North Carolina, associazione offre 300 dollari ai tossicodipendenti: "Fatevi sterilizzare"

La fondatrice del gruppo accusata di razzismo e progetti eugenetici

Una controversa associazione nonprofit con base nel North Carolina cerca di convincere, a suon di denari, donne tossicodipendenti a farsi sterilizzare. Il gruppo, ‘Project Prevention’, ha appeso dei poster nelle cliniche e nei ripari per senzatetto: nei manifesti frasi essenziali e dirette, studiate apposta per raggiungere in maniera efficace le donne tossicodipendenti, e fotografie di neonati. Gli slogan usati sono crudi: "Non lasciare che una gravidanza ti privi della tua assuefazione alla droga" o "Questa bambina ha gli occhi del padre e la dipendenza all’eroina della madre".

Barbara Harris, che fondò l'associazione nel 1997, dopo aver adottato quattro bambini nati da un'eroinomane di Los Angeles, insiste però nel difendere la sua iniziativa: “Cerco solo di evitare che ci siano delle gravidanze indesiderate, che portano alla nascita di bambini che vengono affidati, nel migliore dei casi, ad orfanotrofi statali. Penso sia molto importante che la gente capisca che la maggior parte delle donne che vengono sterilizzate dalla nostra associazione hanno già avuto diverse gravidanze e non vogliono prendersi cura dei figli; nessuno forza nessuno, è una loro scelta” ha dichiarato Harris al giornale ‘Daily News’.

Harris ha precisato che le ultime venti donne che in cambio di soldi si sono sottoposte all’operazione di sterilizzazione avevano avuto precedentemente, in totale, 108 gravidanze: “Trenta delle gravidanze in questione si erano concluse con un aborto, con bambini nati già morti o deceduti poco dopo la nascita, mentre i restanti settantotto bambini sono tutti finiti in orfanotrofio. Pensare che queste donne continuino liberamente a fare figli perché un giorno potrebbero decidere di ripulirsi e diventare delle buone madri è solo un’utopia”.

Betsy Hartmann, professoressa di sociologia al Massachusetts’ Hampshire College, ha accusato ‘Project Prevention’ di “razzismo cammuffato”: “Project Prevention si rivolge nella maggior parte dei casi a donne di colore" ha dichiarato Hartmann.  "Essenzialemente il programma prende di mira la parte più vulnerabile della popolazione, sviluppando una politica di stampo eugenetico” ha aggiunto. Ma Barbara Harris si difende, facendo leva sulla sua personale esperienza: “Questi poveri bambini nascono tossicodipendenti, devono passare mesi in terapia, e spesso gli organi interni subiscono danni irreversibili”.

‘Project Prevention’ offre 300 dollari alle donne che decidono di sottoporsi alla sterilizzazione tubarica, operazione chirurgica che le renderà permanentemente impossibilitate ad avere bambini. Soluzioni meno drastiche sono l'uso di 'Implanon' o 'Depro-Provera', due metodi anticoncezionali sottocutanei che funzionano tramite rilascio ormonale e hanno una durata di tre anni. L’associazione si rivolge anche agli uomini, offrendo vasectomie, ma delle 4.097 persone entrate nel programma di ‘Project Prevention’, solo 72 sono di sesso maschile.

Harris ha respinto con decisione l’accusa di razzismo, dimostrando come in realtà i due terzi delle ‘clienti’ sono donne bianche, ma questa non è l’unica critica che viene mossa alla sua associazione, accusata di violare i diritti civili e di essere sostanzialmente illegale. “Tutto ciò che associa la sterilizzazione permanente ai soldi è per forza un’idea sbagliata – ha dichiarato al ‘Daily News’ il professore di bioetica della New York University, Arthur Caplan – le donne a cui l’associazione si rivolge sono spesso molto giovani ed impressionabili, e prendono con leggerezza una scelta così importante ed irreversibile. Penso che questa associazione dovrebbe essere del tutto smantellata. L’unica soluzione reale e sensata è l’educazione sessuale e l’inserimento delle donne tossicodipendenti in efficaci programmi di recupero e terapia”.

Il professor Caplan ha aggiunto: “Non bisogna giustificare questo tipo di atteggiamento, anche se può sembrare sensato quando si parla di tossicodipendenti: lo stesso ragionamento, a rigore di logica, potrebbe essere fatto un domani anche con chi soffre di pressione alta o di diabete”. Malgrado le critiche, in molti continuano a supportare ‘Project Prevention’: sulla pagina Facebook dell'associazione, che Barbara Harris aggiorna continuamente con il numero di ‘clienti’ che si sono sottoposte al programma, ci sono già 2000 fan.