Ryan critica i dazi, Trump minaccia il Nafta

Lo speaker repubblicano della Camera spera che il presidente si fermi. L'inquilino della Casa Bianca lega il destino delle tariffe su acciaio e alluminio a quello dell'accordo di libero scambio con Canada e Messico
AP

Mentre i repubblicani al Congresso hanno preso le distanze dall'intenzione di Donald Trump di introdurre dazi del 25% sull'acciaio e del 10% sull'alluminio in arrivo in Usa da tutti i Paesi, il presidente americano ha tirato dritto dicendo di credere che le tariffe preannunciate giovedì scorso "non causeranno una guerra commerciale". 

La posizione di Ryan
Lo speaker della Camera statunitense, il repubblicano Paul Ryan, si è augurato che il presidente Usa fermi il suo piano di imporre i pesanti dazi. Cosa che ha portato i mercati finanziari a sperare che le politiche protezionistiche peggiori non vedano la luce. Anche perché, secondo una fonte del Gop sentita da Cnbc, i leader del Congresso non escludono azioni se Trump imporrà davvero i dazi.

"Siamo estremamente preoccupati delle conseguenze di una guerra commerciale e sollecitiamo la Casa Bianca a non andare avanti con questo piano" ha detto la sua portavoce, AshLee Strong, attraverso un comunicato. "La nuova riforma fiscale ha dato slancio all'economia e non vogliamo certamente mettere a rischio questi rialzi", ha aggiunto.

La risposta di Trump
Il leader Usa ha risposto dallo Studio Ovale, dove ha accolto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dicendo che non ha intenzione di "fare un passo indietro". Come anticipato in un tweet mattutino, Trump ha però spiegato che potrebbe evitare di imporre tariffe sul Canada e sul Messico se riusciranno a rinegoziare il North American Free Trade Agreement (Nafta), definito di nuovo "un disastro". E' stata la prima volta che il presidente Usa ha legato il destino dei dazi a quello delle trattive - giunte al settimo round - sull'accordo di libero scambio siglato nel 1994 dalle tre nazioni. Lo aveva fatto con un tweet in cui aveva scritto: "Abbiamo un grosso disavanzo commerciale con Messico e Canada. Nafta, che proprio in questo momento è sottoposto a negoziati, è stato un pessimo accordo per gli Usa (...) Tariffe su acciao e alluminio saranno dismesse solo se un nuovo ed equo Nafta verrà sottoscritto". In più, il Cananda deve trattare i nostri allevatori molto meglio e il Messico "deve fare molto di più per impedire che le droghe arrivino negli Stati Uniti. Non hanno fatto ciò che deve essere fatto. Ci sono milioni di tossicodipendenti e di persone che stanno morendo".

Ue avvertita con Cina e Russia
Nel suo incontro con Bibi, Trump ha messo l'Unione europea con la Cina e la Russia tra gli accusati di pratiche commerciali ingiuste che ledono gli Stati Uniti. Il 45esimo presidente americano ha citato "la Cina, la Russia, l'Unione europea...hanno barriere commerciali che sono ben peggiori delle tariffe. Se vogliono fare qualcosa, tasseremo le loro auto. Abbiamo perso 800 miliardi di dollari all'anno in commercio. Il più grande problema è la Cina". Trump ha così rispolverato nei confronti della Ue le minacce ventilate già nel fine settimana, quando aveva detto che potrebbe imporre tariffe sulle auto se Bruxelles risponderà ai dazi preannunciati da Trump su alluminio e acciaio con altre tariffe a scapito di prodotti Made in Usa ed esportati nel Vecchio Continente. 

Le reazioni
Le tariffe annunciate dalla Casa Bianca giovedì scorso ancora non sono state ufficialmente introdotte. Ma fin da subito Canada e Messico hanno contestato la scelta. Il primo ministro canadese Justin Tradeu aveva definito i dazi "assolutamente inaccettabili" e aveva auspicato un'esclusione per Ottawa.

Ill ministro degli esteri messicano Luis Videgaray Caso ha risposto a Trump dicendo che quello dei traffici di droga ai confini tra Usa e Messico, è un problema da risolvere con un impegno comune: "Solo lavorando insieme e affrontando domanda e offerta possiamo fermare il flusso illegale di droga, denaro e armi che vanno in entrambe le direzioni", ha scritto su Twitter Videgaray.

Ildefonso Guajardo Villarreal, ministro messicano dell'economia, ha aggiunto:"Il Messico non dovrebbe essere incluso nelle tariffe di acciaio e alluminio. È il modo sbagliato di incentivare la creazione di un nuovo e moderno #NAFTA".

Il Canada è il più grande fornitore di acciaio e alluminio degli Usa: le industrie siderurgiche dei due Paesi sono talmente integrate che a rappresentare gli operai del settore (di entrambi) è un unico sindacato.

Nel 2017 il Messico è stato il quarto maggior fornitore negli Stati Uniti, il 10% del totale delle importazioni Usa.

Da quando si è insediato, Trump ha ripetutamente minacciato di ritirarsi da Nafta, che regola un quarto dell'economia globale.

Il presidente Trump dovrebbe emettere un ordine formale entro questa settimana e funzionari del Canada, del Messico e di altri Paesi si sono dati da fare per ottenere esenzioni, sebbene venerdì scorso il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross, abbia dichiarato che il presidente non vuole consentirne alcuna. La speranza di chi la desidera è fondata su un precedente: quando nel 2002 il presidente George W. Bush impose dazi sull'acciaio, sia il Canada sia il Messico vennero esclusi, limitando i danni economici per entrambe le nazioni.

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