Altra gaffe per Biden in Iowa. Problema di stile o di età?

L'ex vicepresidente sbaglia la data della sparatoria a Parkland, Florida, la peggiore della storia Usa ad essere avvenuta in una scuola
Ap

Joe Biden ha un problema con le gaffe? E' quello che l'America che nel 2020 andrà a votare per le presidenziali si sta domandando. Da destra a sinistra.

L'ultimo scivolone del vicepresidente di Barack Obama è stato fatto in Iowa, uno stato cruciale per qualsiasi candidato alla Casa Bianca. Una settimana dopo la prima di due sparatorie di massa avvenute nel giro di due giorni negli Stati Uniti, Biden stava cercando di spiegare come da quando lui era alla Casa Bianca, la sensibilità degli americani nei confronti del tema della sicurezza da armi da fuoco sia aumentata e come, quindi, ci sia un terreno più favorevole per agire al fine di risolvere il problema. Peccato che forse per empatizzare con il pubblico, Biden abbia ricordato la sparatoria del febbraio del 2018 avvenuta a Parkland, in Florida, sbagliando data. "Questi ragazzi a Parkland vennero a trovarmi [a Washington] quando ero vicepresidente". Lui aveva lasciato la Casa Bianca nel gennaio del 2017 e quella a cui ha fatto riferimento è stata la peggiore sparatoria nella storia degli Stati Uniti a essere stata commessa in una scuola.

Giorni prima aveva fatto riferimento alle due più recenti sparatorie di massa sbagliando il luogo in cui sono avvenute. Invece di El Paso disse Houston (due città del Texas) e invece di dire Ohio (lo stato dove la città di Dayton si trova), Biden parlò di Michigan. Lui si difese dicendo: "Non credo che nessuno abbia pensato ad altro rispetto a quello che intendevo dire".

Le gaffe di Biden non sono finite qui. Nella stessa settimana il 76enne si stava rivolgendo a un gruppo di elettori di origini asiatiche e ispaniche dicendo loro che "questi poveri bambini sono tanto brillanti e pieni di talento quanto quelli bianchi", come se questi ultimi fossero l'unità di misura. E infatti subito dopo ha aggiunto: "bambini ricchi". Quello che intendeva dire era che anche i bambini più sfortunati, se fosse data loro un'opportunità, saprebbero dimostrare di fare qualsiasi cosa come tutti gli altri. A prescindere dalle intenzioni, Biden ha dato ai repubblicani una scusa per criticare lui e i democratici sul tema del razzismo a pochi giorni dal secondo anniversario della tragedia di Charlottesville, in Virginia, dove un suprematista bianco guidò sulla folla uccidendo una persona che stava manifestando pacificamente contro un gruppo di altri suprematisti. Allora il presidente americano, Donald Trump, fu pesantemente criticato per non avere condannato l'accaduto.

E così nei dibattiti in corso in Usa, ci si domanda se Biden sia l'uomo ideale per sfidare Trump e se la sua età dimostri che non lo sia. Nel corso del secondo dibattito democratico, Biden ha fatto riferimento al rivale Cory Booker come "presidente" invece che "senatore" facendo impazzire la rete che subitò lo schernì per il falso endorsement. Sempre in quell'occasione, da Detroit, Biden si rivolse al pubblico a casa affermando: "Se siete d'accordo con me, andate su Joe 30330 e aiutatemi in questa battaglia". Nel giro di pochi minuti "Joe 30330" era diventato un trend su Twitter e la campagna dell'ex presidente subito chiarì: Biden intendeva dire di scrivere un sms a quel numero e non di visitare il sito legato alla campagna del 2020.

A prescindere dall'età anagrafica, Biden è noto per fare gaffe. Durante la campagna elettorale che portò poi all'elezione del primo presidente afroamericano nella storia degli Stati Uniti, Biden disse che Barack Obama era "pulito" e che "articolato".



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