Attacchi hacker a Yahoo nel 2014. Usa accusano due spie russe

Si tratta delle prime accuse penali per questioni di cyber-sicurezza contro funzionari del Cremlino; avrebbero arruolato due hacker, di cui uno arrestato in Canada. Penetrati altri servizi email tra cui quello di Google
Yahoo

Come anticipato dal Washington Post, il dipartimento americano di Giustizia ha formalizzato le accuse contro due spie russe e due hacker per l'intrusione informatica a danno di Yahoo, quella risalente alla fine del 2014 ma annunciata dal gruppo tecnologico soltanto il 22 settembre scorso. Gli account colpiti erano stati oltre 500 milioni.

Ad essere accusati sono due membri dell'agenzia d'intelligence russa Fsb, quella sanzionata, tra le altre, dall'amministrazione Obama alla fine dello scorso dicembre per l'interferenza nelle elezioni presidenziali Usa. La Fsb è il successore del Kgb. Dei due hacker arruolati dai russi, uno è stato arrestato ieri in Canada. L'altro resta a piede libero all'estero.

Si tratta delle prime accuse penali per questioni di cyber-sicurezza contro funzionari del Cremlino; queste accuse - di hacking, di spionaggio economico e di furto di segreti commerciali - non hanno nulla a che fare con le intrusioni illecite a danno del Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, né con le indagini dell'Fbi sull'interferenza della Russia nella campagna per le elezioni presidenziali del 2016.

La mossa del dipartimento di Giustizia dimostra il desiderio crescente di Washington di punire i governi stranieri responsabili di cyber-attività illecite.

Le due spie russe accusate sono Dmitry Aleksandrovich Dokuchaev, 33 anni, e Igor Anatolyevich Sushchin, 43 anni, entrambi cittadini russi. I pirati informatici da loro "protetti, guidati, agevolati e pagati per collezionare informazioni attraverso intrusioni informatiche in Usa e altrove" sono Alexsey Alexseyevich Belan, un cittadino russo di 29 anni residente in Russia, e Karim Baratov, cittadino 22enne kazako e canadese residente in Canada.

Durante una conferenza stampa, un funzionario del dipartimento di Giustizia ha ricordato che Belan è l'hacker criminale "most wanted" dall'Fbi dal novembre 2013; era già stato accusato due volte dagli Usa di essersi intrufolato in aziende di e-commerce a danno di milioni di consumatori: nel giugno 2013 fu arrestato su richiesta di Washington in un Paese europeo ma fu poi capace di fuggire in Russia prima della sua estradizione. Siccome tra gli Usa e la Russia non c'è un trattato per l'estradizione, le autorità Usa sarebbero capaci di catturare i tre accusati ancora liberi solo se viaggiano in un Paese che è poi disposto a consegnarli agli Usa.

Come spiegato da Mary B. McCord, assistente del ministro alla Giustizia Usa, "gli imputati hanno preso di mira gli account Yahoo di funzionari del governo americano e russo incluso il personale militare, diplomatico e dedicato alla cyber-sicurezza". Secondo lei, "hanno preso di mira anche giornalisti russi, molti dipendenti di altri fornitori le cui reti sono state abusate e dipendenti di gruppi finanziari e commerciali".

Oltre ai nomi dei colpevoli dell'intrusione di hacker in Yahoo, a rappresentare una novità è il fatto che gli imputati abbiano usato le informazioni rubate in almeno 500 milioni di account del gruppo guidato da Marissa Mayer per accedere illecitamente ai contenuti di account non solo della stessa Yahoo ma anche di Google e di altri fornitori di servizi email. In particolare, l'hacker più ricercato dall'Fbi - Belan - ha usato la sua relazione con le spie russe e la sua capacità di accedere a Yahoo per trarne un profitto personale. Secondo il dipartimento di Giustizia, ha cercato e rubato dati finanziari come i numeri di carte di credito. E avendo avuto accesso a oltre 30 milioni di account Yahoo, ha sfruttato i contatti trovati per mettere a punto attività di spam.

Il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, ha detto in una nota che "il cyber-crimine rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza e la prosperità della nostra nazione e questa è una delle più grandi intrusioni informatiche della storia".

Gli ha fatto eco il capo dell'Fbi, James Comey: "Continuiamo a fare venire meno l'anonimato che si cela dietro i cyber-crimini. I pirati informatici ci pensino due vole prima di prendere di mira persone e interessi americani". La polizia federale Usa ha promesso che continuerà a lavorare con il settore privato e con i partner internazionali per identificare i colpevoli di queste attività e per punirli "a prescindere da dove cerchino di nascondersi".

E' stato Brian Stretch, procuratore federale per il distretto settentrionale della California, a "lodare Yahoo e Google per avere garantito una cooperazione esemplare". Stretch ha detto che "non tollereremo intrusioni illegali e non autorizzate nell'infrastruttura informatica della Silicon Valley su cui contano i cittadini privati e l'economia globale".

McCord ha concluso dicendo che "gli Stati stranieri possono anche usare criminali comuni per accedere ai dati che desiderano ma le accuse odierne dimostrano che le nostre aziende non sono sole di fronte a questa minaccia".

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