Aldo Finzi e quell'amore folle per la musica

Il compositore italiano celebrato a New York
Aldo Finzi

New York ha celebrato Aldo Finzi nella celebre sala di Carnegie Hall e ad assistere al concerto c'erano i discendenti del compositore nato nel 1897 in una antica famiglia ebrea originaria di Mantova. Abbiamo parlato al nipote del compositore e suo omonimo, Aldo Finzi.

Raccontaci di tuo nonno e del suo rapporto con la musica?

Io le dico soltanto le ultime parole che pronunziò: “fate eseguire la mia musica”. Questo le dice come la sua vita fosse tutta intessuta con la sua musica, un quid unicum, lui e la musica che aveva nell’animo. Era fra l’altro un autodidatta e come privatista si presentò all’Accademia di Santa Cecilia, che gli conferì il riconoscimento di maestro compositore, come per un grande musicista russo che volle che sulla pietra tombale fosse scritto che la chimica era sua moglie e la musica la sua amante...

A causa delle leggi razziali, quando morì fu sepolto sotto falso nome. Crede che se non fosse stato per queste circostanze, al di là dell'indiscutibile talento, avrebbe goduto di maggiore fama?

Vero che fu sepolto sotto falso nome e la vedova che andò alla procura di Torino a rivelarlo, vide iniziare contro di sé un procedimento penale per falso in atto pubblico, assolta poi in istruttoria per aver agito in stato di necessità. Non io, non noi soltanto, ma il critico musicale Benzing, ascoltato “L’infinito” in un’esecuzione milanese, scrisse poi – dolorosamente – chissà quali altre opere ci avrebbe dato se fosse sopravvissuto, morendo invece il giorno del suo 48esimo compleanno di crepacuore dopo sette anni di oblio dovuto alle leggi razziali. Sofferenze che iniziarono nell’autunno 1937 dopo che, avuta da uno dei membri della commissione giudicatrice per un’opera nuova alla Scala (Pick-Mangiagalli, direttore del Conservatorio di Milano), la notizia dell’avvenuta vittoria del concorso, non potè sentire la sua musica eseguita in quel teatro per l’avvenuta emanazione nel frattempo delle leggi razziali.

Oggi la missione della sua famiglia è quella di diffondere la conoscenza di Finzi? In che modo?

Sì, in osservanza di quell’invocazione finale nel febbraio 1945 e per aver scoperto quanto bella fosse la sua musica. Scrivendone, parlandone ma soprattutto facendo eseguire le sue musiche e facendole conoscere alle nuove generazioni, di musicisti e non.

New York è la prima tappa negli Usa. Perché avete scelto l'America? E perché New York come prima tappa?

È la prima, nuova tappa del “Progetto Finzi” a cura della Ace – la società che ha organizzato il concerto – ma già anni fa (a nostra insaputa) vi sono state esecuzioni a Phoenix, Augusta e Atlanta. La scelta è caduta su New York perché la Carnegie Hall è il tempio della musica nel mondo e per le musiche di mio nonno è la consacrazione definitiva di una carriera spezzata.

Qual è la tua missione oggi, ricordare e far conoscere la musica di suo nonno?

Ebbene sì, ne ripeto anche il nome, ma mi sono proposto tanti anni fa – quasi una mission – di diffondere le sue musiche: ma non solo nella qualità di nipote ma anche e soprattutto perché mi resi conto di quanto belle fossero le sue musiche cui spettavano il giusto ruolo nel mondo musicale.

Da sinistra, la soprano Ágnes Molnar e il nipote di Aldo Finzi
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Caso Khashoggi: sempre più defezioni per la "Davos nel deserto"

Anche i leader di HSBC, Credit Suisse, Standard Chartered e BNP si ritirano dalla conferenza organizzata a Riad. Il segretario al Tesoro Usa deciderà entro venerdì

Continua ad allungarsi l'elenco di leader mondiali che hanno cambiato idea decidendo di non partecipare più alla cosiddetta "Davos nel deserto", la conferenza chiamata Future Investment Initiative in calendario a Riad (Arabia Saudita) dal 23 al 25 ottobre prossimi.

Wall Street rimbalza con le banche

Morgan Stanley e Goldman Stanley battono le stime con le loro trimestrali
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Caso Khashoggi: Trump sembra disposto a credere al mea culpa saudita: interrogatorio finito male

Sotto il pressing internazionale, Riad si prepara a puntare il dito contro presunte mele marce
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L'Arabia Saudita si prepara ad ammettere che il giornalista saudita Jamal Khashoggi - scoparso dal 2 ottobre scorso quando entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul, Turchia - è morto per via di un interrogatorio andato male. E Donald Trump sembra disposto a credere a questa spiegazione, come suggerito ieri quando ha parlato della potenziale responsabilità di "malviventi".

Caso Khashoggi: i Ceo di Jpm, BlackRock e Blackstone fuori dalla "Davos nel deserto". Trump invia Pompeo a Riad

James Dimon, Larry Fink e Stephen Schwarzman si aggiungono ai top manager che hanno deciso di non partecipare più alla conferenza. Il presidente Usa ha parlato con il re saudita
Wikimedia Commons

Gli amministratori delegati di Jp Morgan, BlackRock e Blackstone hanno deciso di non partecipare più alla cosiddetta "Davos nel deserto", la conferenza prevista dal 23 al 25 ottobre prossimi a Riad, in Arabia Saudita. E il presidente americano si prepara a inviare a Riad il suo segretario di Stato. Le mosse seguono le polemiche nate dal sospetto che la nazione abbia ucciso il giornalista saudita Jamal Khashoggi, scoparso dal 2 ottobre scorso quando entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul, Turchia. 

Il primo anno fiscale completo di Trump chiuso con deficit al top del 2012

E' salito del 17% a 779 miliardi di dollari, top del 2012. Come percentuale del Pil, il dato è cresciuto al 3,9% dal 3,5%. Timori su sostenibilità dei conti pubblici

Nel primo anno fiscale completo dell'era Trump, il deficit federale americano è salito ai massimi di sei anni fa. E' l'effetto della politica fiscale espansiva voluta dal presidente Donald Trump, fatta di tagli alle tasse e maggiori spese (anche militari).

Elon Musk deposita brevetto per "Teslaquila"

Si tratta di un "liquore distillato di agave"
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Elon Musk non si smentisce mai. Dopo essersi dato alle auto elettriche con Tesla, al trasporto nello spazio con SpaceX, ai tunnel sotterranei di treni super veloci con Boring Company e ai lanciafiamme, l'irriverente imprenditore sembra volere darsi alla tequila.

Dalla Puglia agli Usa: il pane Altamura di Oropan vuole fare gola agli americani (e a Trump)

Piano di espansione per raddoppiare il fatturato in due anni
Vito Forte e la figlia Lucia Forte

Il pane di Altamura Dop della Oropan alla conquista dell’America. Il prodotto è stato scelto come simbolo della Puglia al galà annuale della National Italian American Foundation (associazione che rappresenta circa 20 milioni di italo-americani residenti negli Stati Uniti), in calendario a Washington domani con 1.300 invitati. Anche il presidente, Donald Trump, è stato invitato ma non è ancora chiaro se vi parteciperà. Certo è che al leader Usa il pane a lievitazione naturale di Oropan arriverà comunque attraverso la sua delegazione presente all'evento.

La minaccia velata di Riad: usare di nuovo il petrolio come arma politica

Tagliare la produzione per fare schizzare i prezzi del barile. E' questa la mossa temuta dagli investitori da parte dell'Arabia Saudita

Il petrolio al Nymex viaggia in modo volatile mentre il mercato si concentra sulle crescenti tensioni tra Usa e Arabia Saudita per via della scomparsa del giornalista saudita Jamal Khashoggi. 

Facebook riduce a 30 mln il numero di account colpiti da recente attacco hacker

I pirati informatici hanno avuto accesso a email, numeri di telefono e nomi di 15 milioni di persone. L'Fbi indaga. Bocche cucite su chi sia il responsabile dell'intrusione. Intatte le app Messenger, WhatsApp e Instagram
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Sono 20 milioni di meno gli account Facebook colpiti dai problemi di sicurezza scoperti il 25 settembre. Il gruppo ha tagliato a 30 milioni da 50 milioni il numero di account di cui gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità associata alla funzione (in inglese "view as") che consente agli utenti di vedere i loro profili come se fossero uno dei loro amici.

Nyt: Kushner non ha pagato tasse per anni

Il genero di Donald Trump ha usufruito di pesanti sgravi fiscali nel periodo tra il 2009 e il 2016

Nel periodo tra il 2009 e il 2016 Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere della Casa Bianca, non ha pagato tasse o ne ha pagate pochissime. A scriverlo è il New York Times che cita documenti finanziari riservati tra cui carte compilate, con la collaborazione dello stesso immobiliarista, da un istituto finanziario in vista della concessione di un prestito.