Apple lancia la sfida sulle vetture autonome, ottiene via libera ai test in California

Entra nella lista di società che hanno ricevuto le autorizzazioni dal California Department of Motor Vehicles, che già aveva dato il via libera a colossi come Tesla, Uber, Nvidia e Alphabet

Apple entra ufficialmente nella competizione per lo sviluppo di vetture senza conducente. Il colosso di Cupertino ha ricevuto dallo stato della California i permessi necessari per cominciare i test sui veicoli autonomi.

La società è stata infatti aggiunta alla lista di società che hanno ricevuto le autorizzazioni dal California Department of Motor Vehicles, il dipartimento dei Trasporti della California, che già aveva dato il via libera a colossi come Tesla, Uber Technologies, Nvidia e Alphabet, la holding a cui fa capo Google.

Da tempo circolavano indiscrezioni su un progetto segreto di Apple, Project Titan, appunto dedicato alllo sviluppo di auto driverless, ma la società non aveva mai ufficializzato la cosa e non aveva mai confermato di essere impegnata su quel fronte, pur avendo più volte preso posizione nel dibattito sulla regolamentazione del mercato delle vetture autonome.

L'estate scorsa Apple aveva messo Bob Mansfield, sviluppatore dietro al successo di prodotti come MacBook Air, iMac e iPad, a capo delle attività legate a nuove tecnologie, appunto come quelle legate alle auto driverless. Mansfield era entrato ad Apple nel 1999 ed è stato uno dei manager più importanti di Steve Jobs, prima di lasciare il gruppo nel 2013 per lavorare come consulente per progetti speciali, come l'Apple Watch.

Mentre il focus dell'industria automobilistica si sta spostando dai motori ai software, i gruppi tech stanno lentamente cercando di entrare nel mercato. Tim Cook ha più volte ripetuto che "nei prossimi anni ci sarà un profondo cambiamento all'interno del dell'industria" quando i veicoli autonomi diventeranno sempre più importanti.

Altri Servizi

Alphabet: i conti tengono nonostante la fuga degli inserzionisti da YouTube

Utili in rialzo del 29% nel primo trimestre e ricavi in aumento del 22%. Il cost-per-clickè sceso del 21% sui siti Google
Shutterstock

Alphabet ha chiuso il suo primo trimestre fiscale con utili per 5,43 miliardi, in rialzo dai 4,2 miliardi dello stesso periodo del 2016 (+29%). Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono passati a 7,73 dollari da 6,02 dollari ma gli analisti si aspettavano quota 7,39 dollari. I ricavi sono aumentati del 22% a 24,75 miliardi, oltre le attese per 24,22 miliardi.

Il legname canadese nel mirino di Trump, gli Usa vogliono dazi al 20%

Dopo le proteste dei produttori di latte Usa per la politica dei prezzi di Ottawa, Washington apre un nuovo fronte nella guerra contro i prodotti provenienti dall'estero. Il governo canadese: "Decisione iniqua e punitiva"

Donald Trump apre un nuovo fronte nella guerra commerciale contro i prodotti provenienti dall'estero venduti negli Stati Uniti. Il bersaglio questa volta è il legname canadese, per il quale la Casa Bianca è pronta a introdurre un dazio punitivo del 20 per cento sulle importazioni (la media di un intervallo che va dal 3% al 24%). La decisione è preliminare: ne ha parlato lo stesso presidente americano ieri durante un incontro con i giornalisti delle testate d'ispirazione conservatrice; la notizia è stata confermata in una intervista al Wall Street Journal dal segretario al Commercio Wilbur Ross.

Amazon: nel primo trimestre, utili e ricavi cresciuti più delle stime

La divisione di cloud computing continua a premiare. Svelate per la prima volta le vendite associate alla logistica. Nuovo record per il titolo del gruppo
AP

Amazon ha chiuso il primo trimestre del 2017 con utili saliti annualmente del 41% e ricavi in aumento del 23% superando le stime degli analisti.

La ricetta di McDonald's per il rilancio funziona, lo dimostra la trimestrale

Le vendite nei ristoranti aperti da almeno un anno sono cresciute a livello globale e in Usa, il mercato di riferimento
iStock

Un'offerta più ampia di hamburger di varie dimensioni, bibite in vendita per un solo dollaro e caffè a due dollari hanno permesso a McDonald's di chiudere un trimestre con conti superiori alle stime del mercato. E negli Stati Uniti è in atto la tanto attesa ripresa.

Trump promette taglio tasse corporate al 15%, resta nodo coperture. Mnuchin: riforma storica

Si rispolvera la teoria che l'economista Arthur Laffer aveva delineato nel 1974: i tagli delle tasse si "pagheranno" da soli con la crescita economica innescata dalla riduzione fiscale.

La tanto attesa proposta di Donald Trump sulla riforma fiscale americana sarà presentata oggi, attorno alle 19.30 italiane. Qualche dettaglio, confermato per altro dal segretario al Tesoro Steven Mnuchin durante un evento a Washington, si sa già: il presidente proporrà un alleggerimento della tassazione dei profitti generati all'estero e una riduzione dell'aliquota corporate dal 35 al 15%, un taglio maggiore di quello al 28% ipotizzato, senza successo, da Barack Obama e di quello al 25% suggerito dai repubblicani nel 2014.

L'ex consigliere per la Sicurezza nazionale di Donald Trump, Michael Flynn, potrebbe avere violato la legge non avendo dettagliato i pagamenti ricevuti per avere fornito consulenza a persone e aziende in Russia e in Turchia. L'ipotesi è stata formulata dalla commissione Sorveglianza della Camera dei deputati americana, la principale commissione d'inchiesta del Congresso Usa.

Trump svela la "maggiore riforma fiscale dal 1986", ma mancano i dettagli

Proposto un taglio dell'aliquota aziendale al 15% dal 35%. Raddoppiato il livello di redditi non tassati per le famiglie. Eliminata la tassa di successione. Obiettivo: spingere crescita (per coprire le entrate che veranno a mancare)

Donald Trump l'ha definita "grandiosa". Il suo consigliere economico la considera "un'opportunità che capita una volta per generazione". Il segretario al Tesoro crede che sia un mezzo per portare ad almeno il 3% la crescita annua degli Stati Uniti alimentando l'occupazione e convincendo le aziende americane a rimpatriare "migliaia di miliardi di dollari" di utili parcheggiati all'estero. Ma la riforma fiscale presentata oggi dalla Casa Bianca come la "maggiore dal 1986" non ha stupito praticamente nessuno, nemmeno gli investitori che a Wall Street hanno fatto perdere slancio agli indici. Il motivo è semplice: il 45esimo presidente Usa vuole s" promuovere "uno dei maggiori tagli delle tasse nella storia Usa" ma i dettagli scarseggiano, anche su come coprire le entrate nelle casse del fisco che verrebbero a mancare.

United: i bonus diventano legati all'esperienza dei passeggeri

Il Ceo non assumerà automaticamente il ruolo di presidente del cda nel 2018, come previsto. La compagnia aerea si riorganizza dopo le polemiche legate al passeggero prelevato violentemente da un aereo in overbooking
United

Bonus dei dipendenti legati all'esperienza dei passeggeri e niente promozione automatica dell'amministratore delegato. Sono queste le principali modifiche organizzative decise da United Airlines, la compagnia aerea travolta dalle polemiche dopo che la polizia aeroportuale di Chicago aveva prelevato di peso un passeggero da un aereo in overbooking della compagnia. Il risultato? L'uomo ultra sessantenne ha perso due denti, ha subito una concussione oltre a una frattura del naso. L'azienda ha rimborsato tutti i passeggeri di quel volo e ha dato il via a un'inchiesta interna.