Al Metropolitan in mostra le figurine del baseball antirazzista


Esposte le carte dei primi giocatori di colore usciti dalla Negro League


18.01.12

14:13

Per una volta non si tratta di dipinti, disegni, sculture o reperti antichi. Al Metropolitan Museum di New York da oggi sono in mostra le figurine.

"Breaking the Color Barrier in Major League Baseball" è l'esposizione che dal 18 gennaio al 17 giugno porta al Met le carte dedicate ad alcuni dei primi giocatori afroamericani di baseball che dalla Negro League sono passati alla Major League, ponendo fine alla discriminazione razziale che dalla fine dell'Ottocento vedeva "bianchi" e "neri" giocare in campionati diversi.

L'esposizione è resa possibile grazie alla straordinaria passione di Jefferson Burdick (1900-1963), il più grande collezionista di figurine della storia degli Stati Uniti, che tra 1887 e il 1959 ha raccolto più di trenta mila carte di giocatori di baseball.

La Negro League è nata nel 1920, sulla scia della National Colored Base Ball League, formatasi nel 1887 in risposta all'esclusione sempre più estrema dei giocatori afroamericani dalle squadre di baseball della Major League. Le barriere razziali hanno iniziato a rompersi solo nel 1945, quando Wesley Branch Rickey, manager dei Brooklyn Dodgers, ha arruolato Jack Roosevelt Robinson direttamente dai Kansas City Monarchs, una delle formazioni più forti della Negro League. Robinson non ha perso l'occasione per dimostrare il suo talento e nel 1947, giocando con i Dodgers, ha conquistato il titolo di "Rookie of the Year" (recluta dell'anno), spianando la strada ad altri atleti di colore. La partita contro il razzismo è durata dodici anni, quando anche l'ultima squadra americana interamente "bianca", Boston Red Sox, ha chiamato in campo l'afroamericano Elijah "Pumpsie" Green, chiudendo, almeno formalmente, il triste capitolo della discriminazione razziale nel baseball.

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