Al mattino si mangiano meno cereali, Kellogg prova a reinventarsi

Da un colosso dei cereali per la prima colazione a uno di snack. E' quello che vuole diventare Kellogg, il produttore numero uno al mondo di cereali. L'azienda si sta adeguando, consapevole del fatto che sempre meno americani mangiano Special K o Frosted Flakes al mattino. L'idea è usare i cereali, ma in prodotti da gustare durante la giornata o come dessert.

L'amministratore delegato del gruppo, Steve Cahillane, ha spiegato che "i cereali non devono essere necessariamente il motore di crescita di Kellogg. Nel mondo il motore di crescita sono gli snack" come le patatine Pringles e i cracker prodotti dall'azienda. Il Ceo ha però promesso una stabilizzazione delle vendite dei fiocchi di mais o riso soffiato, arricchiti con ingredienti probiotici, cannella e altri sapori, attraverso innovazione e iniziative di marketing. Certo è che Kellogg si deve reinventare. Lo dimostrano i conti del quarto trimestre del 2017.

Tra ottobre e dicembre Kellogg ha registrato un fatturato in rialzo del 3,6% sullo stesso periodo del 2016 a 3,2 miliardi di dollari. Le vendite comparate, tuttavia, sono scese dell'1,5% se si escludono effetti valutari e l'acquisizione, avvenuta lo scorso ottobre per 600 milioni di dollari, del produttore di barrette ricche di proteine Rxbar. I profitti sono stati di 428 milioni di dollari contro una perdita di 53 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, merito anche di un taglio ai costi.

A dettare un cambio di rotta nel gruppo è la divisione chiamata US Morning Foods, quella che comprende i cereali e che una volta era la principale fonte di ricavi. Ha sofferto un calo delle vendite per il sesto trimestre consecutivo generando nell'intero 2017 2,8 miliardi di dollari contro i 3,5 miliardi del 2016.

Il mercato sembra avere fiducia negli sforzi di Kellogg: il titolo quotato al Nyse sale del 3,8% a 66,70 dollari al barile in una giornata in cui gli indici a Wall Street sono travolti da vendite pesanti. Nell'ultimo anno il titolo ha ceduto il 9% e da inizio 2018 quasi il 2%.

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
AP

Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

AP

Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

Diritti umani, l'alto commissario Onu: parole di Trump "vicine all'incitamento alla violenza"

Zeid Ra'ad al-Hussein: "La sua retorica mi ricorda i tempi bui" del ventesimo secolo

La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

Trump pronto a rivedere accordi duty-free con nazioni piccole

Indonesia e Thailandia nel mirino. Dall'autunno analisi su accordi in Europa orientale, Medio Oriente e Africa

Non ci sono solo la Cina o l'Unione europea nel mirino (commerciale) degli Stati Uniti. Da quando Donald Trump è diventato presidente americano, era il gennaio 2017, Washington sta analizzando gli accordi commerciali grazie ai quali nazioni più piccole e meno sviluppate da 30 anni esportano in Usa migliaia di prodotti duty-free.

Dazi Usa per 16 miliardi di dollari su import cinese scattano il 23 agosto

Si aggiungono a quelli del 25% su 34 miliardi entrati in vigore il 6 luglio

Preannunciati il 15 luglio, i dazi americani su prodotti cinesi per 16 miliardi di dollari entreranno in vigore il 23 agosto prossimo. Le tariffe doganali si aggiungeranno a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China.

News Corp: nell'anno perdita più che doppia a 1,4 miliardi di dollari

Pesano investimenti per creare una delle più grandi pay-tv d'Australia. il Wall Street Journal ha più abbonati digitali che su carta
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Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.