Il Globe and Mail, il più prestigioso quotidiano canadese, dedica all'epilogo delle olimpiadi invernali di Vancouver un titolo inconsueto: "Un bottino record - scrive - il trionfo di una nazione". La cronaca, pubblicata a caldo questa notte sul sito, dopo la vittoria nella finalissima di hockey contro gli Stati Uniti, è anche l'apertura dell'edizione a stampa. Così tante medaglie d'oro - quattordici - non le aveva mai vinte nessun Paese in un'edizione dei giochi invernali e di motivi per festeggiare ce ne sono eccome, ma per il Canada i giochi non sono soltanto un evento sportivo, si sono trasformati in un'occasione di identità nazionale.
Il patriottismo non è di casa in questo paese, per almeno tre ragioni. La prima riguarda la particolare ricetta di multiculturalismo del Canada, tutta mirata alla conservazione delle tradizioni delle singole comunità piuttosto che al melting pot all'americana. La seconda ragione è politica: il Canada continua a fare i conti con le tensioni separatiste della provincia francofona, un vulcano mai spenti. La terza ragione è legata alla straordinaria vicinanza degli Stati Uniti, che sui canadesi esercitano un'egemonia culturale enorme che va dallo sport allo show business e si misura nei milidardi di dollari di interscambi commerciali. Ai canadesi piace prendersi in giro su questo punto: le bandiere con la foglia d'acero che sventolano dappertutto non sono un segno di patriottismo - dicono - ma servono a ricordare ai canadesi che non si trovano negli Stati Uniti.
A sentire il Globe, questa notte qualcosa è cambiato, una molla è scattata e il Canada si è 'separato' dagli Stati Uniti, con l'aiuto dello sport. La sbornia più bella è quella dell'hockey, che è lo sport nazionale del Canada, e 'il minore' degli sport maggiori negli Stati Uniti. Ma 14 medaglie d'oro sono comunque il doppio rispetto a quelle vinte dal Paese a Torino e una in più del record detenuto da Norvegia nel 2002 e Unione Sovietica nel 1976. La nota stonata (ma nelle cronache canadesi la cosa passa in secondo piano) è che il medagliere tenendo contro di argenti e bronzi vede gli Stati Uniti al primo posto, seguiti dalla Germania e soltanto terzo il Canada.
Nota di colore: sull'esito della finale di hockey aveva scommesso anche il presidente Barack Obama, con il primo ministro canadese Stephen Harper. Il presidente dovrà pagare al collega di Ottawa 24 bottiglie di birra in pegno. Ne avrebbe ricevute altrettante se fossero stati gli Stati Uniti a vincere l'oro. Ha perso la sua scommessa con l'omologo canadese anche il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs, in questo caso la posta riguardava la finale di hockey femminile. Gibbs dovrà presentarsi di fronte ai giornalistici con la casacca canadese.
America24, 01 marzo 2010, 14:35
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