Banche Usa: dopo gli stress test della Fed, distribuzione record di capitali. Wells Fargo vince

La banca di San Francisco sarà la più generosa. In totale, tra dividendi e buyback, i gruppi premieranno i soci con 168 miliardi di dollari
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E' Wells Fargo ad avere vinto, forse a sorpresa, il secondo round degli stress test della Federal Reserve, nei quali solo la divisione americana della tedesca Deutsche Bank è stata bocciata mentre Goldman Sachs e Morgan Stanley non hanno potuto essere più generosi di quanto avrebbero voluto con i loro soci.

Pubblicati ieri, gli stress test annuali hanno dato il via libera a 22 dei più grandi istituti di credito Usa alla distribuzione record di capitali (tra cedole e riacquisto di titoli propri) per 168 miliardi di dollari nel corso del prossimo anno, un aumento di circa più di un quinto sui 12 mesi precedenti.

Il titolo Wells Fargo (+5%) marcia verso i massimi di tre anni e mezzo a Wall Street dopo avere annunciato un aumento del 10% del dividendo e un piano di buyback per 24,5 miliardi di dollari. Nel complesso, hanno calcolato gli analisti di RBC, la banca di San Francisco travolta dallo scandalo dei conti fantasma premierà i soci con 32,6 miliardi di dollari, più di tutti.

La seconda migliore performance di borsa va a Citigroup (+1,5%), che distribuirà agli azionisti 22 miliardi, più del previsto. Forse, hanno fatto notare alcuni esperti, la banca non è stata aggressiva nel proporre alla Fed di essere più generosa ma viene comunque premiata per essere andata sul sicuro.

Nei prossimi quattro trimestri Goldman (-0,2% al Nyse) potrà invece distribuire solo 6,3 miliardi contro i 9,9 miliardi di un anno fa anche se poi alla fine ne spese solo 5,7 miliardi.

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Facebook respinge le accuse del Nyt sul tentativo di nascondere gli scandali: "Semplicemente false"

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Wall Street, attenzione rivolta al petrolio

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È entrato in vigore la proclamazione presidenziale, firmata venerdì dal presidente statunitense Donald Trump, che sospende la concessione dell'asilo ai migranti che attraversano il confine con il Messico illegalmente; una mossa decisa per scoraggiare le migliaia di persone attualmente in marcia verso il Paese. Questo significa che i migranti dovranno presentarsi ai posti di frontiera per poter chiedere l'asilo, salvo rare eccezioni. Gli avvocati che difendono i diritti dei migranti si sono messi subito al lavoro per cercare di bloccare l'ordine in tribunale.

Commercio: è di nuovo scontro tra Usa e Cina

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Almeno a parole, né gli Stati Uniti né la Cina sembrano disposti a fare un passo indietro nella guerra commerciale che li vede protagonisti, e questo anche dopo il velato ottimismo espresso dal leader americano Donald Trump. I due Paesi hanno difeso le loro rispettive posizioni durante il summit Asia-Pacific Economic Cooperation a Papua Nuova Guinea, nell'Oceania. Lo hanno fatto attraverso, rispettivamente, il vicepresidente Mike Pence e il presidente Xi Jinping (che a fine mese vedrà Trump in Argentina a margine del G20).

Petrolio: Arabia Saudita vs Usa

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Uniti sul piano geopolitico nel contrastare l'Iran, Stati Uniti e Arabia Saudita sono sempre più divisi sul fronte petrolifero. Riad vuole ridurre la produzione di greggio per sostenere i prezzi, scesi di oltre il 20% dai massimi di quattro anni di inizio ottobre. Washington è invece contraria a un taglio dell'output e insiste nel volere prezzi più bassi. La diversa strategia sta creando tensioni da un lato tra Arabia Saudita e Russia, impegnati dal gennaio 2017 a riequilibrare il mercato petrolifero, e dall'altro tra Arabia Saudita e Usa, due alleati la cui relazione è già messa alla prova dal caso Jamal Khashoggi, il giornalista saudita ucciso il 2 ottobre scorso non appena mise piede nel consolato del suo Paese a Istanbul (Turchia); un'inchiesta condotta dal Paese del Golfo ha esonerato da ogni responsabilità il principe erede al trono  Mohammed bin Salman (Mbs), che invece per la Cia ha ordinato l'assassinio del reporter da un anno in auto-esilio in Usa (almeno stando a quanto riferito dal Washington Post).

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