AT&T e Time Warner: la decisione sulle nozze condizionerà l'M&A

L'annuncio di un giudice federale atteso il 12 giugno intorno alle 22 italiane. Ricadute per la sfida di Comcast a Disney e l'acquisto di Aetna da parte di CVS

E' iniziato il conto alla rovescia per la decisione di un giudice federale sulle nozze da 85,4 miliardi di dollari tra AT&T e Time Warner. Da quella decisione, attesa martedì 12 giugno, dipenderanno accordi di fusione e acquisizione che sono destinati a rivoluzione il settore delle tlc e quello dei media. 

Chiamando in causa più o meno indirettamente Madison Avenue (capitale della pubblicità), Hollywood e Silicon Valley, il caso antitrust avrà ricadute notevoli. Da esso dipenderà per esempio il contrattacco di Comcast contro Walt Disney per aggiudicarsi asset di 21st Century Fox. Anche T-Mobile US e Sprint stanno a guardare il destino del loro più grande competitor mentre si preparano a fondersi. E pure operazioni in settori diversi potrebbero essere condizionate: è il caso  dell'acquisizione di Aetna da parte di CVS.

Sostanzialmente, se il merger tra la compagnia telefonica e il colosso media che controlla Cnn verrà bloccato, la voglia di M&A tra gli executive americani potrebbe venire meno. Se invece arriverà un via libera, è attesa un'ondata di fusioni e acquisizioni.

Quando, nel novembre 2017, la Giustizia Usa bloccò le nozze tra AT&T e Time Warner, gli analisti furono stupiti. Il motivo? I due gruppi sono attivi in industrie collegate ma non hanno prodotti che si fanno concorrenza. Uno produce contenuti, l'altro li distribuisce. Quello che viene chiamato in gergo tecnico 'merger verticale' tipicamente ha sempre superato la prova dei regolatori senza troppe concessioni. Per questo molti analisti si aspettano che a vincere la partita siano le due aziende. Tuttavia, il giudice potrebbe dare l'ok al merger ma a certe condizioni.

La tesi della Giusizia Usa è che la fusione tra le due aziende lede i consumatori perché insieme le due società finiranno per alzare i prezzi e indebolire i rivali più nuovi. Per A&T e Time Warner, invece, le loro nozze sono necessarie per sopravvivere in un contesto sempre più competitivo e in cui i giganti dei video in streaming come Netflix e Amazon stanno prendendo piede.

Il destino dell'operazione è nelle mani del giudice Richard J Leon, scelto dall'ex presidente repubblicano George W Bush. Sarà lui che alle 22 italiane circa di martedì 12 giugno pubblicherà una versione ridotta della sua sentenza. Intorno a quell'ora la sua opinione completa sul caso potrebbe essere diffusa e potrebbe superare le 200 pagine. Quale che sia la sua decisione, chiunque ne uscirà perdente farà certamente ricorso.

Sono sostanzialmente tre gli scenari possibili:

- il merger viene promosso senza condizioni. Se così fosse, AT&T e Time Warner ne emergerebbero come vincitori e altri merger verticali guarderanno a questa partita per giustificare la loro. E' il caso dell'acquisizione da 69 miliardi di dollari di Aetna da parte della catena di farmacie CVS o dell'offerta da 52 miliardi lanciata da Cigna a Express Scripts. Inoltre, Comcast dovrebbe lanciare un'offerta per acquisire gli stess asset che 21st Century Fox ha già promesso a Disney nel dicembre 2017 in un'operazione da 52,4 miliardi.

- il merger viene bocciato. In questo caso il dipartimento di Giustizia canterebbe vittoria e potrebbe sentirsi giustificato nell'agire in modo ancora più aggressivo nei confronti di altre transazioni. L'uomo da monitorare in questo caso sarebbe Makan Delrahim, a capo dell'antitrust al dipartimento. Piuttosto che puntare su rimedi, tipici nei merger verticali, lui sembra preferire la cessione di asset. Se quest'ultima diventasse la norma, i mercati potrebbero reagire con nervosismo visto che si erano abituati ai rimedi.

- il merger viene approvato a certe condizioni. Si tratterebbe di un compromesso con varie possibili ricadute. AT&T e Time Warner hanno già fatto capire di non volere vendere alcun asset, tanto più che una simile richiesta è rara nei merger verticali.

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