Argentina: ISDA accoglie richiesta Ubs, deciderà sui Cds

L'organismo è chiamato a stabilire se il default di Buenos Aires fa scattare il pagamento delle assicurazioni contro il fallimento dei bond argentini

L'International Swaps and Derivatives Association (ISDA), accogliendo la richiesta avanzata da Ubs, deciderà se l'incapacità di pagare gli interessi su certi bond da parte dell'Argentina - che ieri è caduta in default - fa o meno scattare il pagamento di contratti siglati per proteggersi dal fallimento del Paese stesso, i cosiddetti credit default swap.

Il comitato dell'ISDA - composto da banchieri, trader e gestori di fondi e di cui fa parte curiosamente anche Elliott Management, uno degli hedge fund con cui Buenos Aires non ha trovato un accordo sul debito provocando il secondo default della nazione in 13 anni - si riunirà domani alle 11 orario di New York, le 17 in Italia. Tre ore dopo si terrà l'udienza del giudice americano Thomas Griesa, colui che sovrintende la disputa tra Argentina e un gruppo di fondi (NML Capital, divisione di Elliott Management, e Aurelius Capital Management) che chiedono di essere rimborsati pienamente per i bond su cui il Paese era fallito nel 2001.

Sarà quel comitato a decidere se ieri, con il fallimento delle trattative, si è verificato il cosiddetto "credit event", definito dall'ISDA come l'incapacità del soggetto che ha emesso bond di "effetturare, quando e dove è previsto, qualsiasi pagamento in un ammontare aggregato non inferiore al pagamento richiesto in base a uno o più obblighi".

Il punto è che l'Argentina aveva depositato presso la Bank of New York Mellon la cifra dovuta ai creditori, che però non hanno ricevuto nulla per via di una decisione del 2012 del giudice Griesa (e confermata lo scorso giugno dalla Corte Suprema Usa) che impedisce al governo di Cristina Fernandez di effettuare quei pagamenti se prima non vengono rimborsati gli hedge fund che - diversamente dagku aktru creditori - non accettarono le ristrutturazioni del debito del 2005 e 2010.

L'impressione è che ISDA dirà che l'Argentina è fallita facendo dunque scattare il pagamento dei cds.

Secondo la Depository Trust & Clearing Corp, al 25 luglio c'erano 20,7 miliardi di dollari di credit default swaps in circolazione sul debito argentino.

Questa mattina servivano 5,3 milioni di dollari per assicurare 10 milioni di dollari di bond per cinque anni, più 500.000 dollari annuali. Si tratta di un rialzo dell'80% rispetto a ieri.