Attivista democratico ucciso era una talpa di WikiLeaks?

Fonti di Fox News: "Seth Rich ha consegnato e-mail interne del partito"; la famiglia nega. I responsabili dell'omicidio non sono stati arrestati, così aumentano i complottisti

Seth Rich, un membro dello staff del Comitato nazionale democratico, avrebbe consegnato a WikiLeaks migliaia di e-mail tra membri del partito prima di essere ucciso, lo scorso luglio, con due colpi di pistola a pochi metri da casa sua, a Washington. A sostenerlo è Fox News, citando una fonte delle forze dell'ordine, il cui racconto è stato confermato anche dall'investigatore privato assunto dalla famiglia della vittima. Famiglia che, invece, ha smentito, parlando di "prove false".

Un investigatore federale che ha letto il rapporto dell'Fbi sostiene che dal computer di Rich è emerso che l'uomo, 27 anni, era in contatto con Gavin MacFadyen, un reporter investigativo divenuto direttore di WikiLeaks, morto di cancro, a ottobre, all'età di 76 anni. La fonte di Fox ha dichiarato, confermando il legame tra l'uomo ucciso e MacFadyen: "Ho visto e letto le e-mail tra Seth Rich e WikiLeaks".

I contatti tra Rich e WikiLeaks sono stati confermati dal detective Rod Wheeler, che ha seguito il caso per conto della famiglia della vittima. Rich fu colpito di spalle, di notte, da due persone; per la polizia, si sarebbe trattato di una rapina finita male, ma nulla sarebbe stato rubato. "Le mie indagini mostrano che c'è stato uno scambio di e-mail tra Rich e WikiLeaks. Credo davvero che le risposte su chi l'abbia ucciso si trovino nel suo computer, su uno scaffale del quartier generale della polizia di Washington o dell'Fbi"; per Wheeler, le autorità starebbero insabbiando il caso. Secondo la fonte di Fox News, 44.053 e-mail e 17.761 allegati riguardanti il partito democratico, scambiati tra gennaio 2015 e maggio 2016, sarebbero stati inviati da Rich a MacFadyen.

Con un comunicato a BuzzFeed, la famiglia di Rich ha dichiarato che "non ci sono fatti, non ci sono prove", accusando i teorici della cospirazione di non fermarsi davanti a nulla. "Siamo una famiglia che si affida ai fatti, non alle prove false che emergono ogni tanto per riempire il vuoto e distrarre le forze dell'ordine e l'opinione pubblica dal trovare gli assassini di Seth". La famiglia ha poi reso noto che a Wheeler era vietato parlare con la stampa senza autorizzazione.

Il 22 luglio, 12 giorni dopo la morte di Rich, WikiLeaks pubblicò le e-mail interne del partito democratico che dimostravano i tentativi di fermare Bernie Sanders nella corsa alla nomination contro Hillary Clinton; le rivelazioni portarono alle dimissioni di Debbie Wasserman Schultz, che guidava il Comitato nazionale democratico, ovvero l'organo di comando del partito, e probabilmente danneggiarono la candidatura dell'ex segretario di Stato alle presidenziali statunitensi.

WikiLeaks non ha negato di aver lavorato con Rich e ha promesso una ricompensa di 20.000 dollari a chi fornirà informazioni che portino all'arresto dell'assassino. La polizia di Washington, invece, ha offerto 25.000 dollari; il lobbista repubblicano Jack Burkman si è spinto fino a offrire un premio di 130.000 dollari: secondo lui - a proposito di cospirazioni - il governo russo sarebbe responsabile dell'omicidio.

Altri Servizi

Giulio Cesare di Shakespeare in versione Trump, sponsor lasciano

Polemiche sulla rappresentazione in scena a Central Park, a New York. Passo indietro di Delta e Bank of America, Eric Trump ringrazia
Ap

Completo blu scuro, camicia bianca, cravatta rossa, capelli biondi tendenti al rosso. Giulio Cesare in versione Donald Trump, in scena a Central Park, a New York, non è piaciuta a Delta Airlines e Bank of America, che hanno deciso di ritirare la sponsorizzazione alla rappresentazione del The Public Theater in programma durante la rassegna 'Shakespeare in the Park'.

Le cinque peggiori città dove andare a vivere negli Stati Uniti

Il sito 24/7 Wall St. ha preso in considerazione diversi parametri per determinare quali centri urbani sconsigliare: in testa, non ci sono sorprese

La qualità della vita in una città statunitense dipende spesso dal quartiere in cui si vive, visto che povertà e crimine possono spesso essere a pochi isolati dalla prosperità. Ci sono però città con problemi così estesi ed evidenti che riducono la qualità della vita di tutti i residenti.

McDonald's e Olimpiadi chiudono partnership storica 3 anni in anticipo

La catena di fast food e il Comitato Olimpico Internazionale erano legati dal 1976
AP

McDonald's non sponsorizzerà più le Olimpiadi. Tre anni prima della scadenza naturale del contratto, il colosso americano del fast-food e il Comitato Olimpico Internazionale (Cio) hanno "di comune accordo" messo fine con effetto immediato alla loro storica partnership commerciale, che andava avanti dal 1976. Lo hanno annunciato con un comunicato congiunto sul sito del Cio. “Come parte del nostro piano di crescita globale, stiamo riconsiderando tutti gli aspetti del nostro business e abbiamo preso questa decisione per concentrarci su priorità differenti d'accordo con il Cio", ha detto il direttore marketing globale di McDonald's, Silvia Lagnado. "Nello scenario di business globale, che evolve velocemente, prendiamo atto della volontà McDonald's di concentrarsi su priorità differenti. Per queste ragioni, abbiamo deciso di comune accordo di andare ognuno per la sua strada", ha dichiarato Timo Lumme, il managing director dei servizi televisivi e di marketing del Cio. La catena di fast food farà un'eccezione: sponsorizzerà i giochi olimpici di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud. Il Cio ha aggiunto che non ha "piani immediati" per trovare un sostituto a uno dei suoi sponsor principali. McDonald's è l'ultimo marchio Usa ad avere abbandonato la sponsorizzazione delle Olimpiadi negli ultimi due anni. Lo hanno già fatto Budweiser, Citi, Hilton e AT&T.

Trump pubblica la dichiarazione finanziaria 2016: il suo impero vale 1,4 miliardi di dollari

Il presidente ha incassato 597 milioni di dollari dalle sue aziende, nel periodo tra gennaio 2015 e aprile 2016. La sua dichiarazione dei redditi, però, resta segreta

Donald Trump continua a rifiutarsi di presentare la propria dichiarazione dei redditi, ma ha reso pubbliche le informazioni relative alla sua situazione finanziaria, contenute in un documento di 98 pagine.

Russiagate, dall'ammissione di Trump alle divisioni tra i democratici: i fatti salienti della settimana

Giorni intensi sul versante delle indagini e del lavoro della stampa sulla presunta collusione tra l'attuale amministrazione statunitense e Mosca
AP

Il Washington Post ha riferito (mercoledì 14 giugno) che il procuratore speciale, Robert Mueller, sta indagando sulla possibilità che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia cercato di ostacolare la giustizia, nel caso sulle ingerenze russe nelle elezioni di novembre e i possibili legami tra il suo staff e il Cremlino. Si è trattato, comunque, solo di un evento di una settimana densa di novità su quello che in Italia è stato ormai ribattezzato Russiagate.

Russiagate: anche il numero due del dipartimento di Giustizia potrebbe astenersi

E' un'ipotesi che circola e che riguarda Rod Rosenstein, preso di mira da un tweet di Trump. Una tale mossa seguirebbe quella del suo capo Jeff Sessions
AP

Anche il numero due del dipartimento della Giustizia potrebbe dovere tirarsi fuori dal Russiagate. E' un'ipotesi presa in considerazione dal diretto interessato Rod Rosenstein, l'uomo che ha la parola finale sul procuratore speciale da lui scelto e che sta gestendo l'inchiesta sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa e sui possibili contatti tra la campagna Trump e funzionari russi.

L'ordine allo staff di Trump: conservare il materiale utile alle indagini sulla Russia

Per il Nyt, è un'altra prova che l'inchiesta del procuratore speciale, Robert Mueller, si è ampliata

I membri dello staff che ha gestito per Donald Trump il periodo di transizione, quello tra la vittoria alle presidenziali, a novembre, e l'entrata in carica più di due mesi dopo, hanno ricevuto l'ordine di conservare documenti e qualsiasi altro materiale che possa essere utile alle indagini sulle interferenze russe nelle elezioni. Lo riferisce il New York Times, citando un documento ottenuto.

Gli Usa pronti al ritorno alla Guerra Fredda con Cuba, poi Trump ha scelto una linea moderata

L'amministrazione aveva preso in considerazione la possibilità di un ultimatum sui diritti umani e l'ipotesi di una rottura completa con L'Avana

L'amministrazione Trump aveva preso in considerazione la possibilità di troncare i rapporti con Cuba, scegliendo poi di adottare una linea più morbida, che non precluda i rapporti diplomatici e futuri rapporti economici tra i due Paesi. A scriverlo è The Hill, citando documenti ottenuti in esclusiva.

Fmi: la ripresa dell'Eurozona si rafforza, Italia avanti con le riforme

Secondo l'istituto di Washington il contesto politico "favorevole" rappresenta un'opportunità per rendere ancora più salda l'integrazione tra i Paesi membri. Bce promossa. Scoraggiante la compliance del Patto di stabilità

"Anche se restano debolezze strutturali con radici profonde", la ripresa dell'Eurozona "si sta rafforzando" e ciò - insieme a un contesto politico "favorevole" - rappresenta un'opportunità per rendere ancora più salda l'integrazione tra i Paesi membri. Ma anche se gli sforzi fino ad ora fatti stanno dando frutti, "molto resta da fare sia a livello nazionale sia generale".

Caso Russia, Trump twitta e ammette: "Sono indagato"

Il presidente Usa accusa il vicesegretario alla Giustizia, Rod Rosenstein, di guidare la 'caccia alle streghe'
Ap

"Sono [stato messo] sotto indagine per aver licenziato il direttore dell'Fbi (James Comey, ndr) dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dll'Fbi (il vicesegretario alla Giustizia, Rod Rosenstein, ndr]! Caccia alle streghe". Questo l'ultimo tweet pubblicato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sta già facendo particolarmente discutere i giornalisti statunitensi, visto che sembra confermare il fatto che sia indagato, come scritto per primo dal Washington Post; sembra inoltre che Rosenstein sia entrato nella lista delle persone da screditare, dopo essere stato l'uomo con cui Trump si era fatto scudo, affermando di aver licenziato Comey su raccomandazione del vicesegretario, salvo poi dichiarare in televisione che lo avrebbe comunque licenziato. Ora, invece, Trump lo considera la persona che guida la "caccia alle streghe".