Apre a New York la sede di rappresentanza della Banca Popolare di Vicenza

Il presidente: non potevamo non essere presenti su un mercato così importante

"Non potevamo non essere presenti su un mercato importante come quello americano". Gianni Zonin, presidente di Banca Popolare di Vicenza, è diretto ed efficace come solo un imprenditore che conosce bene il terreno su cui si sta muovendo riesce ad essere. Dopo avere esportato i suoi vini negli Stati Uniti oltre trent'anni fa (ha acquistato il terreno in Virginia su cui è nata Barboursville Vineyard nel 1976), ora ci riprova anche con Banca Popolare di Vicenza, di cui è presidente. Campi molto differenti, ma il principio è sempre lo stesso: "vincere la sfida dell'export costituisce un'enorme opportunità di sviluppo per le imprese italiane ed è una grande occasione per il rilancio dell'economia italiana", ha detto durante l'inaugurazione della nuova sede di rappresentanza a Manhattan.

Dagli uffici al 35esimo piano del Fueller Building, storico edificio art decò su Madison Avenue, l'istituto bancario italiano si mette a disposizione dei propri clienti, facendo da intermediario e aiutandoli a vari livelli a inserirsi sul mercato americano (tra i servizi offerti in particolare assistenza legale e fiscale, consulenza nella ricerca di possibili clienti e partner commerciali, attività di correspondent banking per canalizzare i pagamenti o risolvere i problemi bancari). "Confrontarsi con il mercato americano può non essere semplice, contrariamente a quanto si pensa. Grazie a noi, i nostri clienti hanno un punto di riferimento preciso", ha detto Zonin. Quella di New York è la quinta sede di rappresentanza di Banca Popolare di Vicenza, che tra il 2000 e il 2011 aveva inaugurato quelle di Hong Kong, Shanghai, Nuova Delhi e San Paolo. "Il nostro lavoro qui è prendere per mano e guidare i nostri clienti, e potenziali investitori negli Stati Uniti. Non abbiamo servizi retail e corporate, facciamo da intermediari. Collaboreremo in questo senso con grandi banche americane, tra cui JpMorgan Chase e Wells Fargo", ha detto Gianni Sellers, responsabile della sede di New York.

In un momento in cui l'economia italiana sta attraversando un momento difficile, proprio una strategia centrata su un aumento delle esportazioni potrebbe essere la chiave di volta per sostenere la crescita e la ripresa. "Il Governo sta agendo con professionalità e serietà, ma deve riuscire a centrare due priorità: il rilancio del turismo e un aumento delle esportazioni, che sono le due grandi risorse che ha il nostro Paese", ha spiegato Zonin, che fa dell'ingresso di Banca Popolare di Vicenza negli Stati Uniti una sorta di missione a favore dell'Italia. "Abbiamo il dovere di aiutare i nostri clienti e abbiamo un dovere verso l'Italia e per questo facciamo il massimo". Fare il massimo vuole appunto dire agevolare l'ingresso sul mercato americano dei clienti italiani, ("saranno alcune decine di migliaia, in tutti i settori industriali, perché in Italia ci sono tante aziende grandi e medie, ma tantissime piccole imprese", ha detto Zonin) quelli grandi, per esempio Diesel, Benetton, Stefanel, Coin, De Longhi e Dainese, ma soprattutto "quelli piccoli, che hanno bisogno di essere accompagnati e non sanno da dove cominciare". 

Banca Popolare di Vicenza va dunque contro tendenza rispetto alle altre grandi banche, che negli ultimi anni hanno lasciato gli Stati Uniti. "Bisogna avere un ideale e sapere dove si vuole andare. Noi pensiamo che aiutando l'export aiutiamo le aziende, l'Italia e noi stessi. Ognuno fa le sue scelte, noi andiamo per questa strada e continuiamo in questo senso", ha detto Zonin, ricordando che la banca sta guardando anche alla Russia per un'altra sede di rappresentanza. Ma è questo il momento giusto per fare un passo del genere negli Stati Uniti, dove ci sono sì segnali di miglioramento del comparto manifatturiero, ma la ripresa stenta comunque a decollare? "Credo di sì, perché l'Italia è cambiata. Con il Governo Monti ha recuperato una credibilità che prima non aveva e l'azione di questo Governo è stata molto importante, è stato eliminato il rischio di default", ha detto Andrea Monorchio, vicepresidente della banca, sottolineando che "quest'anno e il prossimo saranno difficili, ma nel 2013 l'economia dovrebbe ripartire e per questo la nostra decisione arriva in un momento abbastanza buono".