Amazon apre il negozio senza casse

Da domani a Seattle apre Amazon Go, permette di entrare nel negozio, prendere ciò che vogliamo e uscire senza pagare. Lo fanno in automatico una app del colosso e centinaia di telecamere

Con un anno di ritardo lunedì a Seattle apre Amazon Go, il primo negozio in cui è possibile entrare, prendere i prodotti che vogliamo e uscire senza dover passare da una cassa o dover passare sotto uno scanner il codice a barre del nostro articolo.

Come funziona? Nel negozio si può accedere solo scansionando un codice collegato alla propria utenza grazie alla Amazon Go app. A questo punto ogni nostro movimento sarà seguito da centinaia di telecamere, che controlleranno ogni gesto. Quali prodotti guardiamo, quali articoli prendiamo e poi rimettiamo sugli scaffali. Infine, quando lasceremo il negozio con i prodotti che vogliamo, ci arriverà una mail con la ricevuta di pagamento (attraverso la nostra carta di credito).

Qui TechCrunch ha raccontato l'esperienza all'interno di Amazon Go, che fino ad ora era stato testato sui dipendenti del gruppo. Per ora non ci sono progetti di espandere il servizio anche a Whole Foods, la catena di supermercati acquistata l'anno scorso da Amazon per 13,7 miliardi di dollari.

L'espansione e il miglioranmento di questa tecnologia potrebbe trasformare notevolmente il mercato della vendita al dettaglio negli Stati Uniti. Secondo i dati del dipartimento del lavoro Usa , in America ci sono 3,5 milioni di cassieri e 900.000 lavorano nei supermercati. Amazon Go potrebbe rendere questo lavoro obsoleto in pochi anni.

Altri Servizi

Diritti umani, l'alto commissario Onu: parole di Trump "vicine all'incitamento alla violenza"

Zeid Ra'ad al-Hussein: "La sua retorica mi ricorda i tempi bui" del ventesimo secolo

La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

AP

L'irriverente Elon Musk riuscirà davvero a delistare la sua Tesla realizzando un buyout a debito piuttosto costoso? E' quello che si chiedono esperti e analisti all'indomani di una serie controversa di tweet in cui il fondatore e Ceo del produttore americano di auto elettriche ha annunciato che sta valutando se trasformare Tesla in un'azienda non più quotata acquistando le azioni in circolazione a 420 dollari, un'offerta che valuterebbe il gruppo 82 miliardi di dollari (debito incluso). Per ora una decisione finale non è stata presa ma Musk, ha poi detto ieri in un memo ai dipendenti, pensa che quella indicata sia la strada giusta da percorrere. Il cda del gruppo oggi ha ammesso che "la settimana scorsa" Musk ha iniziato a parlarne e che da allora il board "si è riunito varie volte e sta compiendo i passi appropriati per valutare" una simile mossa. Va notato tuttavia che sei sui nove membri del cda si sono sentiti in dovere di dire qualcosa. A non firmare la nota diffusa sono stati Musk, il fratello Kimbal e un venture capitalist. I dubbi del mercato su una simile operazione abbondano, visto che l'azienda ha un flusso di cassa negativo, non è redditizia (ma dovrebbe iniziare a esserlo dal trimestre in corso) e pur avendo finito il secondo trimestre con 2,2 miliardi di cash ha un debito di oltre 10 miliardi di dollari. C'è poi chi teme che l'autorità di borsa Usa, la Sec, possa accendere un faro sulle modalità scelte da Musk per comunicare le sue intenzioni.

Il duello Erdogan-Trump

La crisi turca preoccupa gli investitori. Obbligatorio un rialzo dei tassi di almeno il 10% per fermare la caduta libera della lira. Il presidente turco minaccia quello Usa: cercheremo nuovi amici. Alleanza Nato a rischio
AP

Quanto sarà disposto Recep Tayyip Erdogan a sopportare la "guerra economica" che secondo lui è stata lanciata dagli Stati Uniti contro la sua Turchia? Quanto la crisi finanziaria di Ankara si allargherà nei mercati emergenti e nel Mediterraneo? Quando e quali misure estreme verranno adottate per calmare la situazione? Sono questi gli interrogativi che rimbalzano da una sala operativa all'altra dopo un venerdì 10 agosto in cui la lira turca a un certo punto era arrivata a cedere il 20% contro il dollaro. Un biglietto verde alla fine della giornata comprava 6,43 lire, il 41% in meno da inizio anno.

Tesla: cda forma comitato speciale per valutare il delisting sognato da Musk

Nelle mani di tre persone la decisione sul buyout

Coca-Cola sfida PepsiCo investendo in start-up appoggiata da Kobe Bryant

Si chiama BodyArmor e produce bevande sportive che sfidano Gatorade e Powerade

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La Fed avverte Trump: i dazi faranno calare le esportazioni americane

Con essi il presidente Usa vuole ridurre il deficit commerciale della nazione, che però non migliorerà
iStock