Alabama, duplice sconfitta per Trump: "Ma sapevo che Moore avrebbe perso"

Il presidente aveva appoggiato Strange alle primarie repubblicane. La sconfitta di Moore è un buon segnale per l'establishment repubblicano contro Bannon, mentre è preoccupante per Trump, che in Alabama aveva stravinto le presidenziali

Dopo la sconfitta del repubblicano Roy Moore nelle elezioni speciali in Alabama per un seggio nel Senato federale statunitense, i media nazionali hanno ricordato che entrambi i candidati sostenuti da Donald Trump hanno perso: alle primarie repubblicane, infatti, il presidente aveva appoggiato Luther Strange, sconfitto poi dal candidato che ieri è stato battuto dal democratico Doug Jones.

Questa mattina, Trump ha motivato la sua scelta iniziale nel primo tweet odierno: "La ragione per cui avevo inizialmente sostenuto Luther Strange è che avevo detto che Roy Moore non sarebbe stato in grado di vincere le elezioni. Avevo ragione! Roy ha lavorato duramente, ma le carte sono state truccate contro di lui!". Trump, dopo l'incertezza iniziale, aveva pienamente appoggiato Moore, accusato di molestie sessuali; molti leader del partito repubblicano, invece, avevano scelto di non sostenerlo.

Strange, sostenuto dal presidente Donald Trump (che poi si era affrettato a cancellare i tweet in favore del perdente) aveva nettamente perso le primarie a settembre contro Moore, candidato sostenuto da Steve Bannon, l'ex stratega della Casa Bianca, fondamentale in campagna elettorale per portare a Trump i voti dei movimenti populisti e di estrema destra, tornato a lavorare per il sito d'informazione Breitbart.

Una vittoria che sembrava lanciare i candidati nemici dell'establishment repubblicano, ora sollevato per la sconfitta di Moore, nonostante il partito abbia un margine quasi nullo sui democratici in Senato (51-49). La duplice sconfitta in Alabama, che non eleggeva un democratico in Senato dal 1992, è un segnale estremamente negativo per Trump, che aveva vinto le primarie repubblicane con il 43,4% dei voti, più del doppio del primo inseguitore, Ted Cruz, e che alle presidenziali, poi, aveva ottenuto il 62,1%, contro il 34,4% di Hillary Clinton.

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