Afghanistan, Trump stringe i tempi per un accordo con i talebani

Il presidente, contrario alla presenza di soldati Usa nel Paese, vuole trovare una soluzione prima delle presidenziali del prossimo anno
AP

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha incontrato i suoi massimi consiglieri per valutare un possibile accordo con i talebani, che potrebbe permettere agli Stati Uniti di mettere fine alla loro presenza in Afghanistan. All'incontro hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente Mike Pence, il segretario di Stato, Mike Pompeo, la direttrice della Cia, Gina Haspel, e il consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton. In un tweet dopo l'incontro, che si è tenuto nel suo golf club in New Jersey, Trump ha scritto che gli Stati Uniti "stanno cercando di fare un accordo, se possibile".

"In continua e vicina collaborazione con il governo dell'Afghanistan, restiamo impegnati a raggiungere un accordo di pace completo, che comprenda anche una riduzione delle violenze e un cessate il fuoco, assicurando che il suolo afgano non sia mai più usato per minacciare gli Stati Uniti o i loro alleati, portando gli afgani a lavorare per la pace" ha reso noto Pompeo, in un comunicato.

L'inviato speciale statunitense per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, sarà in Qatar nel fine settimana per mettere a punto i dettagli di un accordo con i talebani. L'accordo aprirebbe la strada ai negoziati tra i talebani e il governo di Kabul per una soluzione pacifica alla guerra iniziata 18 anni fa. La volontà di Trump di ridurre la presenza militare in Afghanistan, visto anche l'avvicinarsi delle elezioni presidenziali, ha spinto Washington ad accelerare i tempi per i negoziati con i talebani, che controllano più territorio di quanto abbiano mai fatto dall'inizio dell'occupazione statunitense nel 2001; a giugno, Pompeo ha dichiarato che gli Stati Uniti si augurano di raggiungere un accordo di pace con i talebani prima dell'1 settembre.

Nel corso dell'anno, gli Stati Uniti hanno comunicato di aver raggiunto un "accordo quadro" con i negoziatori talebani in Qatar, che prevede che gli Stati Uniti e le altre forze straniere si ritirino dall'Afghanistan, in cambio dell'impegno dei talebani a impedire che il Paese diventi una base transnazionale per i terroristi. Da allora, i negoziatori stanno cercando di accordarsi sui dettagli: tra i punti più sensibili in discussione, la possibile presenza delle truppe della coalizione statunitense per operazioni antiterrorismo e i tempi del ritiro. Al momento, ci sono circa 14.000 soldati statunitensi in Afghanistan, di cui la metà impegnati in operazioni antiterrorismo e a sostegno delle operazioni aeree statunitensi.

Qualsiasi annuncio su un accordo tra Stati Uniti e talebani dovrebbe includere la data e il luogo di questi negoziati, che potrebbero contrastare con i piani del governo afgano di tenere le elezioni presidenziali il 28 settembre. Finora, i talebani si sono rifiutati di tenere negoziati diretti con il governo afgano, che considerano illegittimo; secondo Washington, i talebani accetteranno il dialogo con Kabul una volta definiti i tempi del ritiro delle forze straniere.

Alla fine di luglio, Pompeo ha detto chiaramente che Trump ha ordinato di ridurre il numero dei soldati statunitensi in Afghanistan entro le elezioni del prossimo anno: "È la direttiva che ho ricevuto dal presidente. È stato chiaro: mettere fine alle guerre infinite".

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