"L'amico" Brady contro Trump nella polemica tra il presidente e il mondo dello sport Usa

Il presidente contro le proteste durante l'inno nazionale, ma le maggiori star hanno criticato le sue parole

 Il quarterback dei New England Patriots, Tom Brady, si è schierato contro Donald Trump, nella polemica che ormai ha messo il presidente degli Stati Uniti contro quasi tutto il mondo dello sport americano. Brady, uno dei giocatori di football americano più forti e conosciuti, ha dichiarato a una radio di Boston: "Sì, certamente non sono d'accordo con quello che Trump ha detto. Penso che le sue parole dividano. Come ho detto, voglio solo sostenere i miei compagni di squadra. Non sono mai uno che dice: 'Oh, questo è sbagliato, questo è giusto'. Credo nella capacità di unire le persone, nel rispetto, nell'amore, nella fiducia. Questi sono i valori che i miei genitori mi hanno instillato".

Le parole di Brady sono importanti non solo perché si tratta del giocatore più vincente nella storia del football americano, con 5 Super Bowl all'attivo (come lui, solo Charles Haley), ma anche perché Trump ha definito Brady un "amico" e lo ha descritto come "il MIGLIOR quarterback" su Twitter.

Ad aprile, Brady era stato assente all'incontro tra la sua squadra e il presidente, ma per motivi personali; anche se è stato spesso definito "amico" e "sostenitore" del presidente, non ha mai parlato apertamente del suo rapporto con Trump; sua moglie, la modella Gisele Bundchen, ha invece apertamente detto di non essere una sostenitrice del presidente.

Nei giorni scorsi, il presidente aveva rimproverato i giocatori e la lega Nfl per le proteste inscenate durante le esecuzioni dell'inno nazionale, iniziate lo scorso anno con Colin Kaepernick, che aveva poggiato un ginocchio a terra, in silenzio, per manifestare contro la violenza delle forze dell'ordine nei confronti degli afroamericani; gesti che, secondo Trump, non sono stati arginati da proprietari e dirigenti del campionato. Da quelle parole, è poi nata una polemica che ha coinvolto alcuni degli sportivi più famosi e apprezzati degli Stati Uniti, come i cestisti Stephen Curry e LeBron James.

Trump, che non ha intenzione di stemperare la tensione, è tornato sull'argomento poco fa, su Twitter: "La questione dell'inginocchiamento non ha nulla a che vedere con la razza. Si tratta di rispetto per il nostro Paese, la nostra bandiera e il nostro inno nazionale. La Nfl deve rispettare tutto questo!".

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