Accordo con gli Usa: la cinese ZTE pagherà 1 miliardo di dollari di multa

La pena è per avere violato sanzioni contro Iran e Corea del Nord. Cda e management cambieranno. Washington sceglierà il team della compliance
AP

"Questa mattina alle sei di Washington", le 12 in Italia, gli Stati Uniti hanno siglato un accordo con ZTE, l'azienda cinese che era stata messa in ginocchio dalla decisione dell'amministrazione Trump di impedire alle aziende Usa di fornirle componentistica essenziale per la sua sopravvivenza.

Così gli Usa avevano deciso di punirla per avere violato sanzioni americane riguardanti Iran e Corea del Sud. Il presidente americano Donald Trump aveva poi fatto una inversione a U decidendo di tendere una mano al presidente cinese Xi Jinping.

Parlando su Cnbc, Wilbur Ross ha definito le misure contenute in un documento di 23 pagine come "la compliance più stringente mai usata su aziende americane e straniere". Per lui, le violazioni commesse da ZTE sono state un "imbarazzo totale". ZTE dovrà pagare 1 miliardo di dollari di multa e versare 400 milioni in un fondo; inoltre dovrà cambiare interamente il suo cda e il suo management nell'arco di 30 giorni. Al suo interno ci sarà un team per la compliance, che renderà conto al presidente dell'azienda e al dipartimento del Commercio. "Questa misura funge da deterrente anche per altri", ha aggiunto Ross, secondo cui l'accordo con Zte non avrà un impatto sui negoziati commerciali tra gli Usa e la Cina.

Ross ha spiegato che prima della messa al bando della fornitura a ZTE di componentistica americana, l'azienda aveva una capitalizzazione di 30 miliardi di dollari e che con le sue mosse false si è fatta male da sola. Per evitare che ripeta errori simili e violi nuovamente sanzioni, gli Usa sceglieranno il team della compliance mentre gli azionisti del gruppo si occuperanno della scelta del nuovo cda e management. "Il nostro lavoro non è produrre smartphone", ha continuato il segretario americano al Commercio aggiungendo che sarà Washington a scegliere i membri dedicati alla compliance, che "parleranno cinese con scioltezza". Non è chiaro quale sarà la loro nazionalità.

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