Apple rimuove in Cina le app che aggirano la censura

A farne le spese numerose società che producono questa tipologia di software

La censura del governo cinese ai danni degli utenti di internet ha ricevuto una mano da un’alleato inaspettato: Apple. Il colosso di Cupertino ha infatti eliminato dal suo App Store le app utilizzate dagli utenti per evadere la censura della Cina. Tutte le applicazioni prodotte da società straniere, vendute agli utenti del mercato cinese per aggirare il sistema di filtri internet imposto da Pechino, sono infatti sparite dal negozio online di Apple.

A riportare la notizia è il New York Times che evidenzia come a farne le spese siano state diverse aziende produttrici di questi software. Una di queste però, come scrive il quotidiano diretto da Dean Baquet, ha deciso di pubblicare la lettera arrivata da Cupertino e in cui le veniva comunicata la rimozione della sua app ''perché include contenuti illegali in Cina''.

La società in questione, ExpressVPN, ha commentato la mossa di Apple con un post sul suo blog nel quale ha sottolineato che la rimozione, oltre a essere ''spiacevole'' e arrivata a ''sorpresa''. ''Siamo dispiaciuti perché rappresenta la misura più drastica del governo cinese per bloccare l'uso della VPN e siamo preoccupati dal fatto che Apple stia aiutando gli sforzi di censura cinesi''.

Tra le altre società che hanno dovuto fare i conti con questa operazione di ''pulizia'' da parte della società guidata da Tim Cook c’è anche Golden Frog, che produce VyperVpn, un software per la privacy e la sicurezza. Il presidente dell’azienda, Sunday Yokubaitis, ha parlato con il giornale di New York ricordando che avevano spontaneamente presentato un amicus curiae in favore di Apple nel caso contro l’Fbi (quando quest’ultima ha chiesto l’aiuto di Apple per sbloccare il telefono di un attentatore di San Bernardino). Proprio per tale motivo Yokubaitis si è detto ''estremamente deluso dal fatto che Apple si sia inchinata alle pressioni della Cina affinché rimuovesse le app Vpn senza nemmeno citare una legge o un regolarmente cinese che definisse illegali le stesse app''.

"Riteniamo l’accesso a internet in Cina un problema di violazione di diritti umani e ci aspettiamo che Apple dia più rilevanza a questi che ai profitti'', ha detto lo stesso Yokubaitis. Nessun commento da parte di Cupertino per il momento.

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