Arriva Vox, il nuovo sito di Ezra Klein (ex Washington Post)

Il blogger 29enne nella nuova avventura tra giornalismo e tecnologia. Ma la nostra testata sarà sempre un "work in progress"

Lo aveva annunciato lo scorso 21 gennaio, dopo aver lasciato il Washington Post e il fortunato blog di politica da lui fondato Wonkblog. Nella notte di domenica il giornalista Ezra Klein è andato online con Vox.com, sito con poco più di 20 redattori e un budget per più anni di circa 10 milioni di dollari: l'idea alla base dell'impresa è quella di diffondere notizie mescolando il giornalismo più autorevole alle nuove tecnologie.

Ci era riuscito su un altro terreno già con Wonkblog che in pochi anni sei era trasformato in una miniera d'oro per il quotidiano di Washington DC, con 4 milioni di pagine visitate al mese. Klein, 29 anni, pur sostenendo che il Washington Post sia una pubblicazione eccellente - racconta al New York Times - ha lasciato perché voleva uscire dalle dinamiche della carta stampata, dove tutte le redazioni lavorano per arrivare alla pubblicazione del giornale in edicola. Ma soprattutto il blogger sognava di creare qualcosa di nuovo grazie al sostegno di Vox Media, un gruppo in costante crescita che possiede siti come il portale dedicato allo sport, SB Nation, e il sito di tecnologia, The Verge.
Secondo Klein, Vox Media aveva gli strumenti che lui stava cercando: "Dopo il primo incontro abbiamo capito che saremmo andati lì" a sviluppare il nostro progetto, ha detto il blogger. Punto di forza dei siti di Vox Media è Chorus, il sistema editoriale che permette ai redattori di usare tutte le potenzialità della rete: è facile condividere una foto, dà la possibilità di discutere direttamente coi lettori e ha molti altri strumenti del giornalismo online del futuro.

Vox Media sta aumentando in maniera esponenziale i suoi lettori e le sue pubblicazioni: dal 2008 - anno della sua nascita - a oggi ha raccolto circa 80 milioni di dollari di capitali da diversi investitori tra i quali figura Comcast Interactive Capital. Adesso - come si legge nell'editoriale di presentazione del sito - Klein e soci sono pronti a lavorare sulla nuova piattaforma con un'indicazione da non dimenticare: "Saremo sempre un work in progress".

Klein è solo l'ultima star del giornalismo americano a lasciare la propria testata. Nate Silver, la star del New York Times delle statistiche politiche, ha abbandonato il quotidiano per rilanciare FiveThirtyEight, in collaborazione con Espn. I fondatori di AllThingsD, Kara Swisher e Walt Mossberg, hanno aperto il loro nuovo sito di tecnologia abbandonando il Wall Street Journal.

E ancora Glenn Greenwald, l'ex giornalista del Guardian che ha fatto esplodere lo scandalo Datagate, ha lanciato First Look Media. Infine Andrew Sullivan, il blogger di Atlantic e del Daily Beast, si fa finanziare direttamente dai suoi lettori.

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"Il mio lavoro più bello è questo". Marco Glaviano non indica una ventenne Paulina Porizkova, nuda, nascosta da grandi foglie verdi e umide. Non indica lo sguardo profondo di Claudia Schiffer o un bacio mandato dalle labbra di una giovanissima Cindy Crawford con gli occhi chiusi e un ciuffo ribelle di capelli sul viso. Sta per inaugurare la sua nuova mostra a New York. Ma non è alle opere esposte fino al 15 giugno prossimo alla Space Gallery St Barth/Soho a cui il famoso fotografo fa riferimento, ma a un libro mai pubblicato, sul quale ha iniziato a lavorare nel 1965. "Ne ho pubblicati 15 ma questo non ancora". Il contenuto? Ritratti di jazzisti. "La mia grande passione".

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