L'ambasciatore Usa: "Israele ha il diritto di annettere parte della Cisgiordania"

Friedman, intervistato dal New York Times, parla anche del piano di pace: "Sviluppo economico per i palestinesi, poi si troverà anche una soluzione politica"
iStock

Israele ha il diritto di annettere almeno una parte della Cisgiordania. Lo ha detto l'ambasciatore statunitense in Israele, David Friedman, durante un'intervista concessa al New York Times, aprendo di fatto alla possibilità del sostegno americano a un atto che potrebbe enormemente destabilizzare il Medio Oriente.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso di dare inizio all'annessione delle colonie ebraiche in Cisgiordania: una mossa che violerebbe le leggi internazionali e segnerebbe la fine di qualsiasi possibile negoziato tra israeliani e palestinesi per una soluzione a due Stati. "Sotto certe circostanze, credo che Israele abbia il diritto di tenere una parte, ma probabilmente non tutta, la Cisgiordania". Friedman non si è però voluto sbilanciare su come gli Stati Uniti risponderebbero a un'annessione unilaterale dei territori occupati decisa da Netanyahu: "Bisognerà conoscere i termini, se abbia senso, se sia positiva per Israele e per la regione, se non crei più problemi di quanti ne risolva".

Friedman ha poi accusato l'amministrazione Obama per l'approvazione di una risoluzione alle Nazioni Unite, nel 2016, che ha definito le colonie israeliane una "violazione flagrante" della legge internazionale, dando credito alle pretese dei palestinesi, secondo cui "l'intera Cisgiordania e Gerusalemme Est appartengono a loro". "Di certo - ha aggiunto - Israele ha il diritto di tenere alcune parti" dei territori.

Friedman ha poi detto che l'atteso piano di pace dell'amministrazione Trump, che avrebbe l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei palestinesi, non porterà velocemente a una "risoluzione permanente del conflitto". L'impressione è che gli Stati Uniti vogliano promettere ai palestinesi giganteschi investimenti - decine di miliardi dai Paesi del Golfo - in cambio di un sacrificio politico. Friedman, 60 anni, avvocato del presidente Trump e generoso sostenitore degli insediamenti israeliani prima di diventare ambasciatore, ha un peso centrale nella squadra statunitense al lavoro per il piano per il Medio Oriente, che include Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, e l'inviato speciale Jason Greenblatt.

L'ambasciatore ha poi accusato la leadership palestinese per il boicottaggio della conferenza economica in Bahrein, prevista alla fine del mese, durante la quale gli Stati Uniti presenteranno i benefici finanziari del loro piano. "È ingiusto che la descrivano come una truffa o un tentativo di comprare le loro aspirazioni nazionali. Non è così. È un tentativo di dare vita alle loro aspirazioni creando un'economia sostenibile". Secondo Friedman, gli imprenditori palestinesi parteciperebbero, se non fosse per le enormi pressioni subite. "Lo so con certezza, vorrebbero venire. Nessuno vorrebbe perdere un incontro con alcuni dei fondi sovrani più grandi del mondo, quando l'argomento di discussione è dare soldi ai palestinesi". Allo stesso modo, c'è una "maggioranza silenziosa" di palestinesi a favore del piano di pace, che ha paura di uscire allo scoperto per timore delle conseguenze.

L'amministrazione Trump non ha ancora pubblicamente presentato il suo piano di pace, ma ha descritto la conferenza in Bahrein come il preludio alla prima fase, che si concentrerà sullo sviluppo economico dei territori occupati. Sarà poi seguita da una seconda fase, imperniata su una soluzione politica. I leader palestinesi hanno respinto l'idea, dicendo che non può esserci una pace economica senza una soluzione politica e che non si fidano del presidente Trump.

Altri Servizi

Zuckerberg presenta Libra: "Usare denaro sarà facile come condividere foto"

 La criptovaluta disponibile dalla prima metà del 2020

"Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto". Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. "La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto" ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook.

La Fed non taglierà i tassi a giugno. Ecco perché

Probabilmente, ci sarà più di una riduzione dei tassi nel 2019. Ma il summit del G20, la volontà di resistere alle pressioni e la riluttanza nel rendere un errore il rialzo di dicembre spingono il Fomc ad attendere
AP

Tutti sono ormai convinti che la Fed, prima o poi, taglierà i tassi nel corso dell'anno: il mercato crede che potrebbero esserci fino a tre tagli nel 2019 e spinge per una riduzione al più presto. La Banca centrale, però, avrebbe intenzione di lasciare invariati i tassi ala prossima riunione del Federal Open Market Committee, il braccio monetario della Banca centrale, in programma il 18 e 19 giugno.

Alla Casa Bianca (da Pence) arriva Salvini, il leader europeo più simile a Trump

Due giorni a Washington per il ministro dell'Interno, che incontrerà il vicepresidente e Mike Pompeo, il segretario di Stato. Non è da escludere un breve incontro con il presidente Trump, secondo Bloomberg
AP

Se c'è qualcuno, in Europa occidentale, che politicamente somigli al presidente statunitense Donald Trump, questi è Matteo Salvini, scrive il Washington Post. Nei suoi comizi parla contro le frontiere aperte, di mettere "prima gli italiani"; fa un uso frenetico dei social media, su cui parla della minaccia portata dagli immigrati, e presenta il suo taglio alle tasse come una cura "alla Trump" contro la stagnazione.

Attese a Washington oltre 300 aziende per dire no ai dazi di Trump contro la Cina

Parteciperanno ad audizioni sui dazi del 25% proposti da Trump su 300 miliardi di dollari. Ross: presidente pronto ad adottarli

Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

Il sindacato non entra nello stabilimento Volkswagen in Tennessee

I lavoratori della fabbrica di Chattanooga hanno votato contro lo Uaw
Ap

Lo United Auto Workers (Uaw) ha subito un'altra pesante sconfitta nello stabilimento Volkswagen di Chattanooga, in Tennessee, dove i lavoratori hanno respinto per la seconda volta gli sforzi del sindacato statunitense per entrare nella fabbrica e organizzare i colletti blu.

In tribunale, Facebook dà la colpa agli utenti: "Avete distrutto voi la vostra privacy"

Pubblicamente, Zuckerberg dà molta importanza alla difesa della privacy degli iscritti, ma in tribunale si difende affermando che sul social network la riservatezza non esiste
AP

Nell'aprile 2018, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, si sedette davanti ai membri delle due Camere statunitensi, a cui disse che la sua società rispettava la privacy dei circa due miliardi di utenti. Zuckerberg menzionò la privacy più di due decine di volte, come quando disse alle commissioni di Giustizia e del Commercio del Senato che "abbiamo una responsabilità più ampia sulla protezione della privacy delle persone, che va oltre" le regole stabilite dall'autorità per la difesa della riservatezza. Davanti alla commissione Energia e Commercio della Camera, dichiarò: "Crediamo che tutti, nel mondo, abbiano diritto al controllo della privacy". Un anno dopo, Zuckerberg ha affermato in alcune interviste di voler ricostruire la sua società intorno alla difesa della riservatezza.

Mattel non vuole le nozze tra Barbie e Bratz

Il produttore di giocattoli ha responto per la terza volta dal 2015 la proposta di MGA Entertainment

Il matrimonio tra Barbie e Bratz non s'ha da fare. Almeno secondo Mattel, che ha respinto per l'ennesima volta le avance di MGA Entertainment. E il titolo corre al Nasdaq dell'8,8% a 11,76 dollari.

Wall Street attende le decisioni della Fed

Gli analisti credono che, per ora, i tassi resteranno invariati
AP

KKR lancia Opa su Axel Springer, valutato 6,8 miliardi di euro

La vedova del fondatore del gruppo proprietario del sito Business Insider e del giornale Bild favorevole. Si punta al delisting

Il fondo americano di private equity KKR ha lanciato un'offerta per comprare i titoli in circolazione del gruppo media tedesco Axel Springer, proprietario del sito Business Insider e del giornale Bild. KKR ha messo sul piatto 63 euro ad azione, cosa che valuta il gruppo 6,8 miliardi di euro. Si tratta di un premio del 40% sui 45,10 euro a cui il titolo Axel aveva chiuso la seduta il 29 maggio scorso, prima che iniziassero a circolare voci si una possibile transazione.

Trump disposto a ricevere informazioni su rivali da governi stranieri

"Non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare", ha detto il presidente a Abc. Democratici contro: per Pelosi, dà "semaforo verde" ai russi per interferire di nuovo nelle elezioni. Per lui non si tratterebbe di interferenza ma di "ricerche sull'opposizione"
Ap

Il presidente americano, Donald Trump, accetterebbe informazioni compromettenti su un candidato rivale alle presidenziali del 2020 anche se a fornirle fossero potenze straniere. Lo ha detto lui stesso in una intervista al canale Abc. "Credo che uno vorrebbe ascoltare. Non c'è nulla di male nell'ascoltare", ha dichiarato il leader statunitense. "Se qualcuno chiama da un Paese, la Norvegia, [dicendo] 'Abbiamo informazioni sul tuo avversario', oh, credo che vorrei ascoltare", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca aprendo uno scenario simile a quello finito al centro dell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate condotta da Robert Mueller e pensata per determinare se c'è stata collusione tra la campagna Trump e la Russia, specialmente nel diffondere email discutibili hackerate dal Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, e da persone che lavoravano per la candidata democratica Hillary Clinton. Mueller ha concluso che non ci sono state prove sufficienti per determinare che Trump o i suoi collaboratori abbiano colluso con Moscama ha anche sostenuto che Mosca ha interferito ampiamente nelle elezioni.