Apple vince la corsa contro Amazon, vale mille miliardi di dollari in borsa

Vittoria simbolica per il Ceo Cook: da quando nel gennaio 2009 divenne Ceo ad interim, il titolo ha guadagnato più del 2.000%
iStock

Apple ha conquistato per la prima volta i mille miliardi di dollari di capitalizzazione, soglia già sforiata ieri sulla scia di una trimestrale record. Ieri il titolo aveva superato i 200 dollari per la prima volta. Oggi ha raggiunto, seppur per poco, i 207,05 dollari necessari per arrivare a quella pietra miliare. Il produttore dell'iPhone si conferma così l'azienda più grande al mondo in termini di capitalizzazione.

Con lo scatto del suo titolo, Apple ha battuto in primis Amazon ma anche Alphabet e Microsoft, gruppi che a loro volta puntavano a conquistare per primi una capitalizzazione di mille miliardi di dollari. Il colosso americano del commercio elettronico guidato da Jeff Bezos è indietro rispetto al produttore dell'iPhone mostrando un valore di 885,7 miliardi. Per Apple si tratta di una conquista simbolica, raggiunta soltanto una volta da un'altra azienda nel giorno del suo debutto in borsa nel 2007: il colosso cinese PetriChina.

L'andamento del titolo Apple segna il successo della gestione Tim Cook, l'uomo chiamato a sostituire il cofondatore Steve Jobs, morto nel 2011 all'età di 56 anni per un tumore al pancreas. Cook ha saputo sconfiggere gli scettici convinti che l'eredità di Jobs fosse troppo pesante da potere gestire (un po' come per quella lasciata da Sergio Marchionne a Mike Manley in Fca). Da quando nel gennaio 2009 divenne Ceo ad interim, il titolo Apple ha guadagnato più del 2.000%.

Con lui, gli iPhone - specialmente quelli di alta gamma - sono rimasti il prodotto di punta dell'azienda, come dimostrato dall'ultima trimestrale: tra aprile e giugno gli smartphone hanno generato 29,9 miliardi di fatturato (+20% annuo) sui ricavi totali di gruppo di 53,3 miliardi (+17%). Tuttavia, sotto la guida di Cook Apple sta diventando sempre di più un'azienda anche di servizi, attività che stanno macinando record in termini di vendite. Fondata nel 1976 con la missione di rendere i computer (allora macchine grosse e complicate) un prodotto di massa, Apple già negli anni '80 era uno dei marchi più riconoscibili al mondo.

Arrivata sull'orlo della bancarotta - alla fine del 1996 aveva perso 867 milioni di dollari - l'azienda che nel 1985 aveva cacciato il suo fondatore, ha saputo poi reinventarsi condizionando le vite dei consumatori di tutto il mondo. Nel 2001 ci fu il lancio dell'iPod dimostrando che il gruppo non faceva solo computer. Sei anni dopo ci fu il debutto dell'iPhone, il prodotto che ha davvero reso Apple quella che è oggi. Quando Jobs annunciò per primo lo smartphone, Apple valeva 73,4 miliardi. Quando Cook, già direttore operativo, fu confermato Ceo nell'agosto 2011 il valore di Apple era di 346 miliardi. Ora che ne vale mille miliardi, Apple ha davanti a se il lancio di prodotti e servizi per cui Cook si è detto "entusiasta" nella call di marted" scorso. A settembre sono attesi i nuovi iPhone mentre il gruppo lavora alla tecnologia per la guida autonoma, alla realtà aumentata e a un nuovo servizio di video in streaming per cui a giugno aveva annunciato una partnership per la produzione di programmi con Oprah Winfrey, la regina dei talk show americani.

Altri Servizi

Nuovo fronte di Trump contro la Cina: Usa fuori da trattato postale internazionale

Fu creato nel 1874 ed era pensato per agevolare lo sviluppo di nazioni povere concedendo commissioni basse per le spedizioni di pacchi. Per Washington, Pechino se ne è approfittata

Il presidente americano, Donald Trump, vuole aprire un nuovo fronte nella sua battaglia commerciale con la Cina. Come? Ritirando gli Stati Uniti da un trattato postale vecchio di 144 anni che ha permesso alle aziende cinesi di inviare pacchi di piccole dimensioni in Usa a un tasso decisamente scontato.

Per il terzo mese di fila la Cina riduce i Treasury in suo possesso

Ad agosto la quantità in mano a Pechino è scesa ai minimi del giugno 2017 ma il calo non è significativo. Anche il Giappone ha venduto mentre l'Arabia Saudita ha comprato

Per il terzo mese di fila, ad agosto, la Cina ha ridotto la quantità di Treasury in suo possesso portandola ai minimi del giugno 2017, quando erano a 1.147 miliardi di dollari.

Netflix: la crescita degli abbonati straccia le stime

Utili triplicati nel terzo trimestre. Ricavi cresciuti più del previsto (+34% a 4 miliardi di dollari). Aumenta la cassa bruciata. Pesano investimenti in contenuti originali
iStock

Nel terzo trimestre del 2018, Netflix è tornato a sorprendere in positivo, motivo per cui il titolo a Wall Street ieri nell'after-hours era arrivato a guadagnare fino al 13%: il gruppo di video in streaming ha registrato un aumento degli abbonati superiore alle stime, cosa che ha fatto venire meno i timori di un rallentamento che erano sorti con la trimestrale precedente. Il gruppo ha inoltre visto triplicare gli utili rispetto a un anno prima e ha registrato ricavi in aumento del 34%, più del previsto, anche se ha continuato a bruciare cassa a un passo più rapido che in passato. Il tutto mentre investe sempre di più sui contenuti, per i quali secondo gli analisti spenderà quest'anno 12 miliardi di dollari, 4 miliardi in più di quelli annunciati dall'azienda.

Google: i produttori di smartphone in Europa dovranno pagare per avere app del gruppo

La controllata di Alphabet passa a un modello di business a pagamento, conseguenza della multa Ue per abuso di posizione dominante con Android

Google cambia modello di business in Europa, dove lo scorso 18 luglio la controllata di Alphabet è stata colpita dalla Commissione europea con una multa di 4,34 miliardi di euro per abuso di posizione dominante con Android (il suo sistema operativo per dispositivi mobili).

Il rimbalzo dei ricavi di International Business Machines (Ibm) si è fermato dopo soli tre trimestri. E le vendite legate al cloud computing hanno deluso. Questo spiega perché il titolo del gruppo IT sta scivolando nel dopo mercato a Wall Street (-3,7%).

Trump contro Mattis: "È una sorta di democratico, potrebbe andarsene presto"

Il presidente americano in un’intervista alla Cbs ha parlato del rapporto con il segretario alla Difesa

Donald Trump continua a lanciare messaggi ai membri della sua amministrazione. Ultimo in ordine di tempo è il segretario alla Difesa, il generale Jim Mattis, sul quale il tycoon si è espresso durante un’intervista a "60 Minutes" sulla Cbs. "È una sorta di democratico" ha detto il tycoon che ha ammesso di non sapere se Mattis lascerà o meno il suo incarico.

Facebook riduce a 30 mln il numero di account colpiti da recente attacco hacker

I pirati informatici hanno avuto accesso a email, numeri di telefono e nomi di 15 milioni di persone. L'Fbi indaga. Bocche cucite su chi sia il responsabile dell'intrusione. Intatte le app Messenger, WhatsApp e Instagram
AP

Sono 20 milioni di meno gli account Facebook colpiti dai problemi di sicurezza scoperti il 25 settembre. Il gruppo ha tagliato a 30 milioni da 50 milioni il numero di account di cui gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità associata alla funzione (in inglese "view as") che consente agli utenti di vedere i loro profili come se fossero uno dei loro amici.

"Sip Trip": il viaggio a tappe in Italia con cui il sommelier di Bastianich vuole ingolosire gli Usa

Al via le registrazioni della serie YouTube di Jeff Porter, direttore beverage dell'impero della celebre chef. Dalla Lombardia alla Campania per condividere piatti e vini del nostro Paese

A lui i "superlativi" non piacciono e dunque non si spingerà mai a dire che l'Italia è il migliore produttore di vini in assoluto. Eppure l'Italia sta diventando la "seconda casa" di Jeff Porter. Ed è la "prima porta" di quella casa che il sommelier americano vuole aprire allo spettatore di "Sip Trip", una mini serie su YouTube da lui ideata e che sta per essere girata nelle regioni italiane famose per il loro vino con tappe nelle cantine migliori, dal Veneto al Piemonte passando per Lombardia, Toscana, Umbria e Campania.

Nyt: Kushner non ha pagato tasse per anni

Il genero di Donald Trump ha usufruito di pesanti sgravi fiscali nel periodo tra il 2009 e il 2016

Nel periodo tra il 2009 e il 2016 Jared Kushner, genero di Donald Trump e consigliere della Casa Bianca, non ha pagato tasse o ne ha pagate pochissime. A scriverlo è il New York Times che cita documenti finanziari riservati tra cui carte compilate, con la collaborazione dello stesso immobiliarista, da un istituto finanziario in vista della concessione di un prestito.

Il primo anno fiscale completo di Trump chiuso con deficit al top del 2012

E' salito del 17% a 779 miliardi di dollari, top del 2012. Come percentuale del Pil, il dato è cresciuto al 3,9% dal 3,5%. Timori su sostenibilità dei conti pubblici

Nel primo anno fiscale completo dell'era Trump, il deficit federale americano è salito ai massimi di sei anni fa. E' l'effetto della politica fiscale espansiva voluta dal presidente Donald Trump, fatta di tagli alle tasse e maggiori spese (anche militari).