Attese a Washington oltre 300 aziende per dire no ai dazi di Trump contro la Cina

Parteciperanno ad audizioni sui dazi del 25% proposti da Trump su 300 miliardi di dollari. Ross: presidente pronto ad adottarli

Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

Da Nike a New Balance Athletics passado per Best Buy e Forever 21, oltre 320 rappresentanti di aziende manifatturiere, retailer, organizzazioni e altri gruppi statunitensi parteciperanno a una serie di audizioni pubbliche da oggi fino a venerdì e poi ancora lunedì e martedì prossimi. Il confronto si svolgerà presso la sede dell'International Trade Commission nella capitale americana.

Si tratta del quarto round di audizioni dopo l'adozione, lo scorso settembre, di dazi del 10% su 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi; quei dazi sono stati alzati al 25% lo scorso 10 maggio, dopo che Washington ha accusato Pechino di avere fatto marcia indietro rispetto ad impegni già presi per siglare un accordo commerciale. Da allora le tensioni tra le due potenze economiche sono aumentate. La Cina dal primo giugno ha alzato al 25% i dazi su 60 miliardi di importazioni Usa. L'America ha messo di fatto al bando la cinese Huawei, mossa a cui la nazione asiatica ha risposto creando una 'lista nera' di aziende straniere inaffidabili.

Wilbur Ross, il segretario al Commercio Usa, ha escluso che un accordo possa essere raggiunto nell'ambito del G20. Al massimo, ha detto in una intervista al Wall Street Journal, i due potranno decidere di riprendere le trattative. Parlando dal Paris Airshow ai microfoni di Cnbc, Ross ha aggiunto: "Alla fine un accordo potrebbe essere raggiunto. Ma se non sarà così, il presidente è totalmente contento di continuare a imporre i dazi che abbiamo già annunciato e anche altri nuovi che ha temporaneamente sospeso".

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