Assange, il governo del Regno Unito dà il via libera all'estradizione negli Usa

L'annuncio del ministro degli Interni a Bbc Radio, ora si aspetta la decisione del tribunale. Il fondatore di WikiLeaks accusato di 18 reati

Il ministro degli Interni del Regno Unito, Sajid Javid, ha detto a Bbc Radio di aver firmato la richiesta statunitense di estradizione per Julian Assange, il fondatore di WikiLeaks, accusato negli Stati Uniti di 18 reati. "È in carcere perché ha violato la legge del Regno Unito. C'è una richiesta di estradizione dagli Stati Uniti che sarà domani valutata in tribunale, ma ieri ho firmato l'ordine di estradizione e l'ho certificato" ha detto il ministro.

Il fondatore di WikiLeaks è accusato di 18 reati relativi alla pubblicazione, nel 2010, di informazioni segrete del dipartimento della Difesa, ottenute con la collaborazione di Chelsea Manning, ex soldato dell'esercito, che hanno svelato i crimini di guerra commessi dai militari statunitensi in Iraq e Afghanistan. Nessuna accusa riguarda il cosiddetto Russiagate. Il trattato con il Regno Unito impedisce agli Stati Uniti di perseguire Assange per qualsiasi altro crimine oltre a quelli specificati nella richiesta di estradizione, a meno che questi crimini non vengano commessi successivamente.

Gli Stati Uniti si sono appellati all'Espionage Act per accusare Assange, il primo giornalista/editore incriminato per il suo lavoro. "L'Espionage Act non fa distinzioni tra giornalisti e non giornalisti" ha detto recentemente Matthew Miller, portavoce del dipartimento di Giustizia sotto la presidenza Obama, al New York Times, riferendosi alla legge che Assange avrebbe violato e che, di fatto, equipara i giornalisti ai traditori che passano informazioni a potenze nemiche; la legge non consente alcuna difesa a giornalisti ed editori, che non possono quindi far valere il pubblico interesse a rivelare determinate informazioni, in questo caso i crimini di guerra commessi dai soldati statunitensi. 

Accuse che aprono un nuovo fronte nella lotta dell'amministrazione contro la diffusione di notizie segrete: se in precedenza le accuse erano sempre state rivolte a chi aveva fornito il materiale classificato, come Manning - condannata a 35 anni di carcere, graziata dal presidente Barack Obama e ora di nuovo in prigione per essersi rifiutata di testimoniare davanti al grand jury sulle sue interazioni con Assange - ora si cerca di punire chi lo ha reso pubblico.

La figura di Assange, un giornalista non convenzionale, è piuttosto controversa: c'è chi lo considera un paladino della libertà di stampa, chi invece lo accusa di essere al servizio dei russi (Assange ha pubblicato le e-mail rubate al partito democratico prima delle elezioni, danneggiando la candidatura di Hillary Clinton). Assange, 47 anni, sta scontando una condanna a 50 settimane di prigione nel Regno Unito per aver infranto la libertà condizionale nel 2012 ed essersi rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador, dove è rimasto fino a poche settimane fa, per evitare l'estradizione in Svezia, dove era ricercato per stupro. Le autorità svedesi hanno riaperto il caso contro di lui - che era stato chiuso nel 2017 - ma un tribunale di Uppsala ha bloccato la richiesta di estradizione.

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