Apple: conti sopra le stime, bene le previsioni grazie ai nuovi iPhone

Il Ceo Cook: migliore terzo trimestre fiscale di sempre. Record per i servizi come App Store. La Cina cresce, si spera che "la calma prevalga" sui dazi

Apple ha chiuso il suo migliore terzo trimestre fiscale di sempre con utili e ricavi in rialzo e superiori alle stime degli analisti. Il numero degli iPhone venduti ha però deluso ma il prezzo medio dello smartphone ha superato le previsioni suggerendo che il modello iPhone X - il più costoso con un prezzo di partenza di 999 dollari - sta andando bene. Continua inoltre la crescita dei servizi offerti dal gruppo, che hanno generato vendite record. Alla luce di tutto questo, Apple ha annunciato una cedola di 73 centesimi per azione; verrà pagata il 16 agosto a chi risulterà socio tre giorni prima.

L'amministratore delegato Tim Cook si è detto "entusiasta" di comunicare "il migliore trimestre di giugno e il quarto trimestre consecutivo con una crescita a doppia cifra del fatturato". Secondo lui, i risultati del periodo sono stati sostenuti da iPhone, servizi e dispositivi indossabili. Soltanto questi ultimi hanno registrato vendite in aumento annuo del 60% nel trimestre portando il totale negli ultimi quattro trimestri a oltre 10 miliardi di dollari.

Il direttore finanziario, l'italiano Luca Maestri, ha posto l'accento sulla crescita dei ricavi in ogni area geografica, con record per il periodo nelle Americhe, in Europa, Giappone e Asia-Pacifico. E' lui ad avere precisato che nel trimestre l'azienda ha distribuito ai soci quasi 25 miliardi di dollari di cui 20 miliardi attraverso il riacquisto di titoli propri.

I conti del trimestre
Nei tre mesi al 30 giugno scorso, i profitti sono saliti del 32% a 11,5 miliardi da 8,7 miliardi dello stesso trimestre del 2017. Gli utili per azione sono passati a 2,34 dollari da 1,67 dollari, sopra le previsioni degli analisti per 2,18 dollari.

I ricavi sono cresciuti del 17% annuo a 53,3 miliardi, oltre le attese per 52,34 miliardi. Le vendite generate all'estero sono state pari al 60% del totale. Il 46% dei negozi del gruppo si trova al di fuori degli Usa, incluso quello nuovo inaugurato a Milano.

La situazione sul fronte dei prodotti
Il numero di iPhone venduti è stato inferiore alle attese: nel trimestre ne sono stati venduti 41,3 milioni di unità, in rialzo dell'1% rispetto a un anno prima ma meno dei 42 milioni attesi dal mercato. Con lo smartphone, l'azienda ha generato 29,9 miliardi di fatturato (+20% annuo). Come previsto, Apple non ha detto quanti iPhone X ha venduto ma questo prodotto ha spinto a 724 dollari da 606 dollari il prezzo medio dell'iPhone, sopra il consenso per 699 dollari.

L'iPad ha visto i ricavi scendere del 5% annuo a 4,74 miliardi di dollari ma le unità vendute sono aumentate dell'1% a 11,55 milioni di pezzi.

Il numero di Mac venduti è sceso del 13% annuo sopra a 3,72 milioni di unità generando 5,33 miliardi di dollari (-5%).

Nella categoria "altri prodotti" - quella che comprende l'Apple Watch, l'Apple TV, i prodotti Beats, l'iPod, le cuffie wireless AirPods e accessori di parti terze - il fatturato è balzato del 37% a 3,74 miliardi di dollari. Come da tradizione, Apple non ha fornito i dati dei singoli prodotti, nemmeno dell'orologio smart introdotto nel 2015. Per il secondo trimestre di fila in questa categoria rientra anche HomePod, lo speaker intelligente commercializzato in alcuni mercati dal 9 febbraio scorso. Per il Cfo, l'Apple Watch è l'orologio indossabile "più venduto".

Nel segmento "servizi" - che comprende App Store, AppleCare, Apple Pay, Apple Music e Cloud Services - i ricavi hanno superato per la seconda volta di fila i 9 miliardi di dollari, arrivando al record di 9,5 miliardi (+31% annuo). Questa performance è stata "stellare" secondo Cook, che nella call a commento dei conti ha confermato il target di raddoppiare a 50 miliardi entro il 2020 le vendite annue di questa categoria di prodotti rispetto al 2016. Il Ceo ha sottolineato come attraverso Apple Pay - ora disponibile in 24 mercati - siano state realizzate oltre un miliardo di transazioni nel trimestre, il triplo rispetto a un anno prima e "più di quelle di gruppi come Square e PayPal".

Il quadro a livello geografico
A livello geografico, le Americhe restano il mercato numero uno del gruppo con ricavi in aumento annuo del 20% a 24,542 miliardi di dollari; l'Europa resta il secondo con 12,138 miliardi di dollari di vendite (+14% annuo) dietro alla Greater China: nella Regione composta da Cina, Hong Kong e Taiwan il fatturato è aumentato del 19% a 9,551 miliardi; Cook ha sottolineato che quello archiviato il 30 giugno è stato il quarto trimestre di fila con vendite in aumento a doppia cifra in quella regione. "I dazi non sono l'approccio giusto" per risolvere squilibri commerciali, ha aggiunto il Ceo sostenendo che "nessuno di quelli introdotti" dagli Usa contro la Cina fino ad ora colpisce i prodotti dell'azienda. Potrebbe non essere cos" se Washington ne introdurrà altri per 200 miliardi di importazioni cinesi. "Il rischio associato a fluttuazioni valutarie e a un rallentamento dell'economia legato alle tariffe doganali è difficile da quantificare e non intendiamo farlo ma siamo ottimisti che i Paesi trovino una soluzione e che la calma prevalga".

Stime per il quarto trimestre fiscale
Le stime per il quarto trimestre fiscale - quello che comprenderà per alcuni giorni le vendite dei nuovi iPhone che dovrebbero essere lanciati a settembre - sono pari a ricavi compresi tra i 60 miliardi e i 62 miliardi ossia in crescita del 16-19% annuo, sopra le stime degli analisti per 59,4 miliardi. I margini lordi - monitorati perché l'iPhone X include componentistica nuova e più costosa - sono visti al 38-38,5% contro attese per un 38,2%.

In attesa dei conti, arrivati a mercati Usa ormai chiusi, la seduta al Nasdaq era finita per il titolo Apple in rialzo dello 0,2% a 190,29 dollari con una capitalizzazione di 935,3 miliardi. Nel dopo mercato è arrivato a guadagnare il 3,4% a 197 dollari; il titolo devo portarsi a 203,45 dollari per prmettere al gruppo di conquistare una capitalizzazione di mille miliardi di dollari. Da inizio 2018 è salito del 12,44%; negli ultimi 12 mesi è aumentato del 25%.