Banca Mondiale: il presidente Kim si dimette a sorpresa, passa al settore privato

Dal primo febbraio incarico ricoperto a interim dall'attuale Ceo, Kristalina Georgieva. Atteso scontro tra governo Trump e paesi che non vogliono più un americano alla guida dell'istituto
AP

Il presidente della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni, effettive dal prossimo primo febbraio. La Ceo dell'istituto di Washington, Kristalina Georgieva, ricoprirà l'incarico ad interim mentre sta per iniziare lo scontro tra l'amministrazione Trump e coloro che da anni contestano il fatto che la guida dell'istituzione vada come da tradizione a un cittadino americano (la stessa tradizione per cui il vertice del Fondo monetario internazionale va a un europeo).

A capo dell'istituto di Washington da oltre sei anni, Kim ha spiegato che subito dopo il suo addio passerà al settore privato. Senza dare dettagli ha precisato che entrerà in un gruppo nel quale si concentrerà sugli investimenti per le infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo. In attesa di fornire ulteriori informazioni, Kim ha detto che ritornerà inoltre nel board di Partners In Health, un'organizzazione da lui cofondata più di 30 anni fa.

Da anni poco apprezzato da molti all'interno della Banca Mondiale, Kim ha spiegato che "è stato un grande onore lavorare come presidente per questa istituzione straordinaria, piena di persone appassionate e dedicate alla missione di mettere fine alla povertà estrema nel corso delle nostre vite". Secondo lui, "il lavoro della Banca Mondiale non è mai stato cos" importante mentre le aspirazioni dei poveri aumentano in tutto il mondo e i problemi legati al cambiamento climatico, alle pandiemie, alle carestie e ai rifugiati continuano a crescere sia in dimensioni sia in complessità".

Nel corso della sua leadership, l'istituzione nel 2012 determinò due obiettivi: mettere fine alla fame estrema entro il 2030 e aumentare la prosperità condivisa concentrandosi sul 40% della popolazione dei Paesi in via di sviluppo. In riferimento alle sue prossime sfide, Kim ha aggiunto: "Sono impaziente di lavorare di nuovo con i miei amici di lunga data e colleghi di Partners In Health su una vasta gamma di questioni legate alla sanità e all'istruzione. Continuerò anche a essere coinvolto nelle attività della Brown University e sono impaziente di essere Senior Fellow al suo Watson Institute for International and Public Affairs".

Il 59enne Kim divenne presidente della Banca Mondiale nel 2012 e nel 2016 si garant" un secondo mandato quinquennale, iniziato nel 2017. Allora aveva avuto la meglio su sfidandi dalla Nigeria e dalla Colombia. Mentre lui passa al settore privato, si riaccende il dibattito su chi debba essere suo successore. Nei sette decenni di storia della Banca Mondiale, il suo presidente è sempre stato scelto in Usa ma altri vogliono mettere fine a questa pratica e dare ai Paesi del Sud del mondo una voce in capitolo.

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