Caso Khashoggi: Trump sembra disposto a credere al mea culpa saudita: interrogatorio finito male

Sotto il pressing internazionale, Riad si prepara a puntare il dito contro presunte mele marce
AP

L'Arabia Saudita si prepara ad ammettere che il giornalista saudita Jamal Khashoggi - scoparso dal 2 ottobre scorso quando entrò nel consolato del suo Paese a Istanbul, Turchia - è morto per via di un interrogatorio andato male. E Donald Trump sembra disposto a credere a questa spiegazione, come suggerito ieri quando ha parlato della potenziale responsabilità di "malviventi".

Secondo le indiscrezioni di Cnn, l'Arabia Saudita ammetterà anche di avere pianificato un rapimento di Khashoggi per riportarlo presumibilmente nella sua patria. Ciò confermerebbe quanto sostenuto fino ad ora dalla Turchia, che ha detto di avere file audio e video che confermano la tortura del giornalista in auto esilio da in anno in Usa e che era andato nella sede consolare saudita a Istanbul per ottenere documenti sul suo divorzio necessari per potersi risposare.

Stando all'emittente, le autorità saudite prenderanno i dovuti provvedimenti contro i responsabili di quanto accaduto per mano - forse - di funzionari d'intelligence privi dei via libera necessari. Una mossa serve per punire le presunte mele marce e salvare la faccia a Riad. In una telefonata con Trump, il re Salman aveva negato di essere a conoscenza di quanto successo al reporter che scriveva sul Washington Post e che era critico del principe erede al trono Mbs. La nazione - il principale esportatore di greggio e importare di armi - ha lanciato un'inchiesta interna promettendo alle autorità turche un sopralluogo nella sede consolare teatro di una tragedia che era già data per certa da tutto il mondo.

Resta da capire come l'America di Donald Trump e la comunità internazionale reagiranno a un simile mea culpa. Sabato scorso il 45esimo presidente Usa aveva promesso una "punizione severa" nel caso in cui Riad fosse responsabile dell'assassinio di Khashoggi. L'Arabia Saudita aveva risposto promettendo azioni ancora più forti a qualsiasi ritorsione. La minaccia è sembrata un riferimento alla volontà di usare il rialzo dei prezzi del greggio come arma politica.

Intanto sempre più top manager come il Ceo di Jp Morgan hanno deciso di non partecipare più alla cosiddetta "Davos nel deserto", un duro colpo all'immagine riformista di Mbs, di cui prevale sempre di più un lato oscuro. E inquietante.

Altri Servizi

Car2go sospende il servizio a Chicago: troppi furti e frodi

Oltre 100 auto rubate nell’ultima settimana, 21 persone denunciate dalla polizia

Car2Go ha sospeso il suo servizio di car sharing a Chicago dopo aver subito il furto di decine di auto nell’ultima settimana. L’azienda ha annunciato che la sospensione è temporanea e che sta collaborando con la polizia per risolvere la questione. Come riporta il Washington Post, oltre 100 vetture sono state rubate grazie a delle iscrizioni fasulle all’app di Car2Go, fatte utilizzando carte di identità falsi associate a carte di credito rubate.

Wall Street, giornata di dati e trimestrali

Attesi i dati sui sussidi e sulle vendite al dettaglio. Tra i conti, quelli di American Express
AP

Trump deride ex membri del suo staff: dichiarazioni a Mueller sono "totali stronzate"

Il presidente attacca coloro che alla fine lo hanno salvato dall'accusa di ostruzione alla giustizia (ignorando i suoi ordini). Commissione Giustizia alla Camera Usa vuole rapporto Mueller completo entro l'1 maggio
Ap

All'indomani della pubblicazione del rapporto con cui, dopo 22 mesi, il procuratore speciale Robert Mueller ha messo fine al suo lavoro di inchiesta sul cosiddetto Russiagate, Donald Trump è tornato alla carica. Dopo avere festeggiato per non essere stato accusato di collusione con Mosca e di ostruzione alla giustizia, il 45esimo presidente americano ha definito "pazzo" il rapporto stesso e "totali stronzate" alcune dichiarazioni fornite a Mueller da vari testimoni.

AP

Nel primo trimestre del 2019, Netflix ha saputo attrarre un numero record di abbonati paganti ma le previsioni per i tre mesi in corso sono risultate deboli.

Poco importa che sia disponibile gratuitamente online. Alcuni gruppi editoriali hanno deciso di pubblicare in formato libro il rapporto da 448 pagine che da ieri, 18 aprile, è disponibile in Pdf per tutti seppure con omissis. E Amazon ha deciso di lanciare un audiolibro a un prezzo ispirato a "1984", il celebre romanzo distopico di George Orwell.

De Niro ancora contro Trump: "Abbiamo un aspirante gangster alla Casa Bianca"

L’attore americano ha parlato al The Late Show dove ha nuovamente puntato il dito contro il presidente americano

Continua lo scontro a distanza tra Robert De Niro e Donald Trump. Ospite del The Late Show condotto da Steven Colbert, il leggendario attore newyorchese ha definito il presidente degli Stati Uniti "un aspirante gangster", "un totale perdente" e un "fesso". L’intervista, andata in onda venerdì sera, è stata in realtà registrata martedì, dunque due giorni prima della pubblicazione del rapporto sul Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller.

La rivista Time: Salvini tra le 100 persone più influenti al mondo

Presenti altri due italiani: lo chef Massimo Bottura e il direttore creativo della maison Valentino, Pierpaolo Piccioli. Per le sei copertine, scelti Taylor Swift, Dwayne Johnson, Sandra Oh, Nancy Pelosi, Gayle King e Mohamed Salah
AP

La cantante Taylor Swift, l'attore e wrestler Dwayne Johnson, l'attrice Sandra Oh, la speaker della Camera statunitense Nancy Pelosi, la giornalista Gayle King e il calciatore egiziano del Liverpool Mohamed Salah sono le persone scelte dalla rivista statunitense Time per le sei copertine del numero dedicato alle cento persone più influenti al mondo. La lista, stilata annualmente, comprende tre italiani: il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, inserito tra i 26 leader più influenti al mondo; lo chef Massimo Bottura, inserito tra i pionieri, e Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison Valentino, tra le icone.

Columbine, 20 anni fa la strage del liceo di Littleton

Gli Stati Uniti ricordano le vittime mentre i Dem chiedono leggi per il controllo sulle armi

Sono passati 20 anni dalla strage di Columbine, ancora oggi ricordata come uno dei più sanguinosi massacri mai avvenuti in una scuola degli Stati Uniti. Era infatti il 20 aprile 1999 quando Eric Harris, 18 anni, e Dylan Klebold, 17 anni, entrarono nel loro liceo di Littleton - piccolo sobborgo di Denver, in Colorado - armati di pistole, fucili e bombe artigianali, e aprirono il fuoco contro i loro compagni e professori. In 23 minuti uccisero 12 studenti e un insegnante ferendo 24 persone. Poi si tolsero la vita.

Apple e Qualcomm mettono fine alla guerra sulle royalties: c'è accordo

Il titolo del produttore di microprocessori scatta al rialzo: il produttore dell'iPhone verserà denaro. Siglata intesa di licenza di sei anni

E' finita con un patteggiamento la sfida legale da 30 miliardi di dollari tra Apple e Qualcomm. All'indomani dell'inizio di un processo che sarebbe dovuto durare quattro settimane in un tribunale di San Diego (California), le due aziende hanno trovato un'intesa. 

Joe Biden, il vice presidente di Barack Obama, annuncerà la sua candidatura alle elezioni presidenziali americane del 2020 il prossimo mercoledì 24 aprile. E lo farà con un video. Ad anticiparlo sono state alcune fonti alla rivista The Atlantic.