Amazon farà consegne direttamente dentro le nostre auto

Amazon

Non solo presso il portiere o dentro la propria abitazione. Amazon si mette a fare consegne anche dentro l'auto dei propri clienti a cominciare da 37 località Usa.

Il colosso americano del commercio elettronico - che ha recentemente completato l'acquisizione di Ring - ha detto che la nuova opzione è gratuita per i membri del suo servizio Prime, quello che vanta oltre 100 milioni di iscritti paganti nel mondo. Quei membri devono possedere certi modelli di veicoli a marchio General Motors e Volvo.

L'iniziativa è parte del programma Amazon Key, lanciato lo scorso anno e con cui l'azienda porta i pacchi dentro l'abitazione delle persone che li hanno ordinati sulla piattaforma. Quel sistema, fatto di un "lucchetto smart" e di una videocamera, attualmente costa in Usa 220 dollari.

Chi vuole vedersi recapitare la merce ordinata su Amazon dentro il baule della propria auto, dovrà scaricare la app Amazon Key e collegare il proprio account su Amazon a un servizio di auto connesse come OnStar o Volvo On Call. Il corriere potrà così aprire le portiere della vettura attraverso una connessione wireless. Amazon chiede che il veicolo sia parcheggiato in "aree pubbliche". Nel giorno della consegna, al cliente verrà indicata una finestra di quattro ore durante la quale il pacco verrà recapitato. Il cliente stesso riceverà notifiche su quando l'auto è aperta e richiusa in remoto.

Diversamente dalle consegne dentro casa, dove una videocamera può registrare l'ingresso e l'uscita del personale addetto alle consegne, non c'è modo di monitorare la persona che consegna un pacco dentro una vettura. Il programma dipende dalla fiducia dei consumatori nei confronti di sconosciuti.

Così facendo, il gruppo di Jeff Bezos si infila negli angoli più personali della vita di una persona. Non a caso. Amazon punta a diventare parte integrante della vita dei consumatori, nella quale intende chiaramente piazzare dispositivi del gruppo come le casse Echo.

L'opzione nuova delle consegne è prevista per circa 7 milioni di persone che possiedono modelli 2015 o successivi di Chevrolet, Buick, GMC o Cadillac (marchi del gruppo GM) dotati di connessione internet 4G. L'offerta vale anche per chi possiede auto Volvo prodotte a partire dal 2015.

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Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

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Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

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Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

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Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

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