Apple-Trump, botta e risposta sui dazi cinesi

Cupertino: "Ci danneggiano, i prezzi saliranno". Il tycoon: "Producete in Usa anziché in Cina"

Botta e risposta tra Donald Trump e Apple all’indomani dell’ennesimo annuncio del tycoon che ha minacciato di imporre altri dazi sui prodotti cinesi. Un’ipotesi questa che potrebbe penalizzare fortemente Cupertino e in particolare alcuni prodotti del gruppo come l’Apple Watch, le cuffie AirPods ed Apple Pencil.

A dichiararlo è la stessa azienda in una lettera allo U.S. Trade Representative, l'agenzia che si occupa dello sviluppo commerciale degli Stati Uniti: "La nostra preoccupazione è che con questi dazi Apple sarà la società maggiormente colpita e questo potrebbe tradursi in una crescita più bassa del Paese, con danno alla competitività".

Come si legge ancora nella lettera, secondo il colosso di Cupertino, "le tariffe diventerebbero una tassa per i consumatori e farebbero lievitare i costi di prodotti Apple su cui i clienti fanno affidamento nella loro vita quotidiana". Proprio per evitare tutto ciò la società ha chiesto, senza mezzi termini, all’amministrazione Trump, di "riconsiderare queste misure e lavorare per trovare altre soluzioni più efficaci che rendano l'economia americana più solida e facciano il bene dei consumatori".

Inevitabile è arrivata la risposta del tycoon che su Twitter ha esortato l’azienda diretta da Tim Cook a produrre i suoi dispositivi negli Stati Uniti invece che in Cina, così da evitare che il gruppo subisca le conseguenze della guerra commerciale in corso con Pechino. "I prezzi (dei prodotti) Apple potrebbero aumentare a causa degli enormi dazi che imporremo alla Cina. Ma c'è una soluzione semplice. Producete i vostri prodotti negli Stati Uniti anziché in Cina. Iniziate a costruire nuovi dispositivi già da oggi, eccitante!", ha scritto il presidente americano.

Il gigante tecnologico, che produce numerosi dispositivi in Cina, rischia infatti di finire vittima del fuoco incrociato delle due potenze. Tra luglio e agosto Washington ha già imposto dazi su prodotti cinesi per 50 miliardi di dollari. Pechino ha risposto con la stessa moneta minacciando che potrebbe ancora colpire 60 miliardi di dollari di beni statunitensi.

Ma non è tutto, perché mentre i già ventilati dazi su importazioni cinesi da 200 miliardi potrebbero essere adottati "molto presto a seconda di cosa succede", Trump ha detto di avere preso in considerazione altri dazi su 267 miliardi di dollari di prodotti. Uno scenario che preoccupa parecchio gli analisti secondo cui questa ulteriore mossa del presidente Usa andrebbe a colpire praticamente qualunque bene di consumo.

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