Apple chiude un anno record ma è cauto per il periodo natalizio

Negli ultimi tre mesi del 2018, il gruppo si aspetta incertezze macroeconomiche e un colpo da quasi 2 mld di dollari per via di cambi valutari sfavorevoli. Titolo a picco dopo annuncio di stop a pubblicazione numero iPhone, iPad e Mac venduti

Apple ha archiviato il suo migliore anno di sempre con un quarto trimestre fiscale da record grazie a un aumento dei prezzi degli iPhone e a livelli senza precedenti delle vendite dei suoi servizi e dei dispostivi indossabili (di cui continua a non fornire però dati sul numero di unità vendute). Tuttavia il colosso tecnologico ha dato previsioni deludenti per il trimestre in corso, quello che comprende l'importante stagione dello shopping natalizio e nel quale si aspetta un colpo sul fatturato "di quasi 2 miliardi di dollari" e "incertezze macroeconomiche, specialmente nei mercati emergenti dove chiaramente la fiducia non è alta come lo era un anno prima". Per questo il titolo ha perso terreno nell'after hours a Wall Street ed ha accelerato ulterioremente al ribasso arrivando a cedere oltre il 7% durante la call con gli analisti quando il Cfo ha annunciato che Apple non pubblicherà più il numero di iPhone, iPad e Mac venduti. Le guidance invece resteranno invariate. La notizia ha spinto la capitalizzazione del colosso tech - che era stato capace di limitare a un solo -3% il calo di ottobre - sotto i mille miliardi di dollari conquistati per la prima volta il due agosto scorso. Chiaramente il mercato teme che la mossa segni l'inizio del declino delle vendite di iPhone e che la strategia basata sul rialzo dei prezzi non basti più. Inoltre, la decisione limita la capacità degli investitori di capire quali siano le fonti principali di crescita della più grande azienda al mondo per capitalizzazione.

I conti
Nei tre mesi al 29 settembre i profitti sono saliti del 32% a 14,13 miliardi grazie a un aliquota più bassa resa possibile dalla riforma fiscale approvata in Usa prima del Natale 2017. Gli utili per azione si sono attestati a 2,91 dollari da 2,07 dollari, sopra le stime degli analisti per 2,78 dollari.

I ricavi sono aumentati di quasi il 20% a 62,9 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, oltre il consenso per 61,5 miliardi e sopra i calcoli dell'azienda. Il 61% del totale è stato generato all'estero. Sebbene abbia venduto lo stesso numero di smartphone rispetto allo stesso trimestre del 2017 (46,9 milioni di pezzi contro i 48,4 milioni attesi dagli analisti), Apple ha visto le vendite da esso generate salire del 29% annuo. Il merito è dell'iPhone X, che ha un prezzo di partenza da mille miliardi di dollari.  Nell'intero anno fiscale Apple ha generato utili netti di 59,53 miliardi, in rialzo dai 48,35 miliardi del 2017. Il fatturato è salito a 265,56 miliardi da 229,234 miliardi.

L'azienda si aspetta per i tre mesi in corso - solitamente i più forti dell'esercizio - vendite per 89-93 miliardi. Ciò significa che rispetto ai tre mesi di fine 2017, se si prende un dato a metà del range fornito ci sarà una crescita di solo il 3% circa. Essa seguirebbe cinque trimestri di fila con incrementi percentuali a doppia cifra. Le stime degli analisti - che avevano forti speranze per una domanda decisa dell'iPhone XR da 749 dollari, del modello XS da 999 dollari e di XSMax da 1.099 dollari - erano per 92,94 miliardi.

I commenti di Cook e Maestri
L'amministratore delegato Tim Cook si è detto "entusiasta" di comunicare "un altro trimestre da record con cui si chiude un anno fenomenale in cui abbiamo consegnato due miliardi di dispositivi [dotati di sistema operativo] iOS, abbiamo celebrato il decimo anniversario dell'App Store e abbiamo raggiunto ricavi e utili trimestrali mai cos" forti nella storia di Apple". Secondo lui, il gruppo si presenta nella stagione natalizia con la linea di prodotti e servizi mai cos" ampia: a settembre il gruppo aveva presentato tre nuovi iPhone (XS, XS Max e XR) e un nuovo Apple Watch e due giorni prima dei conti aveva lanciato aggiornamenti di MacBook Air, iPad Pro e un Mac Mini.

Il direttore finanziario, l'italiano Luca Maestri, ha posto l'accento sulla crescita a doppia cifra dei ricavi in ogni area geografica, con ottime performance in Italia, Germania, Corea del Sud tra le nazioni citate e dove c'è stato un +25%. E' lui ad avere precisato che nel trimestre l'azienda ha generato 19,5 miliardi di dollari di cassa e ha distribuito ai soci oltre 23 miliardi di dollari. Ed è lui che nella call ha spiegato che il numero di unità vendute "non rappresenta necessariamente la forza sottostante del nostro business e non è più rilevante come in passato". Per questo quel dato scomparirà. "Nemmeno i nostri competitor lo fanno", ha aggiunto rispondendo al pressing degli analisti. Maestri ha anche detto che per la prima volta dalla prossima trimestrale Apple fornirà i margini della categoria Servizi: "Crediamo siamo un dato importante per la comunità finanziaria".

La situazione sul fronte dei prodotti
Con l'iPhone, l'azienda ha generato 37,185 miliardi di fatturato (+29% annuo), un record. Come previsto, Apple non ha detto quanti iPhone X ha venduto ma questo prodotto ha spinto a 793 dollari da 618 dollari il prezzo medio del dispositivo contro stime per 750,78 dollari.

L'iPad ha visto i ricavi scendere del 15% annuo appena sopra i 4 miliardi di dollari e le unità vendute sono calate del 6% a 9,699 milioni di pezzi.

Il numero di Mac venduti ha registrato un ribasso del 2% annuo sopra a 5,299 milioni di unità generando 7,411 miliardi di dollari (+3%). Rispetto al trimestre precedente - quando scesero ai minimi del 2010, le vendite sono balzate del 42% (a luglio l'azienda ha lanciato i nuovi MacBook Pro).

Nella categoria "altri prodotti" (che verrà rinominata "Wearables, Homes and Accessories" per meglio riflettere le sue componenti) il fatturato è balzato del 31% a 4,234 miliardi di dollari. Come da tradizione, Apple non ha fornito i dati dei singoli prodotti, nemmeno dell'orologio smart introdotto nel 2015. La cotegoria comprende l'Apple Watch, l'Apple TV, i prodotti Beats, l'iPod, le cuffie wireless AirPods e accessori di parti terze.

Nel segmento "servizi" - che comprende App Store, AppleCare, Apple Pay, Apple Music e Cloud Services - i ricavi hanno superato di nuovo i 9 miliardi di dollari, arrivando al record di 9,981 miliardi (+17% annuo) ma gli analisti speravano in 10,18 miliardi. Nella call Cook ha detto che Apple Pay "ha generato più transazioni persino di quelle di PayPal Mobile", avendole triplicate. Maestri ha confermato l'obiettivo di raggiungere 50 miliardi di dollari di vendite annue entro il 2020 per la categoria "servizi".

Il quadro a livello geografico
A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno del gruppo con ricavi in aumento annuo del 19% a 27,517 miliardi di dollari; l'Europa si conferma il secondo con 15,382 miliardi di dollari di vendite (+18% annuo) dietro alla Greater China: nella Regione composta da Cina, Hong Kong e Taiwan il fatturato è aumentato del 16% a 11,411 miliardi. Il Giappone ha messo a segno un rialzo delle vendite del 34% annuo a 5,161 miliardi e nel resto dell'Asia Pacifico c'è stato un aumento dei ricavi del 22% a 3,429 miliardi. Rispetto al trimestre fiscale precedente, il fatturato di gruppo è salito del 18% con rialzi in tutte le aree geografiche.

In attesa dei conti, arrivati a mercati Usa ormai chiusi, la seduta al Nasdaq era finita per il titolo Apple in rialzo dell'1,54% a 222,22 dollari con una capitalizzazione di 1.073 miliardi. Da inizio 2018 l'azione è salita del 31,3%; negli ultimi 12 mesi è aumentata del 33%.