'Occupy Together', lo spot pubblicitario degli indignados di Wall Street

E intanto arriva l'endorsement scomodo dell'American Nazi Party
Nello slide show, foto di Andrea Marinelli Andrea Marinelli

Sempre più organizzato, Occupy Wall Street, il movimento di protesta contro il sistema finanziario arrivato il 17 ottobre al suo primo mese di vita, ora ha anche uno spot pubblicitario, oltre alla sua colonna sonora. Cosa vogliono i manifestanti? Un reale dibattito politico, che le persone abbiano voce in capitolo a Washington e non le grandi aziende, pace al posto della militarizzazione, giustizia economica, maggiore regolamentazione del sistema bancario.

Come del resto era stato più ampiamente spiegato la settimana scorsa nello statuto economico, un documento aperto (sul modello dei file di Wikipedia) a cui chiunque poteva accedere per apportare modifiche e meglio precisare il messaggio del movimento.

Il video, trenta secondi esatti, mostra i volti della prostesta, manifestanti pacifici, giovani e adulti, uomini e donne, nello spirito di uguaglianza del movimento. Il video è firmato da David Sauvage e da Occupy Together, come si legge sul sito stesso "un hub non ufficiale di tutti gli eventi che si stanno diffondendo in tutto il Paese".

OCCUPY TOGETHER! from David Sauvage on Vimeo.

Nella giornata in cui è stato diffuso il video, un elogio alla tolleranza e al pacifismo, è arrivato anche l'endorsement, scomodo e probabilmente non desiderato, dell'American Nazy Party, l'organizzazione politica statunitense più articolata tra quelle che si richiamano all'originario partito nazista. Con un comunicato sul proprio sito web, l'Anp ha dato il proprio sostegno a Occupy Wall Street.

“Vi invitiamo con urgenza a prendere parte alla protesta”, si legge nel comunicato non firmato apparso su internet, in cui si sottolinea che "è un movimento fatto su misura per i National Socialist" (l'Anp è anche noto come National Socialist Party).

Una delle ragioni fondamentali per unirsi all'occupazione sembra essere etnico: “la maggior parte dei banchieri di Wall Street è ebrea”. Proprio per questo, viene incoraggiata la creazione e diffusione di volantini che “spieghino l'influenza dei banchieri ebrei”, i quali, conclude il comunicato, “hanno ingannato la classe operaia bianca”.

Andrea Marinelli
Andrea Marinelli
Andrea Marinelli
Andrea Marinelli
Andrea Marinelli