L'amministrazione Trump lancia guerra contro la fuga di notizie

Il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, avverte gli aspiranti 'leaker': non fatelo. Sicurezza nazionale a rischio. Triplicate le inchieste. Stampa avvertita: la sua libertà "non è illimitata"

L'amministrazione Trump ha formalmente iniziato una guerra contro le 'talpe'. Le fughe di notizie, quelle che hanno spesso imbarazzato The Donald, non sono più tollerate. Per questo il dipartimento di Giustizia di Jeff Sessions ha deciso di intensificare il suo lavoro andando a caccia dei cosiddetti leaker. Il numero di inchieste su questo fronte è triplicato da gennaio rispetto a quello di casi ancora aperti prima della fine dell'amministrazione Obama. E quattro individui sono già stati accusati per avere permesso la circolazione di materiale top secret o per  avere nascosco contatti con funzionari dell'intelligence straniera.

Lo ha detto lo stesso Sessions che, va ricordato,  si è astenuto dal Russiagate per non avere svelato durante l'iter della sua nomina al Senato di avere visto l'ambasciatore russo in Usa durante la campagna elettorale 2016 per la quale (nei panni di senatore) stava lavorando a sostegno della candidatura di Trump.

Sessions - recentemente criticato pesantemente da Trump proprio per quell'astensione - ha fatto capire che il suo dipartimento non tollererà i 'leak'. E in perfetta linea con il presidente ha lanciato un avvertimento alla stampa: la sua libertà "non è illimitata".

"Questa cultura delle fughe di notizie deve finire", ha tuonato in una conferenza stampa aggiungendo: "Nessun governo può essere efficace quando il suo leader non può discutere liberamente di questioni importanti con leader stranieri". Il riferimento esplicito è stato alle indiscrezioni del giorno prima del Washington Post (non citato espressamente), che ha pubblicato le trascrizioni della prima telefonata con il presidente messicano e di una conversazione accesa con il premier australiano. Per Sessions, queste e altre fughe di notizie "ledono la sicurezza nazionale".

Promettendo un'azione decisa del dipartimento di Giustizia contro tutti i 'leaker', Sessions ha lanciato un messaggio a coloro che stanno pensando di favorire una fuga di notizie: "Non fatelo". Perché verrete trovati e perseguiti. "Non permetteremo più a fonti anonime con accesso a materiale top secret di svendere in nostro Paese". Serve "disciplina" e "prevenzione" perché un'inchiesta sui leaker - per quanto necessaria per incriminarli - arriva "troppo tardi: il danno è stato fatto".

La stampa è stata avvertita: deve bilanciare la sua liberta con l'esigenza di proteggere la sicurezza nazionale. "Rispettiamo il ruolo importante che la stampa ha e garantiremo rispetto", ha concluso Sessions. Ma nel frattempo lui e colleghi si preparano a rivedere le pratiche con cui gli inquirenti possono ordinare la consegna di documenti.

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