Afghanistan: Italia all'Onu conferma sostegno processo pace

Parla Lambertini, vice rappresentante permanente alle Nazioni Unite

L'Italia "conferma il suo sostegno per il processo di pace" in Afghanistan dove, "senza una riconciliazione interna, non ci può essere alcuna prospettiva di stabilizzazione così come non ci può essere stabilizzazione di lungo termine senza il contributo genuino e determinato degli altri attori regionali". Lo ha detto l'ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente dell'Italia alle Nazioni Unite.

Nel corso di un dibattito al Consiglio di sicurezza dell'Onu dedicato alla situazione in Afghanistan, Lambertini ha spiegato quanto sia "vitale" per l'Italia "vedere che le ambizioni non sono diminuite". L'ambasciatore si aspetta "dai nostri amici afghani il raggiungimento di obiettivi chiari e misurabili in ambiti come i processi elettorali e democratici, la lotta contro la corruzione, la governance amministrativa ed economica e i diritti umani".

Lambertini ha ricordato come, tra ora e la fine dell'anno in corso, due eventi cruciali segneranno il corso del futuro di Kabul. Il primo è che "per la prima volta nella storia del Paese, ci sarà un passaggio di poteri da un Capo di Stato (Hamid Karzai, al potere dal 2001, ndr) a un altro sulla base di un processo democratico". Il secondo fa riferimento al "completamento del processo di transizione dove una missione a sostegno dell'Afghan National Security Forces per il training, la consulenza e l'assistenza sostituirà la presenza militare dell'International Security Assistance Force", la missione guidata dalla Nato.

Per Lambertini, "il ballottaggio (del 14 giugno scorso, ndr) alle elezioni presidenziali in Afghanistan ha confermato il trend positivo derivante dalla prima votazione" ad aprile. Non solo. L'alta affluenza "è il segno che i cittadini afghani, senza cedere alla paura, hanno fiducia nel processo democratico e hanno alte aspettative per un nuovo presidente capace di risolvere i problemi della nazione". Secondo l'ambasciatore italiano, "la regolarità dell'intero processo elettorale, fino all'annuncio del nuovo capo di Stato, è fondamentale" perché "solo con la percezione di un processo inclusivo, trasparente, credibile e legittimo il risultato [del ballottaggio] sarà accettato dall'opinione pubblica e dagli opponenti sconfitti portando così a una transizione politica pacifica".

Dando il benvenuto alla presenza futura degli Stati Uniti in Afghanistan attraverso la firma dell'accordo bilaterale sulla sicurezza tra i due Paese - cosa su cui sono favorevoli entrambe i candidati presidenziali locali - Lambertini ha concluso il suo intervento dicendo che "in questa delicata fase successiva al secondo ballottaggio", conclude Lambertini, "è essenziale che ambe i candidati e i loro sostenitori basino la loro condotta su moderazione e senso di responsabilità, evitino di correre a dichiarare vittoria prematuramente e indirizzino lamentele attraverso meccanismi appropriati".

A sfidarsi sono Abdullah Abdullah, ex ministro degli Esteri che al primo turno ha ottenuto il 45% dei voti, e Ghani Ahmadzai, ex cittadino Usa con un dottorato in antropologia e politiche internazionali alla Columbia University. Abdullah ha recentemente accusato il suo sfidante e Karzai di avere messo a punto un'ampia frode per impedirgli di arrivare alla presidenza.