L'auto autonoma di Google sarà offline per impedire attacchi hacker

La sicurezza è una "priorità" anche per la Chrysler Portal semi autonoma di Fca

Detroit - Il minivan autonomo che Alphabet, attraverso Waymo, ha presentato al salone dell'auto di Detroit sarà spesso offline per impedire attacchi hacker. E' la dimostrazione di come la sicurezza sia una priorità, anche per la Chrysler Portal, il concetto di auto elettrica e semi autonoma presentato da Fiat Chrysler Automobiles il tre gennaio scorso al Consumer Electronics Show a Las Vegas (Nevada).

Mentre John Krafcik, l'uomo a capo del progetto di self driving car fino al mese scorso parte di Google, ha spiegato al Financial Times che "le nostre vetture comunicheranno con il mondo esterno solo quando devono in modo tale che non ci sia una linea diretta che possa essere hackerata", sono i quattro giovani dietro al progetto Portal a spiegare che la "sicurezza è di primaria importanza". Dallo stand Fca al salone dell'auto di Detroit, Ashley Edgar (ingegnere del concetto Portal), Cindy Juette (interior design di Fca), Emilio Feliciano (addetto all'esperienza dell'utente per il concetto Portal) e Matt Dunford (exterior designer di Fca) hanno spiegato che cercheranno di capire se i consumatori vogliono una Portal che sia on e offline a seconda delle esigenze: "I consumatori vogliono avere a dispozione molte scelte; ma se sei offline, certe funzionalità del veicolo potrebbero non esserci".

I quattro non si sono sbilanciati su quale sarà la tempistica che porterà Portal sulle strade: "Vorremmo saperlo anche noi". Bocche cucite anche sull'investimento fino ad ora fatto e sul prezzo della vettura: "Vogliamo che sia abbordabile". Quello di cui sono certi è che fino ad ora "le reazioni sono state davvero positive".

Quanto ai minivan autonomi di Waymo - che altro non sono che vetture ibride a marchio Pacifica (del gruppo Fca) su cui poi è stata installata una specifica tecnologia per renderle autonome - Krafcik ha garantito: "Possono funzionare per periodi lunghi senza alcuna connessione" al web perché tutte le funzionalità di guida sono a bordo della vettura stessa; ci può essere un collegamento al cloud per inviare e ricevere informazioni sul traffico ma poi quel collegamento viene chiuso. Insomma, come ha spiegato il numero uno all'FT, le vetture Waymo non sono prodotte per dipendere da reti di comunicazione esterne rendendole così più sicure. "Pensateci. Se il sistema non funziona e si è dipendenti da esso, che si fa? La nostra auto è davvero self driving, non richiede una infrastruttura", ha concluso Krafcik.

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