Apple spegne le speranze di un dividendo straordinario

Il Ceo Tim Cook all'assemblea dei soci: "Non ne sono un fan"
iStock

Difficilmente Apple distribuirà un dividendo speciale una volta che avrà rimpatriato la montagna di utili parcheggiata all'estero, attualmente pari a 285 miliardi di dollari. A farlo capire è stato Tim Cook, il Ceo del gruppo che il 17 gennaio scorso annunciò il rimpatrio di 38 miliardi di dollari di capitali sulla scia della riforma fiscale approvata in Usa prima di Natale.

Durante l'assemblea annuale degli azionisti, il successore di Steve Jobs ha risposto a una domanda sul tema dicendo di "non essere un fan" dei dividendi speciali: "Non credo che aiutino l'azienda e nemmeno i soci". Cook ha tuttavia aggiunto che Apple e il suo consiglio di amministrazione restano impegnati ad aumentare annualmente le cedole distribuite; su questo fronte, un aggiornamento potrebbe arrivare il prossimo aprile. In occasione dell'ultima trimestrale, diffusa il primo febbraio, Apple aveva detto che avrebbe dato indicazioni sull'uso dei capitali rimpatriati in occasione dei risultati del trimestre in corso.

Quello del dividendo è stato uno dei tanti temi toccati dal colosso tecnologico nel corso dell'assemblea. Cook ha per esempio difeso il sostegno dimostrato da Apple alla riforma fiscale tanto caldeggiata dal presidente americano Donald Trump dicendo che il vecchio sistema tributario era "cattivo per l'America" perché scoraggiava le aziende dal pagare tasse sui profitti all'estero.

Il Ceo ha anche detto che Apple è pronto a dare un "contributo significativo" nel settore della sanità spingendosi oltre le app e i dispositivi come il suo Apple Watch. "Più tempo trascorriamo su questo tema, più sono entusiasta del fatto che Apple possa dare un contributo significativo" in un settore complesso e competitivo in cui Amazon avanza. In un voto preliminare, i soci di Apple hanno votato in favore della rielezione del cda che include l'ex vicepresidente Al Gore, il Ceo di Disney Bob Iger e il cofondatore di Blackrock Sue Wagner.

Al Nasdaq il titolo Apple è salito dell'1% a 164,34 dollari. Da inizio anno ha perso il 3% e negli ultimi 12 mesi ha guadagnato il 23%.

Altri Servizi

Un "ottimista" Gates avverte i colossi tech e tende la mano a Trump

Il cofondatore di Microsoft consiglia di evitare il tipo di scontro con il governo che travolse il gruppo informatico alla fine degli anni '90. Nella lettera della sua fondazione si dice pronto a lavorare con l'amministrazione in carica
Bill & Melinda Gates Foundation

Bill Gates ha lanciato un avvertimento ad Apple e ad altri giganti tecnologici: se agiscono con arroganza, rischiano di complicare i loro rapporti con il governo come successo sul finire degli anni '90 a Microsoft in quello che fu chiamato "il caso antitrust del secolo", chiuso con un patteggiamento, in cui il gruppo fu accusato di essere un monopolio e di compiere pratiche anticompetitive in favore del suo sistema operativo e del suo browser.

AP

Le rotative che ogni giorno portano alla luce i quotidiani potrebbero avere altri 10 anni di vita. A fare questa previsione è stato Mark Thompson, presidente e amministratore delegato di New York Times Company, l'azienda editoriale che pubblica l'omino giornale.

Usa pronti a diventare il più grande produttore al mondo di greggio

L'Aie avverte: il boom dello shale oil ricorda quello che ha portato al crollo dei prezzi del barile nel 2014

Gli Stati Uniti sono pronti a diventare il principale produttore di petrolio al mondo nel 2019. E' la stima dell'Agenzia internazionale dell'energia, secondo cui la produzione americana (in rialzo di 1,3 milioni di barili al giorno rispetto allo scorso anno) presto sorpasserà quella saudita e potrebbe superare anche la Russia entro fine anno diventando "il leader globale".

Wall Street tiene dopo due giorni di rally

Dow e S&P 500 ancora in negativo da inizio 2018
Shutterstock

Weinstein: la causa della procura di NY non ferma le trattative per la vendita

A riferirlo sono fonti di Afp, secondo cui le discussioni sono "molto fluide". L' acquisizione potrebbe valere 500 milioni di dollari.

Continuano le trattative per la vendita della Weinstein Company nonostante la procura di New York ieri abbia annunciato il lancio di una causa legale contro lo studio cinematografico indipendente e i suoi cofondatori Bob e Harvey Weinstein, che lo scorso ottobre era stato trovolto da una marea di accuse di molestie sessuali.

Bridgewater avverte: turbolenze sui mercati non finite, rischi di recessione

Il più grande hedge fund al mondo, quello che ha triplicato le scommesse contro il settore finanziario italiano in vista delle elezioni del 4 marzo, monitora le mosse della Fed e l'andamento dell'economia Usa
AP

Il più grande hedge fund al mondo, quello che negli ultimi tre mesi ha triplicato le sue scommesse contro banche e gruppi assicurativi italiani in vista delle elezioni del 4 marzo, si aspetta ulteriore turbolenza sui mercati. E prevede un aumento dei rischi di recessione.

Facebook perde utenti giovani: preferiscono Snapchat

E' quanto emerge da uno studio di eMarketer secondo cui nel 2018, il gruppo guidato da Zuckerberg perderà 2 milioni di iscritti al di sotto dei 25 anni, mentre Snapchat ne attrarrà 1,9 milioni intorno a quell'età.

Facebook sta perdendo giovani utenti, che preferiscono Snapchat. E' quanto emerge da uno studio di eMarketer, secondo cui nel 2018 meno della metà dei ragazzi americani tra i 12 e i 17 anni userà il social network più grande al mondo almeno una volta al mese. La società di ricerca sostiene che il gruppo guidato da Mark Zuckerberg quest'anno perderà 2 milioni di utenti con un'età inferiore ai 25 anni, mentre Snapchat ne attrarrà 1,9 milioni intorno a quell'età. Secondo lo stesso studio, Facebook non potrà più contare su Instagram - altro social network della galassia fb - per "adescare" i giovani utenti. (Instragram nel 2018 acquisirà 1,6 milioni di iscritti tra i 12 e i 24 anni).

Il piano infrastrutturale di Trump

Previsti progetti da 1.500 miliardi di dollari in 10 anni ma il governo federale ce ne mette solo 200 miliardi. L'amministrazione Usa conta su stati, municipalità e privati
iStock

Lo aveva promesso sin dalla notte della sua vittoria elettorale nel novembre 2016. Oltre un anno dopo, il presidente americano Donald Trump ha finalmente presentato un piano per progetti infrastrutturali da 1.500 miliardi di dollari in 10 anni, che rischia però di deludere. Il governo federale è pronto a impegnarsi a investire solo 200 miliardi di dollari. Inoltre, l'iniziativa ha di fronte a sé un futuro incerto al Congresso, che deve trovare i fondi per finanziarla e deve legiferare in materia.

Wall Street protagonisti di un altro rally

Dopo il rimbalzo di venerdì, i listini corrono. Rendimenti dei Treasury ai massimi di quattro anni
AP