Apple studia emissione di bond a Taiwan e in Australia

Fino a un miliardo di dollari per ciascun mercato, ma la cifra potrebbe salire. Fondi saranno usati per dividendi e buyback.

Apple prosegue con il piano per raccogliere fondi nella regione Asia Pacifico. Il colosso di Cupertino, secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, emetterà bond a Taiwan e in Australia, parte del piano per rastrellare tra 3 e 4 miliardi di dollari nell'area. La società guidata da Tim Cook prevede di utilizzare i fondi per il pagamento di dividendi e per un possibile piano di riacquisto di titoli propri.

Sebbene Apple possa contare su immense quantità di liquidità disponibile - 233 miliardi di dollari a fine marzo - il 90% circa di queste somme si trova all'estero. Finora Apple, anziché rimpatriare gli utili realizzati all'estero e dunque sottoporli a una tassazione più alta negli Stati Uniti, ha preferito sfruttare altri mezzi, per esempio appunto la vendita di debito, per finanziare buyback e staccare cedole.

Secondo le fonti sentite, l'emissione di debito a Taiwan e in Australia partità da circa un miliardo di dollari per ciascun mercato, ma la cifra potrebbe salire se la domanda sarà consistente. La società avrebbe anche preso in considerazione offerte di bond in Giappone e a Singapore.

L'operazione prevista fa seguito a una serie di emissioni di obbligazioni che Apple ha messo in atto l'anno scorso, con offerte in euro, yen e franchi svizzeri.

Da quando il gigante di Cupertino ha cominciato a restituire contante agli azionisti nel 2012, sono stati versati 163,1 miliardi di dollari tra buyback e dividendi. Apple ha fissato come obiettivo la restituzione di 250 miliardi di dollari entro la fine di marzo 2018, contro il target precedente per 200 miliardi entro marzo 2017.