Al via stagione conti Usa, atteso +8,8% utili, si parte con grandi banche

Qualcuno, come la società di ricerca FactSet, è ancora più ottimista e parla di un incremento del 9,1%, il dato migliore dal quarto trimestre 2011.
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In un momento delicato per i mercati azionari, messi sotto pressione dalle tensioni geopolitiche mondiali, prende il via il 13 aprile la stagione delle trimestrali americane, in grande stile con tre grandi banche, ovvero JPMorgan, Citigroup e Wells Fargo. In generale, gli analisti prevedono che le società quotate sullo S&P 500, il listino di riferimento di Wall Street, vedranno salire complessivamente i profitti dell'8,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, il passo più rapido dal 2013.

Qualcuno, come la società di ricerca FactSet, è ancora più ottimista e parla di un incremento del 9,1%, il dato migliore dal quarto trimestre 2011. Anche i fatturati sono nel complesso attesi in aumento, con gli investitori che, dopo i continui tagli dei costi degli ultimi anni, vedono incoraggianti segnali di una crescita più sostenibile: per il trimestre è atteso un incremento del 7,1% complessivo del giro d'affari delle aziende dello S&P, il balzo maggiore in cinque anni.

Il previsto rialzo dei profitti è importante anche alla luce del rally che l'azionario ha registrato dopo le presidenziali di novembre, cosa che ha reso il valore dei titoli elevato rispetto ai profitti: ad oggi lo S&P 500 è prezzato a 17,52 volte i profitti attesi nell'arco dei prossimi dodici mesi, contro le 16,53 volte di un anno fa e vicino ai massimi dal 2004, ma un deciso aumento degli utili potrà riportare il rapporto a valori considerati più accettabili.

A sostenere i profitti della Corporate America saranno in particolare tre settori, ovvero energia, tecnologia e finanza. Le società energetiche nei primi tre mesi del 2016 avevano nel complesso registrato perdite e, secondo le previsioni, torneranno in generale in attivo, sulla scia della ripresa dei prezzi del petrolio, che sono tornati attorno ai 50 dollari al barile, anche grazie alla decisione dei Paesi Opec e degli altri grandi esportatori di limitare la produzione.

Anche il comparto industriale dovrebbe andare bene, incoraggiato dalle proposte del presidente Donald Trump a sostegno della produttività e delle infrastrutture: i titoli del settore hanno guadagnato l'11% dalle elezioni di novembre, meglio del +9,4% segnato dallo S&P 500. La performance migliore, secondo le stime, sarà quella del settore finanziario, per il quale è atteso un incremento dei profitti del 14,3%, in particolare grazie alla ripresa delle attività legate al trading e delle operazioni di fusione e acquisizione.

Secondo Jonatahn Golub, analista di Rbc Capital Markets, ulteriore sostegno al comparto verrà dall'allargamento dello spread tra i tassi applicati ai prestiti concessi e i costi di finanziamento sostenuti, determinato dall'aumento del costo del denaro deciso dalla Federal Reserve. Per quanto riguarda le banche, gli analisti attendono buone performance (per esempio, per Goldman Sachs sono previsti utili per azione quasi raddoppiati a 5,18 dollari), anche se gli aumenti potrebbero non essere molto marcati, visto che, tra le altre cose, non c'è ancora chiarezza sul futuro della regolamentazione del settore finanziario, che Trump vorrebbe modificare entro l'estate.

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