Andrew Viterbi, il ‘solo andata’ che ha posto le basi per la telefonia moderna

Bergamasco, fuggito dall'Italia a soli 4 anni per le persecuzioni razziali, ha realizzato il sogno americano: fonda Qualcomm e inventa un algoritmo che oggi fa funzionare 5 miliardi di smartphone. Terrorismo, le autorità: nessuna minaccia per gli Usa

All’indomani dell’attacco di Berlino a New York si intensificano le misure di sicurezza, ma le autorità rassicurano: "Non ci sono minacce specifiche e credibili, a New York come negli Usa, in vista delle festività natalizie”. A sostenerlo è John Miller, vice commissario per l'intelligence e l'antiterrorismo del dipartimento di polizia newyorchese, ma come misura preventiva è stato comunque aumentato il numero di forze dell’ordine che pattugliano le zone maggiormente a rischio.

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Sul fronte politico si è consumato invece uno strappo tra Bill Clinton e Donald Trump. L’ex presidente, che ha fatto parte del Collegio elettorale che l’altro giorno ha confermato Trump come 45esimo presidente Usa, non è riuscito a nascondere la sua amarezza per il risultato di queste elezioni e all’uscita dal seggio ha affermato: “Hillary ha dovuto combattere contro tutti, dall’Fbi alla Russia; nonostante questo ha vinto il voto popolare con 2,8 milioni di preferenze”. Un commento che implicitamente giudica dunque illegittima la vittoria del magnate e una caduta di stile per Bill Clinton: gli americani hanno scelto, è tempo di guardare avanti.

Guardare avanti è stato quello che ha fatto Andrew Viterbi, emigrato in America con la sua famiglia ebrea all’età di quattro anni per sfuggire alle persecuzioni razziali. “Ricordo la Statua della Libertà e il timore di essere respinti dal controllo medico”, racconta ai microfoni di America24; la sua avventura, iniziata nel lontano 1939 da Bergamo con un biglietto di ‘solo andata’ per la nave francese De Grasse, si è trasformata con gli anni nel sogno americano. Dopo aver frequentato il Massachusetts Institute of Technology, Viterbi fonda con Irwin Jacobs la società di telecomunicazioni statunitense Qualcomm e sviluppa il famoso Algoritmo Viterbi, un procedimento usato per codificare trasmissioni digitali che è alla base della telefonia moderna. In sostanza, dai 4 ai 5 miliardi di smartphone utilizzano oggi il suo algoritmo.


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Dopo avere incontrato i leader del settore manifatturiero, finanziario, farmaceutico e retail, Donald Trump si prepara ad accogliere alla Casa Bianca i rappresentanti di gruppi assicurativi. Secondo fonti del Wall Street Journal, il meeting previsto lunedì 27 febbraio ha un obiettivo: incoraggiare quei gruppi a sottoscrivere le misure che il governo Trump sta mettendo a punto in tema di sanità. Perché l'intento è quello di smantellare la riforma sanitaria approvata nel 2010 e tanto voluta dall'allora presidente americano Barack Obama.

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L'amministrazione del presidente Donald Trump ha mosso il primo passo tangibile verso la costruzione del muro al confine tra gli Stati Uniti e il Messico. Lo U.S. Customs and Border Protection, agenzia federale responsabile del controllo delle frontiere e dell'immigrazione, ha pubblicato una richiesta preliminare per ricevere le proposte delle società interessate ai lavori.

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Travolto da una crisi esplosa la scorsa estate con un attacco hacker dalle rivelazioni imbarazzanti e culminata con l'amara sconfitta alle elezioni presidenziali di Hillary Clinton l'8 novembre 2016, il partito democratico americano prova a voltare pagina. Scegliendo la continuità e puntando su un nuovo leader che per la prima volta ha origini ispaniche. Si chiama Tom Perez, 55 anni, ex segretario al Lavoro durante la presidenza di Barack Obama. E' stato scelto nel corso di una riunione di 447 leader democratici giunti ad Atlanta da tutti gli Stati Uniti.

Usa, Europa e sicurezza. L’analisi del Generale Vincenzo Camporini, vicepresidente dello IAI

Nel corso del loro viaggio europeo Jim Mattis e Mike Pence hanno rassicurato gli alleati, ma restano alcune questioni aperte. Sul fronte Usa il segretario Kelly firma le direttive per una stretta sull'immigrazione illegale. Paura per 11 mln di persone

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Un 'piano segreto' per risolvere la questione ucraina

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Cinquantuno anni fa, il 21 febbraio 1965, moriva uno dei più importanti leader per i diritti degli afroamericani e i diritti umani in genere che il ventesimo secolo ricordi: Malcolm X. L'attivista fu assassinato durante un comizio a Manhattan all'età di 39 anni, con sette colpi di pistola, dai membri dell'associazione della quale era un tempo portavoce: la Nation of Islam.

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Prima la gaffe, poi il tentativo di metterci una pezza: il risultato è una marea di tweet, tra il divertente, l'esilarante, lo sconfortato e l'arrabbiato. Si riassume così lo scivolone diplomatico di Donald Trump, che durante un comizio in Florida, arringando la folla e stigmatizzando l'immigrazione clandestina, ha citato un fantomatico attentato che sarebbe avvenuto in Svezia. Il problema è che l'attacco non si è mai verificato.

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Tutto rimandato alla prossima settimana per il secondo capitolo della vicenda ‘muslim ban’. Dopo la bocciatura della Corte d’Appello, il presidente Trump aveva promesso di presentare un nuovo decreto sull’immigrazione - epurato dalle imprecisioni che avevano fatto arenare la prima versione - entro questa settimana, ma non sarà così. La Casa Bianca, che sta rivendendo i dettagli, ha annunciato ieri di avere bisogno di più tempo.

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Donald Trump sapeva dei dubbi sulla veridicità delle affermazioni di Michael Flynn da circa tre settimane. L’Fbi ha infatti cominciato ad indagare sul comportamento del consigliere per la Sicurezza Nazionale - che avrebbe discusso le sanzioni volute da Obama con l’ambasciatore russo senza averne l’autorità - subito dopo l’insediamento del nuovo presidente. Se per Flynn ora potrebbero anche esserci delle ripercussioni legali, per Trump è invece giunto il momento di guardare avanti. Per il momento a ricoprire l’incarico è stato chiamato Keith Kellog, un altro generale in pensione, ma il presidente dovrà ora scegliere un vero professionista. La presenza nel suo gabinetto di quei fedelissimi che lo hanno affiancato nella vittoria alle elezioni, ma che continuano ad avere un atteggiamento più elettorale che di governo, rischia infatti di danneggiarlo. E Flynn ne è la prova evidente. Tra i vari nomi emergono quello del vice ammiraglio Robert Harward, che ha già lavorato nel consiglio sotto Bush Jr., e sopratutto quello dell’ex capo della Cia David Petraeus. La sua esperienza e la sua autorità potrebbero essere molto preziosi per Trump, specialmente per arginare le figure più estreme all’interno della sua amministrazione, uno su tutti Stephen Bannon, ma su questa scelta resta un problema aperto. Petraeus deve infatti scontare ancora due mesi di bando dagli incarichi pubblici per aver in passato rivelato segreti di stato a una sua ex amante.

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Fence © MMXVI Paramount Pictures Corporation

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