NR ma sul quotidiano conservatore New York Post e sul sito The Politico - un corsivo nel quale invita i repubblicani a "non avere paura di Ryan".

 Intanto ieri pomeriggio Ari Fleischer, gia' addetto stampa della Casa Bianca durante la prima presidenza di George W. Bush, ha condotto un sommario sondaggio tra i suoi oltre 56mila follower su Twitter. Questo l'esito, in ordine crescente dal meno al più apprezzato: